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Guidare auto non intestata

5 Febbraio 2019
Guidare auto non intestata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Febbraio 2019



Quando è possibile usare in prestito o comodato la macchina intestata a un’altra persona senza dover fare comunicazioni o annotazioni sulla carta di circolazione.

Può capitare di usare l’auto di un familiare, in attesa di avere i soldi per acquistarne una di proprietà, o di chiederla in prestito a un amico perché la propria è dal meccanico. Oppure può succedere di fare un viaggio in compagnia di altre persone e, nei lunghi tragitti, di alternarsi alla guida. In ipotesi del genere, cosa succederebbe se una pattuglia dovesse fermarti e chiederti la carta di circolazione? Notando che non sei l’intestatario del veicolo, rischieresti una multa?

Fino a qualche anno fa, era consentito guidare un’auto intestata a un amico o a un parente senza commettere alcun illecito. La polizia, in caso di controlli, avrebbe chiesto – come di consueto – la carta di circolazione e la patente, ma nessuna conseguenza sarebbe derivata dal guidare un’auto non intestata.

Oggi però le cose sono cambiate. In alcuni casi – ma, come vedremo a breve, non sempre – il nome che risulta sul libretto di circolazione deve essere lo stesso di chi si trova al volante.

Le novità sono scattate a partire dal 3 novembre 2014. In buona sostanza, la legge distingue due ipotesi e le disciplina in modo differente: il caso di chi guida un’auto intestata a un familiare convivente e quello invece di chi guida l’auto di un soggetto – estraneo o anche parente – rispetto al quale tuttavia non ha alcun legame di convivenza. Vediamo quali sono gli adempimenti necessari da compiere e come fare a guidare un’auto non intestata.

Guidare un’auto del coniuge o di un familiare convivente

Tutt’oggi continua ad essere possibile guidare l’auto di un familiare convivente senza limiti di tempo, ad esempio quella del coniuge o dei genitori. Pertanto, il marito può prestare la propria auto alla moglie e lasciargliela guidare senza che questa rischi contravvenzioni (sempre che i due continuino a convivere sotto lo stesso tetto o non siano separati). Al pari, si può decidere di intestare l’auto alla moglie nonostante ad usarla stabilmente sia il marito. I figli possono prendere in prestito la macchina dei genitori e usarla, anche se neopatentati, come se fosse la propria.

Se la polizia dovesse accertare che il conducente è soggetto diverso dall’intestatario del veicolo non può elevare la contravvenzione quando i due sono legati da un rapporto di familiarità e convivenza. Tali rapporti risultano all’anagrafe del Comune ove, in tempo reale, le autorità possono collegarsi per ricavare la residenza e lo stato di famiglia degli automobilisti. Il che significa che un carabiniere o un agente della polizia di Stato non potrà chiederti, oltre alla patente e al libretto, anche un estratto di residenza o un certificato di famiglia: non sei cioè tenuto a conservarli in auto o a portarli con te.

Leggi Posso circolare con l’auto intestata a mio marito?

Guidare l’auto di una persona non convivente

La normativa attuale consente di guidare un’auto intestata a un’altra persona che non sia familiare convivente per non più di 30 giorni. Dopo i 30 giorni scatta l’obbligo di annotare, sulla carta di circolazione, il nome del possessore dell’auto. La comunicazione va fatta, a cura del proprietario o del possessore, alla Motorizzazione (Dtt, dipartimento trasporti terrestri) anche tramite un’agenzia di pratiche auto.

In caso di violazione di tale obbligo scattano multe da un minimo di 516,46 euro a un massimo di 2.582,28 euro oltre al ritiro della carta di circolazione.

Le sanzioni, in ogni caso, scattano solo se il possesso dell’auto altrui è cominciato dopo il 4 novembre 2014 (decorsi i 30 giorni utili per eseguire tale adempimento); invece, coloro che hanno iniziato a possedere l’auto altrui prima di tale data possono continuare a farlo serenamente, senza rischio di multe.

Quindi è ancora oggi legale chiedere a un amico l’auto in prestito perché, ad esempio, la propria è rotta, purché tale situazione non si prolunghi per più di 30 giorni.

La normativa introdotta nel 2014 consente in sintesi:

  • l’uso dell’auto di familiari conviventi per un tempo indeterminato e senza limiti;
  • l’uso dell’auto di familiari non conviventi per un tempo massimo di 30 giorni;
  • l’uso dell’auto di persone non legate da rapporti di familiarità (ad es. amici) per massimo 30 giorni.

In tutti gli altri casi è necessaria l’annotazione alla Motorizzazione.

Attenzione però: l’obbligo di annotazione del possesso dell’auto altrui scatta solo in caso di uso esclusivo e personale del mezzo. Invece quando la macchina è semplicemente condivida tra i soggetti (che la utilizzano indifferentemente per i propri spostamenti, di comune accordo) non c’è bisogno di alcuna comunicazione alla Motorizzazione.

Guidare l’auto di un genitore non convivente

Quando si parla di familiari conviventi la legge intende i soggetti appartenenti al medesimo nucleo familiare (in senso anagrafico) e con obbligo di residenza presso lo stesso domicilio.

Pertanto non si può usare, per più di 30 giorni, l’auto del genitore anziano se questi fa parte di un differente nucleo familiare e/o non è residente col figlio. Oltre i 30 giorni, chi usa l’auto del padre o della madre non convivente o nel cui stato di famiglia non è più compreso deve andare alla Motorizzazione e far annotare il proprio nominativo sulla carta di circolazione.

Guidare l’auto di un convivente

Vediamo ora cosa prevede la normativa per le coppie di fatto, ossia i partner conviventi ma non sposati e quindi non legati da vincolo di matrimonio. Solo se i due partner, residenti nello stesso luogo, si sono “segnati” all’Anagrafe come medesimo nucleo familiare non avranno obblighi di annotazione sul libretto di circolazione. Diversamente, l’uso esclusivo e personale della macchina del compagno/a implica l’annotazione sul libretto.

Auto in comodato

In caso di comodato dell’auto superiore a 30 giorni è necessario che il comodatario faccia la comunicazione alla Motorizzazione.

Soggetti legittimati a concedere a terzi il comodato del veicolo sono: il proprietario (od il “trustee”), il locatario (nell’ipotesi di leasing, previo assenso del locatore), l’usufruttuario, l’acquirente (nell’ipotesi di acquisto con patto di riservato dominio, previo assenso del venditore). Ne consegue, pertanto, che è esclusa la possibilità per il comodatario di concedere ad altro soggetto l’uso del veicolo (sub comodato).

Guidare l’auto di un genitore defunto

Immaginiamo che muoia un genitore e che, nelle more della dichiarazione di successione, uno dei figli voglia utilizzare il veicolo. Può farlo o deve provvedere subito alla voltura? Se dovesse verificarsi un incidente, l’assicurazione pagherebbe oppure potrebbe eccepire il fatto che non si è eseguita la voltura del mezzo e, quindi, anche dell’assicurazione?

Nelle more dell’acquisizione della titolarità del bene in capo agli eredi, prima del disbrigo delle formalità relative alla successione, se il mezzo viene utilizzato da uno di questi per un periodo superiore a 30 giorni sarà opportuno procedere con una “intestazione temporanea” a nome dell’erede.

In pratica, alla morte del titolare del mezzo occorre effettuare il passaggio di proprietà a nome degli eredi, pagare alla Regione di residenza il bollo auto alla scadenza prevista e cambiare il nominativo del proprietario a fini assicurativi. Quindi, quando si eredita un veicolo, si deve autenticare la firma dell’erede o degli eredi sull’atto di accettazione dell’eredità e, contestualmente o entro 60 giorni dall’autentica, bisogna registrare l’atto all’ufficio provinciale dell’Aci Pra o della Motorizzazione o di un’agenzia Sta, che rilascerà il certificato di proprietà e la carta di circolazione aggiornati.

L’autentica di firma viene effettuata gratuitamente dagli sportelli telematici dell’automobilista (i cosiddetti Sta, istituiti presso tutti i Pra, le Motorizzazioni e le agenzie di pratiche auto abilitate) e, nello stesso tempo, viene effettuato il passaggio di proprietà a favore dell’erede.

La mancata richiesta di aggiornamento del certificato di proprietà e della carta di circolazione determina l’applicazione, in caso di controllo su strada, di una multa e del ritiro della carta di circolazione.

In particolare l’articolo 94 del Codice della strada obbliga il nuovo proprietario a chiedere al Pubblico registro automobilistico la trascrizione del trasferimento di proprietà entro 60 giorni dalla data in cui è avvenuto. Nello stesso termine deve essere chiesto alla Direzione generale della Motorizzazione civile il rinnovo o l’aggiornamento della carta di circolazione e del certificato di proprietà.

L’omissione di questi adempimenti e la circolazione con veicolo per il quale non sono state effettuate tali formalità comporta pesanti sanzioni amministrative.

Quanto, infine, al problema della responsabilità in caso di sinistro, ricordiamo che è tenuto a stipulare la polizza rc auto qualsiasi soggetto pone in circolazione un veicolo e, quindi, oltre al conducente, al proprietario (o in sua vece l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio e il locatario in leasing), anche il comodatario e il detentore occasionale. Questa relazione, di diritto o di fatto, tra l’assicurato e il veicolo può legittimare l’intestazione del contratto di assicurazione a persona diversa dall’intestatario del veicolo stesso al Pubblico registro automobilistico.

Il Codice civile dispone che il proprietario e gli altri soggetti suindicati sono responsabili in solido con il conducente per i danni provocati a terzi (salvo provino che la circolazione è avvenuta contro la loro volontà e in ogni caso per i danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo). Tale responsabilità è comunque coperta, nel limite dei massimali garantiti, dal contratto di assicurazione obbligatoria.

FAC SIMILE CONTRATTO DI COMODATO A TEMPO INDETERMINATO

Con la presente scrittura privata, da tenere e valere ai sensi di legge, tra:

– il Sig. ……………….., nato a ……………….. (..) il ../../…., residente a ……………….. (..), Via ……………….. n. …, c.f. ……………….., in qualità di ……………………… della società ……………………………….., c.f. / p.iva. ……………………………. d’ora in avanti definita parte comodante,
e
– il Sig. ……………….., nato a ……………….. (..) il ../../…., residente in ……………….. (..), Via ……………….. n. …, c.f. ……………….., d’ora in avanti definita parte comodataria,
premesso che
tra le parti è in essere un rapporto di lavoro/collaborazione e che in data ……………… era stato concesso l’uso promiscuo dell’automezzo targato ……………………,
si conviene e si stipula quanto segue:

1)  la parte comodante concede, a far data dal giorno di sottoscrizione del presente atto, in comodato gratuito a tempo indeterminato alla parte comodataria, che accetta, l’autovettura per trasporto di persone ……………………….. targata ……………….., affinché se ne serva, con la dovuta diligenza, oltre che per lo svolgimento dell’attività lavorativa per la scrivente, anche per uso personale.

2)  Come evidenziato al punto 1, il comodatario potrà utilizzare l’autovettura anche per uso privato: tale beneficio sarà valorizzato ai fini previdenziali e fiscali in conformità alla normativa vigente, sulla base del 30% del costo determinato secondo la tariffa ACI corrispondente al veicolo utilizzato per una percorrenza annua di Km 15.000;

3)  Le spese derivanti dall’utilizzo della suddetta autovettura sono così distribuite:

– Spese carburante: ………………. – ………………………………………….. – altre spese: ………………………

Si intendono a carico della parte comodante le spese per manutenzioni ordinarie e straordinarie.

4) l’assegnazione in comodato del bene potrà essere revocata in qualunque momento a discrezione della parte comodante e, comunque, al termine del rapporto in essere tra le parti. Al momento della restituzione l’autovettura dovrà trovarsi nelle stesse condizioni di conservazione in cui ora si trova, fatto salvo il normale deperimento d’uso; il comodatario potrà essere chiamato a rispondere del deperimento che ecceda l’ordinario e sia a lui imputabile per colpa o dolo;

5) la parte comodataria non ha la facoltà di concedere in uso, in locazione o a qualsiasi altro titolo l’automezzo in oggetto;
6) sarà cura della parte comodataria:

a. segnalare i guasti o le anomalie di funzionamento;
b. segnalare con la massima tempestività incidenti che dovessero accadere così come l’eventuale furto, per l’adempimento immediato di tutte le formalità d’uso;

c. utilizzare l’autovettura in modo conforme alle norme di funzionamento riportate sul libretto d’uso e con la diligenza e l’attenzione necessarie nel rispetto di tutte le norme di circolazione;
7) Il comodante è esonerato da responsabilità in caso di danni cagionati da parte del comodatario;

8) il presente atto, per quanto non espressamente previsto, si intende regolato dalle disposizioni degli articoli 1803 e seguenti del Codice Civile.

Luogo ……………….., data ../../….

La parte comodante        La parte comodataria …………………………… ……………………………..


7 Commenti

    1. Buongiorno Laura. Ad oggi, il Codice della strada vieta la guida con cellulare in questi termini: il conducente non può durante la marcia utilizzare «apparecchi radiotelefonici» né cuffie sonore, fatta eccezione per chi guida un veicolo delle Forze armate o dei Corpi di polizia oppure adibiti ai servizi delle strade e delle autostrade, nonché al trasporto di persone in conto terzi. In pratica, il Codice oggi parla genericamente di apparecchi radiotelefonici, quindi di qualsiasi dispositivo atto a fare o ricevere telefonate, e cita anche in modo più specifico le cuffie intese come quelle con cui si ascolta la musica. Si può, invece, parlare al telefono attraverso il viva voce o l’auricolare, purché il conducente non abbia dei problemi di udito in una delle due orecchie. Ci deve sentire bene da entrambe, insomma. E, in ogni caso, come precisa la normativa, chi si trova alla guida deve sempre avere le mani sul volante e mai impegnate nell’armeggiare con i dispositivi elettronici. L’articolo, infatti, recita che sono consentiti quei dispositivi «che non richiedono per il loro utilizzo l’uso delle mani». Secondo la normativa ancora in vigore, chi viene sorpreso alla guida con cellulare deve pagare una multa da 161 a 646 euro. Inoltre, è prevista la decurtazione di cinque punti dalla patente. Solo se nei due anni successivi non viene commessa la stessa infrazione, i punti verranno restituiti. Se nello stesso periodo, cioè nei due anni successivi, il conducente viene trovato di nuovo alla guida con il cellulare, scatterà la sospensione della patente da uno a tre mesi.

  1. salve, guido spesso l’auto di mia madre non convivente (stessa palazzina), anche se l’uso è promiscuo (la utilizziamo entrambe). In caso di contestazione come dimostro che l’uso è promiscuo, occasionale, e da quanto tempo la utilizzo?

    1. Lorena ti consigliamo di leggere i nostri articoli:
      -Si può prestare la propria auto? Si può dare in comodato la propria auto a un familiare, un parente o un amico. Tuttavia il proprietario resta responsabile per eventuali incidenti o multe. Se il possesso è per più di 30 giorni scatta l’obbligo di annotazione sulla carta di circolazione. https://www.laleggepertutti.it/273552_si-puo-prestare-la-propria-auto
      -Guidatore diverso da intestatario auto: chi paga multe e incidenti? Può succedere di prestare l’auto a un amico o a un familiare e che questi prenda una multa o sia coinvolto in un incidente stradale. Quali sono le conseguenze per il proprietario dell’automobile? In questo articolo cercheremo di spiegare cosa stabilisce la legge e cosa succede in caso di guidatore diverso dall’intestatario dell’auto https://www.laleggepertutti.it/193511_guidatore-diverso-da-intestatario-auto-chi-paga-multe-e-incidenti

  2. Salve,per il comodato dei trenta giorni,si intende 30 giorni consecutivi o nel corso per esempio di un anno solare?

  3. Salve. L’ auto è di mia proprietà ma spesso la usa mio marito per fare uscite e viaggi con le sue figlie di primo letto.
    Visti i pessimi rapporti con la loro madre come posso tutelarmi??
    Pensavo di farle scrivere un’autorizzazione al trasporto di queste “estranee” minori.
    Grazie

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