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In arrivo il bonus nipoti

11 Dicembre 2017
In arrivo il bonus nipoti

Le agevolazioni e le risorse per chi assiste un familiare non autosufficiente varranno non solo per i figli, ma  anche per i nipoti che si prendono cura dei nonni

Si estende la platea dei caregiver, che ricomprenderà non solo i figli che assistono i genitori, ma anche i nipoti che si prendono cura dei nonni: le agevolazioni e le risorse per chi assiste un familiare non autosufficiente varranno non solo per i figli, ma  anche per i parenti fino al secondo grado. Cominciano, dunque, a prendere forma le prime regole certe sui caregiver. Fino ad ora, infatti, l’unico punto fermo erano i soldi a disposizione, vale a dire i 60 milioni di euro stanziati, come previsto dal disegno di legge di Bilancio, per i parenti che assistono familiari bisognosi di cure e non autosufficienti. Ma di quali parenti si tratta? Ebbene, il ruolo di caregiver potrà essere ricoperto dai parenti fino al secondo grado e, quindi, anche dai nipoti che si prendono cura dei nonni. 

Qualifica di caregiver familiare

Alla luce di quanto detto, è definito come caregiver (che tradotto in italiano diventa “prestatore volontario di cura”) colui che si prende cura volontariamente e gratuitamente di un familiare o di un affine entro il 2° grado o di un minore affidato, purché:

  • risulti convivente;
  • a causa di malattia, infermità o disabilità, sia riconosciuto invalido civile;
  • necessiti di assistenza globale e continua per almeno 54 ore settimanali, considerando anche la vigilanza notturna.

Necessità di scegliere tra ruolo di caregiver e benefici della 104

L’allargamento della definizione di caregiver, che  – come detto –  non ricomprenderà soltanto i figli, ma anche i nipoti non sarà priva di conseguenze. Se la torta è sempre la stessa (vale a dire i 60 milioni di euro anzidetti) ma la platea si estende, è ovvio che a diminuire saranno le risorse disponibili per ciascuno. Vi sarà, infatti, la  necessità di scegliere tra il ruolo di caregiver e i benefici della legge 104, la legge che concede tre giorni di permesso retribuito al mese proprio per assistere un parente disabile. Le due strade e le correlative agevolazioni, dunque, non saranno “cumulabili”. 

C’è comunque chi ritiene che i 60 milioni di euro stanziati dal disegno di Legge di Bilancio siano pochi per garantire ai prestatori volontari di cura un mini assegno o i contributi della pensione. L’ipotesi era stata presa in considerazione quando si era pensato di limitare la platea dei caregiver ai soli parenti di primo grado che assistono invalidi al 100%, o persone con patologie gravi, come la Sla. Tuttavia, l’aver allargato l’intervento da una parte ai nipoti, dall’altra agli invalidi non al 100% rende questa ipotesi difficile da sostenere economicamente. Basta dire che in Italia le persone che assistono a tempo pieno un parente infermo sono circa 1 milione. Proprio per questo, come anticipato, essere riconosciuto prestatore volontario di cura farà perdere la possibilità di utilizzare la legge 104, quella che dà diritto a permessi straordinari dal lavoro ad eccezione dei genitori di un disabile che potranno avere ancora i congedi aggiuntivi anche se uno di loro o un altro familiare è stato riconosciuto come caregiver.

Di fatto, tutte le regole nel dettaglio verranno definite e chiarite in un decreto al quale stanno lavorando  i tecnici del  Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Prima di dare il via libera al provvedimento bisognerà quindi attendere il semaforo verde alla legge di Bilancio che è previsto prima di Natale o al più entro fine anno.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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