Diritto e Fisco | Editoriale

Quando puoi ottenere la riabilitazione penale?

25 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Febbraio 2019



In cosa consiste la riabilitazione penale, quando si può ottenere e quali conseguenze comporta.

Qualche anno fa sei stato condannato per un illecito penale alla pena sospesa di un anno oppure hai scontato la tua condanna alla pena di due anni in detenzione domiciliare e ora quella condanna e la fedina penale sporca ti pesano: che puoi fare? La legge ti concede l’opportunità (a determinati requisiti) di cancellare la condanna ed, in particolare, le pene accessorie e gli effetti penali derivanti da quella condanna attraverso l’istituto della riabilitazione. Dobbiamo precisare che per effetti penali della condanna in senso proprio devono intendersi quelle conseguenze negative derivanti da essa che comportano limitazioni alla possibilità di godere di determinati benefici o che aggravino la situazione soggettiva del condannato. A titolo solo esemplificativo, sono pene accessorie e si considerano effetti penali della condanna: l’interdizione dai pubblici uffici e da una professione o un’arte; la perdita o la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale; la perdita del diritto agli alimenti e dei diritti successori verso l’offeso, l’impossibilità di godere della sospensione condizionale della pena, la recidiva  e così via. Ma quando puoi ottenere la riabilitazione penale? Le condizioni per ottenere la riabilitazione penalesono: il decorso di un determinato periodo di tempo (dal momento in cui è stata espiata la pena ovvero è estinta), la buona condotta (intesa come prova della risocializzazione e del rispetto della legge da parte del reo) ed il pagamento delle spese processuali e degli obblighi risarcitori derivanti dal reato (le cosiddette obbligazioni civili ovvero il risarcimento alle vittime e ai danneggiati dal reato). Andiamo con ordine.

Cos’è la riabilitazione?

La riabilitazione penale è un istituto che consente ad un soggetto condannato con sentenza passata in giudicato (ovvero non più impugnabile) o con decreto penale di condanna non opposto di chiedere ed ottenere, se in possesso dei requisiti, la cancellazione dei reati e l’estinzione degli effetti penali della condanna e delle pene accessorie [1]. La riabilitazione permette alla persona che abbia subito una condanna e che abbia manifestato segni di ravvedimento, di riavere (in un certo senso) la fedina penale pulita.

Quando puoi ottenere la riabilitazione penale? 

Puoi chiedere la riabilitazione penale quando ricorrono le seguenti condizioni [2]:

  • sono decorsi tre anni dal giorno in cui hai espiato la pena oppure si è estinta (per prescrizione, amnistia, indulto o grazia) oppure (in caso di concessione di sospensione condizionale della pena) dal momento in cui sia decorso il termine stesso di sospensione (dal passaggio in giudicato della sentenza);
  • ovvero otto anni in caso di recidiva qualificata o dieci anni se il richiedente è delinquente abituale, professionale o per tendenza;
  • hai dato prove effettive e costanti di buona condotta (conformandoti ai precetti del vivere civile, per esempio attraverso un’occupazione lecita e stabile ed un tenore di vita onesto e corretto);
  • non sei sottoposto a misura di sicurezza tranne che si tratti di espulsione dello straniero dallo stato ovvero di confisca (la misura di sicurezza di per sé segnala la pericolosità sociale del condannato);
  • hai adempiuto alle obbligazioni civili derivanti dal reato (risarcimento del danno e delle restituzioni, spese processuali) oppure dimostri di trovarti nell’impossibilità di adempiere.

Come si ottiene la riabilitazione penale?

Puoi presentare l’istanza per la riabilitazione personalmente o tramite un legale di fiducia. Nella richiesta devi indicare gli elementi dai quali si desume la sussistenza dei requisiti richiesti (il pagamento delle spese di giustizia, del risarcimento alle vittime, la buona condotta). E’ utile allegare, dunque, all’istanza: la sentenza di condanna;  la ricevuta di pagamento delle spese di giustizia; la dichiarazione autentica della persona offesa o degli eredi di aver ricevuto il risarcimento e di ritenersi soddisfatti (nel caso in cui la persona offesa o gli eredi rifiutino il risarcimento o non siano rintracciabili, la documentazione attestante ); documentazione comprovante le condizioni personali o economiche disagevoli, nel caso esse impediscano, anche parzialmente, il risarcimento o l’attività riparatoria; la busta paga, il contratto o la dichiarazione datore di lavoro; certificazioni di attività di volontariato o partecipazione a associazioni, corsi e così via. Il tribunale di sorveglianza (competente a decidere in ordine alla riabilitazione) deciderà con ordinanza e, in caso di rigetto per carenza di buona condotta, non potrai riproporre la domanda prima che siano decorsi due anni dal giorno in cui è divenuto irrevocabile il provvedimento di rigetto [3]. L’istanza va rivolta al Tribunale di sorveglianza del luogo in cui hai la residenza o il domicilio: se non applicabile, è competente il tribunale del luogo in cui è stata pronunciata la sentenza di condanna (se vi sono più sentenze irrevocabili, il luogo in cui è stata emessa la sentenza divenuta irrevocabile per ultima). Il tribunale può acquisire ogni documentazione necessaria alla decisione e decide in camera di consiglio (senza la presenza delle parti).

Quali sono gli effetti della riabilitazione? 

La riabilitazione, abbiamo detto, estingue le pene accessorie, nonché ogni altro effetto penale della condanna. In particolare, la riabilitazione cancella:

  • l’interdizione dai pubblici uffici e da una professione o un’arte;
  • la perdita o la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • la perdita del diritto agli alimenti e dei diritti successori verso l’offeso.

Essa, inoltre:

  • impedisce la valutazione della condanna agli effetti della recidiva e della dichiarazione di abitualità e professionalità del reato;
  • reintegra il condannato nel diritto a ottenere l’amnistia e l’indulto la cui concessione sia condizionata alla mancanza di precedenti condanne.

Questo significa due cose.

  1. Se hai commesso un reato, in forza del quale ti viene contestata la recidiva (che è una circostanza definita aggravante ad effetto speciale, in quanto comporta l’aumento della pena per più di un terzo), e quel reato viene dichiarato estinto per riabilitazione, verrà meno anche la contestazione della recidiva (e, dunque, ai fini della determinazione della pena il giudice non dovrà calcolare l’aggravante).
  2. Se il legislatore prevede un’amnistia o un indulto e prescrive espressamente che possa beneficiarne solo chi non ha precedenti condanne, la riabilitazione della precedente condanna consente di fruire di quell’amnistia ed indulto.

L’intervenuta riabilitazione, inoltre, restituisce il diritto di elettorato attivo ai soggetti che sono tati condannati ad una pena che importa la interdizione perpetua dai pubblici uffici (ciò significa che chi, come conseguenza della condanna, ha perso il diritto di votare, con la riabilitazione della sentenza di condanna recupera il suo diritto al voto).

La riabilitazione:

  • non incide sulla sospensione condizionale della pena: se sei stato condannato alla pena di due anni, sospesa, nonostante la riabilitazione estingua il reato (e tutti gli effetti penali della condanna), non ti consente di beneficiare di una ulteriore sospensione condizionale della pena (come se la precedente non fosse mai stata applicata);
  • non consente al minore che abbia già beneficiato del perdono giudiziale di fruirne nuovamente;
  • non fa tornare nullo il casellario, ma aggiunge alla annotazione della condanna il provvedimento di intervenuta riabilitazione.

Quest’ultima circostanza ci porta a ritenere che, quando nei concorsi pubblici viene richiesto di dichiarare se si hanno o meno precedenti penali, il candidato (anche se condannato in precedenza con sentenza per la quale ha ottenuto la riabilitazione) non possa scrivere di non aver mai riportato condanne ma solo di averne riportata una per la quale il reato è stato dichiarato estinto per effetto della riabilitazione penale.

A meno che il bando non richieda espressamente (tra i requisiti di partecipazione) l’assenza di precedenti condanne (anche riabilitate), è evidente che la condanna per la quale sia intervenuta la riabilitazione non dovrebbe essere ostativa alla partecipazione all’eventuale concorso.

note

[1] Art. 178 cod. pen.

[2]Art. 179 cod. pen.

[3] Art. 683 cod.  proc. pen.


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