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Debiti fiscali: il fondo patrimoniale tutela?

6 Febbraio 2019


Debiti fiscali: il fondo patrimoniale tutela?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Febbraio 2019



Cartelle esattoriali e avvisi di accertamento dall’Agenzia Entrate: chi mette al riparo la casa nel fondo patrimoniale può evitare il pignoramento?

Hai ricevuto numerose cartelle di pagamento e ora il tuo debito con l’Agenzia Entrate Riscossione ha superato 120mila euro. Temi pertanto di subire un pignoramento immobiliare. Per fortuna, qualche anno fa, su consiglio di un buon notaio, hai stipulato un fondo patrimoniale e, all’interno, vi hai inserito la casa. Ora ritieni di essere protetto da tale garanzia e non temi più i solleciti di pagamento o le ipoteche. Ma è davvero così? In caso di debiti fiscali, il fondo patrimoniale tutela? Purtroppo devo darti una brutta notizia: nonostante i numerosi limiti al pignoramento immobiliare introdotti nel 2013 nei confronti dell’agente della riscossione, tra questi non viene menzionato il fondo patrimoniale. Peraltro, anche la recente giurisprudenza ritiene che il fondo patrimoniale è aggredibile quando si tratta di debiti di natura fiscale. Ciò nonostante esistono altre forme di tutela alle quali puoi aggrappare le tue speranze. Cerchiamo di vedere come stanno le cose.

Cos’è un fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale è una sorta di schermo, una campana di vetro che si realizza con un atto notarile e che serve a proteggere i beni immobili, auto, moto e titoli di credito da eventuali pignoramenti. In buona sostanza, tutti i beni inseriti (idealmente, visto che si tratta solo di una protezione giuridica e non materiale) nel fondo patrimoniale vengono vincolati ai bisogni della famiglia e, pertanto, non possono essere aggrediti dai creditori. Ma con alcune eccezioni. Eccole.

Data di costituzione del fondo patrimoniale

Innanzitutto, per poter “funzionare”, il fondo patrimoniale deve essere stato costituito prima della nascita del debito; il fondo realizzato dopo, anche se prima della morosità, non è opponibile al creditore. 

Facciamo due esempi per comprendere meglio la questione. Una persona non paga l’Irpef del 2019. Qualche mese dopo realizza un fondo patrimoniale, confortato dal fatto di non aver ancora ricevuto alcun avviso di accertamento o cartelle esattoriali. In realtà, il fondo non è utile poiché il debito è già sorto.

Allo stesso modo, immagina che una persona contragga un mutuo con una banca e paghi regolarmente le rate. In questo frangente stipula un fondo patrimoniale. Due anni dopo viene licenziato e interrompe i versamenti. Anche qui il fondo patrimoniale non lo tutela visto che è stato costituito dopo la nascita del debito anche se quando ancora era in regola coi pagamenti.

Anche il fondo costituito prima della nascita del debito, però, è traballante. Esso diventa definitivo solo dopo cinque anni. Prima di tale momento, infatti, il creditore può farlo dichiarare inefficace – con la cosiddetta azione revocatoria – se dimostra che il debitore, una volta costituito il fondo, si è spogliato di tutti i propri beni e ha lasciato i creditori senza alcuna garanzia.

Ad esempio, una persona proprietaria di una sola casa, inserita nel fondo patrimoniale, e un debito di 100mila euro può essere soggetta a revocatoria. Viceversa, una persona proprietaria di tre case, una sola delle quali inserita nel fondo, e un debito di 200mila euro non può subire la revocatoria.

In buona sostanza, il fondo può essere sottoposto per cinque anni all’azione revocatoria se il creditore dimostra che il debitore vi ha fatto ricorso allo scopo di truffarlo e di sottrargli i beni suscettibili di pignoramento.

I bisogni della famiglia

Il fondo patrimoniale non tutela dai debiti contratti per i bisogni della famiglia, anche se sorti dopo la sua costituzione. Solo i debiti derivanti da spese voluttuarie (ad esempio viaggi, auto di lusso, svago, ecc.) o per scopi di investimento non consentono il pignoramento dei beni del fondo. 

Quindi, ad esempio, se una persona non paga il condominio – trattandosi di oneri collegati alla casa e quindi a un bisogno familiare – il fondo patrimoniale può essere aggredito; lo stesso dicasi per i debiti contratti per vestiario, automobile, ecc. 

Il fondo patrimoniale protegge dai debiti fiscali?

Molti contribuenti hanno fatto ricorso al fondo patrimoniale proprio per mettersi al riparo dai possibili debiti derivanti dagli inadempimenti fiscali. Così, chi aveva un fondo ha spesso tralasciato di versare le imposte come Irpef, Iva, ecc. 

Proprio per mettere argine a questo fenomeno evasivo, la giurisprudenza della Cassazione ha sposato una interpretazione molto rigorosa: i debiti fiscali si devono ritenere contratti per “bisogni familiari”; quindi, anche se sorti dopo la costituzione del fondo, possono ugualmente consentire il pignoramento della casa. 

Risultato: la casa con il fondo patrimoniale è pignorabile da Agenzia Entrate Riscossione e da qualsiasi altro agente della riscossione anche se il fondo è stato costituito in epoca anteriore alla notifica della cartella o alla nascita del debito stesso.

Questo vale tanto per le imposte collegate all’attività lavorativa (ad esempio Iva, Ires, Irpef) che per quelle indirette (ad esempio Imu, Tasi, Tari, ecc.). Del resto il lavoro è rivolto a ottenere un guadagno e questo – non c’è dubbio – è un mezzo di sostentamento della famiglia. 

Addirittura la Cassazione ha ritenuto legittimo l’esecuzione sul fondo patrimoniale per debiti derivanti da multe per violazioni del Codice della strada [1] e da contributi insoluti.

Lo stesso discorso vale ovviamente, ed a maggior ragione, per l’ipoteca: questa infatti, non essendo un atto dell’esecuzione forzata ma solo una misura cautelare, può ben essere iscritta sugli immobili conferiti in fondo patrimoniale.

Di recente la Cassazione ha detto che è anche sequestrabile l’immobile del presunto evasore anche se costituito in un fondo patrimoniale [2].

Fondo patrimoniale costruito dopo il ricevimento delle cartelle

Se è vero che il fondo patrimoniale non tutela dai debiti fiscali e dalle cartelle esattoriali quando costituito prima della nascita dei debiti stessi, ciò vale a maggior ragione quando viene creato dopo. Anzi, in tale ipotesi scatta anche il reato di «sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte» se la morosità attiene a Irpef o Iva e supera 50mila euro.

Pignoramento del fondo patrimoniale: quando?

Resta tuttavia il fatto che, con o senza fondo patrimoniale, l’esattore è tenuto a rispettare tutti gli altri limiti relativi al pignoramento immobiliare. E pertanto:

  • l’ipoteca può essere iscritta solo se il debito supera 20mila euro;
  • il pignoramento può essere avviato solo se il debito supera 120mila euro e la somma del valore di tutti gli immobili del debitore supera 120mila euro;
  • il pignoramento non può mai essere avviato – a prescindere dall’entità del debito – sulla “prima casa” ossia sull’unico immobile di proprietà del contribuente, a condizione che sia adibito a civile abitazione e luogo di residenza, non di lusso.

note

[1] Cass. sent. n. 20998/18, n. 31590/18.

[2] Cass. sent. n. 57724/2018.


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2 Commenti

  1. salve. io ho diversi debiti nei confronti di uno stesso creditore che ha un’azienda…ora non avendo soldi a disposizione per ripagarlo, vorrei sapere se lavorando per lui gratis posso ripagarlo di quanto gli sono debitore. grazie mille

    1. Buongiorno Lucio! Nel nostro ordinamento il lavoro si presume svolto a fronte del pagamento di una retribuzione, salvo si dimostri che c’è un fine solidale o di volontariato. In quest’ottica, non potresti lavorare gratis per pagare un tuo debito. Ci sono però alcuni casi in cui, se sei già dipendente di un’azienda e hai creato un danno, puoi ripagarlo accettando che i relativi costi ti vengano trattenuti dallo stipendio.

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