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Ape sociale 2019: quando presentare la domanda, come fare

5 Febbraio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Febbraio 2019



Entro quando presentare le domande di certificazione dei requisiti per l’anticipo pensionistico a carico dello Stato: scadenze 2019.

Via libera alle domande di certificazione per l’Ape sociale, sia per chi matura i requisiti per l’anticipo nel 2019, sia per chi li aveva già maturati ma non aveva presentato la richiesta a suo tempo: è quanto chiarito dall’Inps, con una nuova circolare [1].

L’istituto, in particolare, col nuovo documento ha reso note:

  • le date entro le quali gli interessati devono presentare le richieste di certificazione dei requisiti per l’Ape sociale;
  • le date entro le quali possono essere presentate le domande vere e proprie di Ape sociale.

L’Ape sociale, lo ricordiamo, offre la possibilità di uscire dal lavoro a 63 anni grazie a un assegno pagato dallo Stato, pari alla futura pensione (ma con un tetto massimo di 1500 euro mensili). Il beneficio è riservato ai lavoratori che appartengono a determinate categorie tutelate, e che possiedono:

  • almeno 30 anni di contributi, se disoccupati di lungo corso, caregiver o invalidi dal 74%;
  • almeno 36 anni di contributi, se addetti ai lavori gravosi.

Sono previsti specifici requisiti per ogni categoria; le donne con figli hanno diritto a uno sconto contributivo sino a un massimo di 2 anni.

Chi, alla data della domanda di certificazione dei requisiti, ha già maturato tutte le condizioni per l’Ape sociale, può presentare contestualmente la domanda di anticipo pensionistico. Chi presenta la domanda di certificazione nel 2019 ma non presenta, entro il 31 dicembre 2019, la domanda di Ape sociale, può richiedere la prestazione anche successivamente.

Per poter presentare la domanda di certificazione dei requisiti nel 2019, ad ogni modo, è necessario che le condizioni per l’Ape sociale siano maturate entro il 31 dicembre 2019.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sull’Ape sociale 2019: quando presentare la domanda, quali sono i requisiti e gli adempimenti previsti.

A chi spetta l’Ape sociale?

L’Ape sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che può essere richiesto a partire dai 63 anni di età e sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2019 pari a 67 anni). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti presso una gestione previdenziale amministrata dall’Inps:

  • Assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi);
  • forme sostitutive ed esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria;
  • gestione separata Inps.

Per ottenere la prestazione, gli interessati devono cessare l’attività lavorativa e non essere già titolari di una pensione diretta (possono invece essere titolari di una pensione di reversibilità).

I lavoratori devono appartenere a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi.

Quali categorie di lavoratori possono chiedere l’Ape sociale?

Nel dettaglio, i beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi (contando tutti i periodi non coincidenti maturati presso le gestioni Inps) se appartengono a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo) e che non si siano rioccupati per oltre 6 mesi;
  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di cessazione di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di lavoro subordinati negli ultimi 3 anni che precedono il licenziamento, hanno terminato di percepire il sussidio per la disoccupazione da almeno 3 mesi e non sono stati rioccupati per più di 6 mesi;
  • caregiver: lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; a partire dal 2018, sono inclusi tra gli assistiti che danno luogo al beneficio della pensione anticipata precoci anche i familiari, parenti o affini, entro il secondo grado; in questo caso, però, è necessario che il coniuge, o l’unito civilmente, e i parenti di primo grado (cioè figli o genitori) conviventi con la persona affetta da handicap in situazione di gravità si trovino in una delle seguenti situazioni:
    • abbiano compiuto i 70 anni di età;
    • risultino anch’essi affetti da patologie invalidanti (occorre fare riferimento alle patologie a carattere permanente che attualmente consentono al lavoratore dipendente di fruire del congedo per gravi motivi familiari; è necessario che la patologia sia documentata e che la documentazione sia inviata alla competente unità operativa, complessa o semplice);
    • siano deceduti o mancanti (si considera l’assenza naturale o giuridica, ad esempio il divorzio).
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori gravosi: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, o per 7 anni nell’ultimo decennio, un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o faticosa, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
  • pescatori;
  • lavoratori marittimi;
  • operai agricoli;
  • operai degli impianti siderurgici.

Come e quando si presenta la domanda di certificazione del diritto all’Ape sociale

Per ottenere l’anticipo pensionistico a carico dello Stato bisogna innanzitutto inviare all’Inps domanda di certificazione del diritto all’Ape sociale. Questa domanda può essere inoltrata tramite patronato, o direttamente dall’interessato attraverso il portale web dell’Inps, se in possesso delle credenziali di accesso (codice Pin dispositivo, carta nazionale dei servizi o identità unica digitale Spid di secondo livello).

Eseguito l’accesso al portale, bisogna seguire il percorso: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”; bisogna poi cliccare su “Nuova domanda” nella colonna di sinistra.

La domanda di certificazione dei requisiti, per chi matura i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2019, può essere inviata entro il 31 marzo 2019, o entro il 15 luglio 2019. Possono essere prese in considerazione anche le domande pervenute dopo questa data, purché entro il 30 novembre 2019, ma solo se risulteranno risorse residue.

Certificazione dell’Inps del diritto all’Ape sociale 2019

Una volta ricevute le domande di certificazione dei requisiti, l’Inps deve verificare, in base al numero dei richiedenti e dal perfezionamento o meno delle condizioni richieste, quali sono i beneficiari dell’anticipo pensionistico. Non tutti i requisiti, comunque, devono essere perfezionati alla data di invio della domanda di certificazione, in quanto alcuni possono essere certificati dall’Inps in prospettiva, come il possesso degli anni di contributi richiesti per la categoria di appartenenza.

Verificata la sussistenza dei requisiti, ai beneficiari è inviata una comunicazione dall’istituto in cui sono certificati i requisiti per l’Ape sociale.

Le comunicazioni degli esiti delle domande di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio, in particolare, perverranno entro:

  • il 30 giugno 2019 per le domande di verifica delle condizioni già presentate entro il 31 marzo 2019;
  • il 15 ottobre 2019 per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2019;
  • il 31 dicembre 2019 per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 30 novembre.

Come presentare la domanda di Ape sociale 2019

Una volta certificati i requisiti, gli interessati possono inviare la domanda di Ape sociale tramite il sito web dell’Inps (come abbiamo osservato, accessibile con apposite credenziali) o attraverso un patronato. Nello specifico, per presentare la domanda di anticipo pensionistico, bisogna accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali (codice fiscale e Pin, oppure carta nazionale dei servizi, o identità digitale Spid) e seguire il percorso: “Altre prestazioni/Anticipo pensione/Ape sociale”.

Esiste anche la possibilità, per chi possiede già tutti i requisiti per l’Ape sociale, di inviare la domanda di certificazione del diritto all’anticipo assieme alla domanda di pensione vera e propria. Per la conferma del diritto al trattamento e la sua liquidazione, però, si deve sempre aspettare la risposta dell’Inps.

Domanda di Ape sociale dopo il 2019

L’Inps ha anche spiegato che sarà possibile fare domanda di accesso all’Ape sociale anche in un momento successivo al termine della sperimentazione (ora il 31 dicembre 2019).

Per poter accedere all’Ape sociale dopo il termine della sperimentazione, però, le sedi Inps dovranno verificare il permanere dei requisiti già in possesso del beneficiario al 31 dicembre 2019. Inoltre, le domande tardive saranno accolte nel rispetto dei limiti della capienza degli stanziamenti previsti dalla legge.

note

[1] Inps Circolare n.15/2019.


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