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Come avviene la nomina dei giudici di pace?

25 Febbraio 2019 | Autore:


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La riforma della magistratura onoraria e la figura del giudice di pace onorario: tutto quello che c’è da sapere sul procedimento per la nomina, sui requisiti e le cause di esclusione, le incompatibilità e i titoli di preferenza.

Sei un neo laureato in giurisprudenza e ti stai chiedendo se devi sostenere l’esame in magistratura per diventare giudice di pace onorario. Il tuo più grande desiderio è quello di indossare la toga e fare il giudice di pace onorario. Ma ti chiedi innanzitutto se hai i requisiti. Sei stato nominato giudice di pace onorario nella città in cui eserciti la professione di avvocato. Puoi continuarlo a farlo? Come avviene la nomina dei giudici di pace? Te lo spiegherò in questo articolo.

Giudici di pace: chi sono?

Nell’ambito della magistratura ordinaria si distinguono i giudici “togati”, che esercitano le funzioni giudiziarie professionalmente e sono dunque assunti a tempo indeterminato a seguito di concorso pubblico e i giudici onorari, cioè coloro che amministrano la giustizia in quanto nominati con particolari procedure e che non sono legati allo Stato da un rapporto di pubblico impiego, ma di servizio onorario.

Fino alla riforma della magistratura onoraria avvenuta nel 2017 [1], le tipologie di magistrati che svolgono funzioni giudiziarie onorarie sono state:

  • giudice di pace, cui veniva attribuita la competenza nel settore civile e nel settore penale, rispettivamente su cause di ridotto valore ovvero per reati di ridotta gravità;
  • giudice onorario di tribunale (i c.d. g.o.t.), che svolgeva funzioni giudicanti in primo grado nei tribunali ordinari;
  • vice procuratore onorario (i c.d. v.p.o.), che tuttora svolge funzioni requirenti in primo grado presso le Procure della repubblica;
  • esperto del tribunale per i minorenni, che compone i collegi di tale organo;
  • esperto della sezione di corte d’appello per i minorenni, che compone i collegi della Corte d’appello nei procedimenti minorili;
  • giudice ausiliario di Corte d’appello, che svolge funzioni giudicanti presso le Corti di appello;
  • esperto del tribunale di sorveglianza, che compone i collegi di tale organo;
  • esperto componente delle sezioni specializzate agrarie presso i tribunali ordinari in primo grado;
  • esperto componente i tribunali regionali delle acque pubbliche ed esperto componente del tribunale superiore delle acque pubbliche.

Con l’entrata in vigore della riforma le figure dei giudici di pace e dei giudici onorari di tribunale sono stati sostituiti dall’unica figura dei giudici onorari di pace (cd. g.o.p), mentre nel settore penale è rimasta la figura dei vice procuratori onorari.

Caratteristiche principali delle nuove figure di magistrati onorari sono la temporaneità e la non esclusività dell’incarico. Infatti, in esecuzione di detti principi, nella legge di riforma si precisa che la funzione di magistrato onorario si svolge in modo da assicurare la compatibilità con lo svolgimento di altre attività lavorative o professionali al punto che a ciascun magistrato onorario non può essere richiesto un impegno superiore a due giorni a settimana e non determina in nessun caso un rapporto di pubblico impiego.

Per quanto riguarda le funzioni, ai giudici di pace onorari spetta decidere alcune determinate controversie sia in materia civile sia in materia penale nonché la funzione conciliativa in materia civile.

La legge di riforma peraltro, ha ampliato le competenze in materia civile già spettanti ai giudici di pace, anche se tale ampliamento inizierà ad operare a decorrere dal 2021 e ha modificato le regole per il conferimento e lo svolgimento dell’incarico.

Alla luce della novella legislativa pertanto, è lecito chiedersi: come avviene la nomina dei giudici di pace?.

Il procedimento per la nomina a g.o.p.

Il procedimento per la nomina a magistrato onorario con funzioni di giudice di pace segue un complesso percorso ed è subordinato alla esistenza di posti vacanti nella pianta organica.

Il Csm (Consiglio superiore della magistratura) procede con delibera da adottarsi ad anni alterni, entro il 31 marzo dell’anno in cui deve provvedersi, all’individuazione dei posti da pubblicare, anche sulla base delle vacanze previste nei 12 mesi successivi, nelle piante organiche degli uffici del giudice di pace, determinando le modalità di formulazione del bando e il termine per la presentazione delle domande.

Entro 30 giorni dalla pubblicazione della delibera del Csm, la sezione autonoma per i magistrati onorari del consiglio giudiziario, presente in ciascun tribunale, pubblica sulla Gazzetta Ufficiale il bando per il conferimento degli incarichi nel rispettivo distretto, di cui ne da notizia sul sito internet del ministero della Giustizia e mediante comunicazione ai consigli degli ordini degli avvocati e dei notai nonché alle università aventi sede nel distretto.

Da questo momento inizia a decorrere il termine riportato nel bando, per la presentazione delle domande al presidente della Corte d’Appello nel cui distretto è compreso l’ufficio per il quale si chiede la nomina (ad esempio chi volesse essere nominato giudice di pace onorario a Cosenza, dovrà inviare la domanda alla Corte d’Appello di Catanzaro).

Alla domanda va allegata una dichiarazione attestante l’insussistenza delle cause di incompatibilità previste dalla legge.

Gli interessati possono presentare in relazione ai posti individuati, domanda di ammissione al tirocinio per non più di tre uffici dello stesso distretto (tornando all’esempio precedente l’interessato potrà presentare domanda per g.o.p. a Cosenza, a Castrovillari e a Rossano, in quanto queste tre sedi fanno tutte parte del distretto della Corte d’Appello di Catanzaro).

La sezione autonoma per i magistrati onorari del consiglio giudiziario, dopo avere acquisito il parere dell’ordine professionale al quale il richiedente risulti eventualmente iscritto, redige la graduatoria degli aspiranti e formula le motivate proposte di ammissione al tirocinio sulla base delle domande ricevute e degli elementi acquisiti.

Le domande degli interessati e le proposte della sezione autonoma per i magistrati onorari del consiglio giudiziario sono trasmesse al Csm.

Il Csm delibera per ciascun ufficio, l’ammissione al tirocinio di un numero di interessati pari al numero dei posti individuati.

Il tirocinio dei g.o.p.

Il tirocinio è organizzato dal Csm e dalla scuola superiore di magistratura.

Il Consiglio superiore della magistratura definisce con delibera la data di inizio e le modalità di svolgimento del tirocinio presso gli uffici giudiziari.

Il tirocinio ha durata di 6 mesi e viene svolto per i giudici di pace onorari nel tribunale ordinario nel cui circondario ha sede l’ufficio del giudice di pace in relazione al quale è stata disposta l’ammissione al tirocinio.

Esempio: Tizio dovrà svolgere il tirocinio presso il Tribunale ordinario di Castrovillari qualora sia stato ammesso al tirocinio per l’ufficio del g.o.p. di Rossano.

Il tirocinio si svolge sotto la direzione del magistrato collaboratore, il quale si avvale di magistrati professionali affidatari, da lui designati, ai quali sono assegnati i tirocinanti per la pratica giudiziaria in materia civile e penale.

Il tirocinio, oltre nell’attività svolta presso gli uffici giudiziari, consiste anche nella frequenza obbligatoria e con profitto di corsi teorico-pratici di durata non inferiore a 30 ore, organizzati dalla Scuola superiore di magistratura.

I corsi sono coordinati da magistrati professionali tutori e si articolano in una sessione teorica e in una sessione pratica.

I tutori assicurano l’assistenza didattica ai magistrati onorari tirocinanti e curano lo svolgimento delle attività formative mediante esercitazioni pratiche, test ed altre attività teorico-pratiche individuate dalla scuola superiore di Magistratura.

Terminati i corsi, la struttura di formazione sulla base delle relazione dei magistrati tutori e della documentazione comprovante l’esito dei test, delle esercitazioni e delle altre attività pratiche svolte, redige e trasmette alla sezione autonoma per i magistrati onorari, un rapporto per ciascun magistrato onorario.

A sua volta la sezione autonoma per i magistrati onorari formula un parere sull’idoneità del magistrato onorario tirocinante e, per ciascun ufficio, propone al Csm la graduatoria degli idonei per il conferimento dell’incarico, formata sulla base della graduatoria di ammissione al tirocinio.

Il Csm designa dunque, un numero di giudici di pace onorari in numero pari alle vacanze esistenti in ciascun ufficio.

Tale graduatoria conserva efficacia per i due anni successivi all’adozione della delibera del Csm.

Sulla base della graduatoria il Csm designa, per ciascun ufficio, i giudici di pace onorari idonei al conferimento dell’incarico in relazione sia ai posti che si sono resi vacanti in medio tempore sia su richiesta dell’interessato, per vacanze esistenti in altre sedi, anche di distretti diversi.

Il ministro della Giustizia conferisce l’incarico di giudice di pace con decreto.

Ai giudici di pace onorari in tirocinio non spetta alcuna indennità.

La durata dell’incarico di g.o.p.

La durata dell’incarico è di 4 anni, prorogabili per una pari durata al massimo una volta.

In generale, non si può svolgere la funzione di magistrato onorario per più di 8 anni complessivi, anche non consecutivi, indipendentemente dalla funzione e dai compiti esercitati.

I giudici di pace già in servizio all’entrata in vigore della riforma possono essere confermati, alla scadenza del primo quadriennio, a domanda e per ciascuno dei tre successivi quadrienni, tenuto conto che l’incarico in ogni caso, cessa al compimento del 68 anno di età.

I requisiti per la nomina di giudici di pace onorari

Per potere essere nominati giudici di pace onorari occorre il possesso di specifici requisiti e più precisamente bisogna:

  • essere cittadino italiano, di età compresa tra i 27 e 60 anni;
  • godere dei diritti civili e politici;
  • avere una condotta incensurabile;
  • non avere riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni, salvi gli effetti della riabilitazione, e coloro che sono stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza personali;
  • avere l’idoneità fisica e psichica;
  • avere conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso universitario non inferiore a 4 anni e per coloro che partecipano all’assegnazione dell’incarico negli uffici siti nella Provincia autonoma di Bolzano e in Valle d’Aosta, conoscere rispettivamente la lingua tedesca o francese.

Le cause di impedimento alla nomina di g.o.p.

Esistono poi, delle circostanze che impediscono la nomina a giudice di pace onorario, che consistono nel:

  • avere subito sanzioni disciplinari superiori alla sanzione più lieve prevista nell’amministrazione di appartenenza. Esempio: Tizio è in possesso di tutti i requisiti richiesti per la nomina di giudice di pace ma quando svolgeva l’attività di docente in materie giuridiche nella scuola pubblica, ha subito una sospensione dal servizio per 10 giorni; tale sanzione essendo più grave rispetto all’avvertimento scritto, che è la sanzione più lieve prevista nell’ambito dell’amministrazione scolastica, rappresenta una causa di esclusione per la nomina;
  • essere stati collocati in quiescenza, cioè essere andati in pensione per raggiunti limiti di età (anzianità);
  • avere svolto per più di quattro anni, anche non consecutivi, le funzioni giudiziarie onorarie di giudice di pace o di vice procuratore onorario;
  • non essere stati confermati nell’incarico di magistrato onorario o avere subito la revoca dello stesso.

I titoli di preferenza per la nomina di g.o.p.

Per la nomina di giudice di pace onorario sono considerati preferenziali i seguenti titoli:

  • l’esercizio pregresso delle funzioni giudiziarie, comprese quelle onorarie (eccetto l’aver svolto per 4 anni la funzione di giudice di pace onorario o di vice procuratore onorario). Esempio: Tizio ha fatto parte quale esperto, del tribunale per i minorenni. Tale funzione rappresenta un titolo di preferenza per la nomina di g.o.p.;
  • aver svolto per almeno 2 anni la professione di avvocato o di notaio;
  • aver insegnato per almeno 2 anni materie giuridiche nelle università o negli istituti superiori statali;
  • aver svolto con esito positivo il tirocinio previsto per i giudici onorari, senza conferimento effettivo dell’incarico;
  • aver esercitato per almeno 2 anni le funzioni inerenti ai servizi delle cancellerie e segreterie giudiziarie, con qualifica non inferiore a quella di direttore amministrativo;
  • aver svolto lo stage presso gli uffici giudiziari, con esito positivo;
  • aver conseguito un dottorato di ricerca in discipline giuridiche.

A parità di titoli di preferenza, la precedenza viene data in base alla maggiore anzianità professionale o di servizio con il limite massimo di 10 anni di anzianità, o alla più giovane età o ancora al più elevato voto di laurea.

Le incompatibilità alla nomina di g.o.p.

Esistono poi, delle incompatibilità alla nomina di giudice di pace onorario e pertanto, tale funzione non potrà essere esercitata dai membri del Parlamento Italiano e da quelli del Parlamento Europeo spettanti all’Italia, dai membri del Governo e delle giunte degli enti territoriali, nonché dai deputati e dai componenti dei consigli regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali.

Allo stesso modo non potranno essere nominati giudici di pace gli ecclesiastici e i ministri di una qualsiasi confessione religiosa, coloro che ricoprono o hanno ricoperto nei tre anni precedenti alla domanda, incarichi in partiti politici o in associazioni sindacali, i difensori civici.

Ancora, la nomina di giudice di pace onorario è incompatibile con lo svolgimento di un’attività professionale per conto di un’impresa assicurativa o bancaria o di intermediazione finanziaria o per coloro che hanno il coniuge, il partner dell’unione civile, i conviventi, i parenti fino al secondo grado (sono parenti di primo grado i figli e i genitori e parenti di secondo grado i fratelli e le sorelle, in nonni e i nipoti) o gli affini entro il primo grado (sono affini entro il primo grado il suocero ed il genero e il suocero e la nuora) che svolgono abitualmente tale attività nel circondario in cui il giudice di pace esercita le funzioni giudiziarie.

Nello stesso ufficio giudiziario non possono essere assegnati magistrati onorari legati da vincoli di parentela entro il secondo grado o di affinità fini al primo grado ovvero coloro che sono sposati tra loro o conviventi oppure legati da un’unione civile.

Gli avvocati e i praticanti abilitati

Gli avvocati e i praticanti abilitati che svolgono le funzioni di magistrato onorario non possono esercitare la professione forense presso gli uffici giudiziari compresi nel circondario del tribunale ove ha sede l’ufficio giudiziario al quale sono assegnati e non possono rappresentare, assistere o difendere le parti di procedimenti svolti davanti al medesimo ufficio, nei successivi gradi di giudizio.

Esempio: Caio, g.o.p. a Paola, non potrà esercitare la professione di avvocato presso il Tribunale di Cosenza, in quanto Paola rientra tra gli uffici giudiziari compresi nel circondario del tribunale di Cosenza.

Tale divieto si applica anche agli associati di studio, ai membri dell’associazione professionale ed ai soci delle società tra professionisti, al coniuge, al partner dell’unione civile, ai conviventi, ai parenti entro il secondo grado e agli affini entro il primo grado.

I magistrati onorari che hanno tra loro vincoli di parentela fino al secondo grado o di affinità fino al primo grado, di coniugio o di convivenza non possono essere assegnati allo stesso ufficio giudiziario. La disposizione si applica anche alle parti dell’unione civile.

Il magistrato onorario non può ricevere, assumere o mantenere incarichi dall’autorità giudiziaria nell’ambito dei procedimenti che si svolgono davanti agli uffici giudiziari compresi nel circondario presso il quale esercita le funzioni giudiziarie.

Non sussiste alcuna incompatibilità con il patrocinio dinanzi al tribunale per i minorenni, al tribunale penale militare, ai giudici amministrativi e contabili ed alle commissioni tributarie.

note

[1] L. Delega n. 57/2016 e D. L. n. 116/2017.


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