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Visita del vigile per cambio residenza

6 Febbraio 2019


Visita del vigile per cambio residenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Febbraio 2019



Cosa succede se la polizia municipale non ti trova all’indirizzo indicato come nuovo luogo di residenza?

Di recente hai cambiato residenza. Sei andato in Comune, ti sei rivolto all’ufficio Anagrafe e hai dichiarato, come luogo di nuova dimora, l’indirizzo di una casa dove però, di fatto, ancora non vivi. Un giorno, il portiere dello stabile ti ha detto di aver visto i vigili passare di lì e chiedere informazioni sul tuo conto, non avendo ricevuto alcuna risposta al citofono. I due agenti volevano accertarsi che tu realmente abitassi in quell’appartamento. Il fatto però di non averti trovato, ti lascia pensieroso. Temi che da ciò possano derivare conseguenze legali. Ti poni allora una serie di interrogativi: a seguito della visita del vigile per cambio di residenza, in caso di assenza dell’interessato, viene eseguito un secondo tentativo? Che succede se non ti dovessero trovare neanche in quella occasione? Se la polizia municipale passa sempre di mattina, potresti dimostrare che eri al lavoro? Ecco alcune risposte che fanno al caso tuo.

Cambio residenza: obblighi

Il cambio di residenza non è un diritto ma un obbligo. Ci spieghiamo meglio.

Non appena una persona trasferisce la propria dimora da un luogo a un altro è obbligata, entro i 20 giorni successivi, a cambiare anche la residenza, indicando all’ufficio Anagrafe il nuovo indirizzo. Difatti, residenza e dimora devono necessariamente coincidere nello stesso luogo.

Per quanto il termine «residenza» si riferisca a un dato formale – quello che risulta nei registri dell’Anagrafe – e il termine «dimora» si riferisca a un dato sostanziale – è il luogo ove, di fatto, si vive per gran parte dell’anno – i due luoghi non possono essere distinti. Essi sono due lati della stessa medaglia.

Risultato: non è possibile fornire, come luogo di residenza, l’indirizzo di una casa ove non si abita almeno per gran parte dell’anno.

Come, quindi, è un dovere cambiare subito la residenza se si cambia la dimora, è altresì un dovere non mutare la residenza se non ci si trasferisce dalla propria casa. A breve vedremo quali sono le conseguenze per chi viola tali obblighi.

Cambio residenza: chi fa i controlli?

Il cambio di residenza viene fatto con un’autocertificazione presentata dall’interessato all’ufficio del Comune. È possibile scaricare il modulo dal sito istituzionale dell’ente locale. Nelle 48 ore successive, vengono automaticamente aggiornati i registri dell’Anagrafe, senza bisogno prima di eseguire verifiche.

Nei 45 giorni successivi alla richiesta di cambio di residenza, l’ufficio del Comune effettua i controlli al domicilio dichiarato tramite la polizia municipale. In buona sostanza quelli che un tempo erano chiamati vigili urbani – o, in alternativa, i messi comunali – si recano all’indirizzo indicato dal richiedente e verificano che questi viva effettivamente in quel luogo.

In alcuni Comuni i vigili prendono un appuntamento con il diretto interessato e, in quell’occasione, ricevuti presso il nuovo domicilio, gli fanno qualche domanda di rito. Possono chiedere di accedere all’abitazione ma, in caso di diniego da parte dell’interessato, non possono forzarlo.

In altri centri – di solito quelli più grandi – la polizia municipale effettua un tentativo di accesso “a sorpresa”, senza cioè anticipare in quale data ed a quale orario avverrà il controllo.

Se, in tale occasione, gli agenti non dovessero trovare nessuno in casa effettueranno delle indagini sul posto: potranno cioè verificare se il nome dell’interessato è presente sul citofono e sulla busta delle lettere (elementi sintomatici del cambio di abitazione), potranno assumere informazioni dai vicini di casa, dagli altri condomini dello stesso stabile oppure dal portiere. Qualora tali elementi dovessero confermare la presenza del richiedente presso detta abitazione, nonostante la sua momentanea assenza, i vigili potranno valutare se eseguire un secondo controllo – purché sempre nei 45 giorni – oppure se ritenere la verifica conclusa con esito positivo.

Che succede se i vigili non trovano nessuno?

Viceversa se i vigili, anche all’esito delle informazioni raccolte, non dovessero trovare traccia del richiedente e della sua presenza nel luogo da questi indicato, potranno, all’esito di un eventuale secondo controllo, ritenere come falsa la dichiarazione di residenza.

La falsa attestazione di residenza ha implicazioni di carattere civile, fiscale e penale.

Sotto un profilo penale potrà essere inviata una segnalazione alla Procura della Repubblica per il reato di falso in atto pubblico. Si apriranno quindi le indagini e un procedimento penale a carico del richiedente. La pena è la reclusione fino a due anni. Per questo reato è possibile usufruire dell’archiviazione per particolare tenuità del fatto: la fedina penale resta macchiata, ma non si sconta la pena né si viene processati.

Sotto un profilo civilistico, viene revocata la richiesta di cambio di residenza già effettuata. La posta raccomandata, comprese multe e cartelle esattoriali, sarà depositata in Comune e si considererà correttamente notificata. Il destinatario potrebbe quindi perdere la possibilità di proporre eventuali ricorsi se non corre a ritirare le buste.

Sotto un profilo fiscale, infine, possono esserci conseguenze particolarmente importanti. Spesso infatti il cambio di residenza è strumentale solo al fine di ottenere agevolazioni sulle imposte legate all’acquisto della casa (il cosiddetto bonus prima casa), alle imposte annuali sugli immobili (esenzioni da Imu e Tasi per l’abitazione principale), ai benefici socio-assistenziali collegati al nucleo familiare e all’Isee. In tal caso, alla revoca della richiesta del cambio di residenza, sarà collegata la richiesta di immediata restituzione delle somme indebitamente percepite, oltre agli interessi e alle sanzioni.


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3 Commenti

    1. Ti ringraziamo Franco! Continua a leggere gli articoli sul nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno pubblichiamo tantissime news. Visita le nuove sezioni salute e benessere, tech, food, donna e famiglia: potrai trovare notizie attuali e argomenti approfonditi con consigli professionali sempre con riferimento alla disciplina giuridica.

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