Diritto e Fisco | Articoli

Posso dire tutto allo psicologo?

8 Febbraio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Febbraio 2019



Cosa si può dire allo psicologo? Puoi confessare di aver commesso un reato? Quando lo psicologo è tenuto a denunciarti?

Lo psicologo è un professionista che si occupa della salute della psiche dei propri pazienti: il suo compito è quello di curare o prevenire le patologie psicologiche, cioè quei disturbi che possono essere curati senza l’assunzione di famaci. Secondo la legge lo psicologo è un professionista sanitario a tutti gli effetti, sebbene, a differenza di un laureato in medicina, non possa prescrivere in alcun modo l’assunzione di farmaci. Lo psicologo, quindi, lavora con strumenti diversi, che si sostanziano nel dialogo con il paziente volto a far emergere le cause del problema che lo affligge. Per tale ragione, è fondamentale parlare apertamente con il proprio psicologo, confidandogli anche gli aspetti più intimi e nascosti di sé: solo così il professionista potrà risalire alle patologie della psiche e risolverle. Lo psicologo è tenuto al segreto professionale, nel senso che non può rivelare a terzi ciò che gli è stato detto dal proprio assistito. Attenzione, però: ciò non significa che posso dire tutto allo psicologo; o meglio, che posso dirgli tutto impunemente.

Devi sapere che lo psicologo, in qualità di professionista sanitario, ovvero di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio (qualora ricopra anche questa veste) è obbligato a denunciare i fatti costituenti reato di cui ha notizia a causa del proprio servizio. Se confessi di aver commesso un reato allo psicologo, quindi, corri il rischio di essere denunciato. Quindi, se ti stai chiedendo se posso dire tutto allo psicologo, troverai interessante questo articolo.

Allo psicologo si può dire tutto ciò che possa essere utile per la propria guarigione: poiché egli opera solamente attraverso l’ascolto, il dialogo e la comprensione, è fondamentale che egli sia messo al corrente di quante più informazioni possibili. Devi però sapere che lo psicologo, nell’esercizio della sua professione, è obbligato per legge a denunciare all’autorità giudiziaria i reati di cui ha avuto conoscenza grazie al proprio lavoro; talvolta, poi, è obbligato addirittura a denunciare il proprio paziente! Hai compreso bene: se confessi al tuo psicologo di aver commesso un reato perseguibile d’ufficio, rischi di essere denunciato. Spieghiamo meglio.

Psicologo: quando è obbligato alla denuncia?

Nel nostro ordinamento giuridico non sussiste (se non in ipotesi eccezionali) un obbligo di denuncia in capo ai semplici cittadini: ciò significa che, se assisti ad una rapina o ad una violenza, non sei tenuto a segnalare l’accaduto ai carabinieri o alla polizia. Al contrario, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio sono obbligati a fare denuncia all’autorità giudiziaria ogni volta che apprendono che sia stato commesso un crimine procedibile d’ufficio.

In pratica, questo significa che se un notaio, un sindaco, un infermiere o un insegnante, durante il proprio servizio (o anche al di fuori di esso, se si tratta di appartenente alle forze dell’ordine), assiste o viene a conoscenza di un reato che non è procedibile a querela di parte, deve farne immediatamente denuncia.

Ebbene, lo psicologo, nel momento in cui presta il suo servizio in un ospedale oppure in un’altra struttura sanitaria pubblica, ovvero opera in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, è equiparato in tutto e per tutto ad un pubblico ufficiale e, pertanto, è tenuto a denunciare i crimini di cui viene a conoscenza. Cosa significa questo? Te lo spiego nel prossimo paragrafo.

Posso dire allo psicologo di aver commesso un reato?

Se vai dallo psicologo e questo assume la veste di pubblico ufficiale perché è dipendente dell’ospedale, di altra struttura sanitaria pubblica oppure perché è convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, egli sarà obbligato a denunciare ogni fatto costituente reato di cui avrà conoscenza durante il suo lavoro: se venisse meno a tale dovere, incorrerebbe nel delitto di omessa denuncia di reato [1].

E allora: posso dire allo psicologo di aver commesso un reato? Puoi farlo, ma sappi che, se ricorrono le circostanze di cui sopra, egli potrà venir meno al suo obbligo di riservatezza e denunciarti. Questo significa che se confessi al tuo psicologo di aver fatto una rapina o di spacciare droga per vivere, questi potrà denunciarti. Occorre, però, che il reato sia procedibile d’ufficio: pertanto, non potrà denunciarti se ammetti di aver commesso un furtarello, di aver percosso un’altra persona e nemmeno di aver fatto violenza sessuale, poiché si tratta di reato procedibile a querela di parte.

Se lo psicologo esercita privatamente presso il proprio studio o presso quello di altri colleghi, egli non sarà equiparabile al pubblico ufficiale o all’incaricato di pubblico servizio; tuttavia, poiché egli resta comunque un professionista sanitario, sarà comunque obbligato a fare referto e a segnalarlo all’autorità giudiziaria ogni volta che presti la sua opera ad un caso che presenta i connotati del reato. Mi spiego meglio.

Secondo la legge, non solo il pubblico ufficiale e l’incaricato di pubblico servizio sono tenuti a fare denuncia, ma anche tutti coloro che possono essere definiti professionisti sanitari (medici, infermieri, farmacisti, psicologi, ecc.), quando prestano la loro opera in casi che presentano i connotati del reato: così, il medico di pronto soccorso che cura una persona che presenta una ferita di arma da fuoco dovrà farne segnalazione all’autorità competente; ugualmente se presta la sua assistenza ad una persona che ha causato un incidente a causa del suo stato di ebbrezza. Il professionista sanitario che si sottrae a questo obbligo incorre nel reato di omissione di referto [2].

L’obbligo che grava su questi soggetti viene meno nel caso in cui il reato sia perseguibile a querela e, soprattutto, se la denuncia esporrebbe a procedimento penale il proprio assistito. Questo significa che, se confessi al tuo psicologo di essere uno spacciatore, un rapinatore o di aver usato violenza contro altre persone, questi non potrà denunciarti, in quanto ti esporrebbe ad indagini da parte dell’autorità inquirente.

Psicologo: quando può violare il segreto professionale?

Di conseguenza, alla domanda «posso dire tutto allo psicologo?» si può rispondere positivamente, consapevoli però degli obblighi di denuncia che incombono su questo professionista. Possiamo perciò così sintetizzare:

  • se lo psicologo assume la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio, egli è tenuto a denunciare ogni reato procedibile d’ufficio di cui ha conoscenza: ciò significa che potrà denunciare sia te, nel caso in cui tu gli confessi di aver compiuto un reato, sia qualsiasi altra persona di cui gli avrai parlato e al quale sia riconducibile un crimine (ad esempio, se gli hai detto che il tuo vicino spaccia, oppure ruba, ecc.);
  • se lo psicologo è solo un professionista sanitario, non potrà denunciare te, ma solamente altre persone nel caso in cui dalla sua assistenza emerga che un delitto procedibile d’ufficio è stato commesso (ad esempio, se dici al tuo psicologo che da bambino hai subito violenze, egli dovrà farne denuncia).

note

[1] Art. 361 cod. pen.

[2] Art. 365 cod. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


6 Commenti

  1. Salve, io ho sentito parlare di un nuovo professionista. il consuelor che fa counseling psicologico. non ho capito cosa si studia e se c’è una laurea. potete dirmi qualcosa in merito ? grazie

    1. Ciao Laura! In Italia non esiste una specifica regolamentazione del counseling, ma per svolgere efficacemente la professione di counselor e anche per essere credibili sul mercato è preferibile seguire un apposito corso o master. Da ciò consegue che non esiste nemmeno una regolamentazione dei corsi di counseling che imponga l’insegnamento di alcune materie piuttosto che di altre. Osservando la realtà dei corsi di counseling in circolazione si può tuttavia, affermare che le materie più frequentemente presenti in questi percorsi formativi sono: la nozione di counseling, la sua storia e la sua regolamentazione normativa; la capacità di comunicazione come elemento fondamentale nelle relazioni di aiuto; le varie forme di comunicazione: il linguaggio, l’ascolto, l’empatia, l’osservazione, la comprensione, il conflitto, la negazione; cenni di psicologia generale (i modelli psicologici, psicologia dello sviluppo, antropologia culturale, psicologia sociale; lo sviluppo psicologico dell’individuo.

  2. Buongiorno. Io vado da qualche tempo da uno psicologo. Non sono certa che stia esercitando il suo mestiere professionalmente. Potete dirmi in quali casi posso chiedere risarcimento danni?

    1. Dovrai dimostrare che dalla terapia te ne sia venuto un danno, oppure tu non abbia affatto tratto giovamento, pur pagando puntualmente la parcella. Inoltre, profili di responsabilità dello psicologo sorgono anche quando egli viene meno ad alcuni doveri deontologici tipici della sua professione, quale quello di mantenere l’assoluto segreto circa le confidenze fattegli dal paziente durante la terapia. Inoltre, qualora lo psicologo cominciasse a prescrivere farmaci, l’assunzione di questi e le conseguenze negative che ne potrebbero derivare ben legittimerebbero il paziente a chiedere il risarcimento dei danni. Affinché si integri la responsabilità dello psicologo è quindi necessario dimostrare il nesso causale tra l’attività del professionista e il danno lamentato. Tuttavia, è sempre possibile dimostrare che lo psicologo abbia dato dei suggerimenti sbagliati: poiché l’attività di questo professionista consiste anche nel consigliare nuovi modi di approcciarsi alla vita e, quindi, di trascorrere le proprie giornate, è ben possibile che una di tali prescrizioni si sia dimostrata altamente deleteria per il paziente, facendogli patire un pregiudizio. Pensa, ad esempio, allo psicologo che persuada il cliente ad abbandonare gli studi, a tagliare i ponti con i genitori, ecc.

  3. Vi ringrazio per la pronta risposta. Siete sempre molto chiari. In quali casi invece è responsabile sul piano penale?

    1. Grazie a te Lara. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. La responsabilità dello psicologo può essere anche di natura penale, e si integra ogni volta che, dalla propria condotta, può derivare un’ipotesi di reato. A parte l’esempio classico di esercizio abusivo della professione (lo psicologo che si spaccia per tale pur non essendo laureato oppure iscritto all’albo), questo professionista può incorrere in delitto quando non sporga denuncia per i fatti criminosi che ha appreso nell’esercizio delle sue funzioni in qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. Puoi trovare altre informazioni nel nostro articolo dedicato alla responsabilità dello psicologo https://www.laleggepertutti.it/273537_responsabilita-dello-psicologo

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA