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Modello recesso contratto (diritto di ripensamento)

25 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Febbraio 2019



Diritto di ripensamento: cos’è e come funziona? Quando si può recedere da un contratto? Cos’è il recesso entro quattordici giorni? Ecco un fac simile.

La tecnologia ha modificato il modo di vivere di tutti noi: molti non potrebbero immaginare la propria esistenza senza uno smartphone e la connessione internet sempre presente. Alla stessa maniera, è difficile pensare di poter lavorare senza computer oppure di poter allontanarci di casa senza telefonino in tasca. I progressi vertiginosi compiuti dalla tecnologia si sono riflessi, ovviamente, anche nel mondo del diritto: oggi per poter stipulare un contratto non è più necessaria la presenza fisica dei contraenti, poiché è sufficiente una telefonata oppure un semplice click con il mouse. Quante volte hai acquistato in internet da uno dei grandi store online ove puoi trovare davvero ogni cosato? Tutto è molto più veloce: entri in una pagina web, visualizzi, selezioni e acquisti. Ciò vale non soltanto per gli oggetti semplici di tutti i giorni, ma anche per l’assicurazione dell’automobile, l’acquisto di arredi per la casa e perfino la compera di alimenti. Più è facile concludere un accordo, però, più è necessario che sia possibile un recesso dal contratto.

Gli acquisti selvaggi che, talvolta, ci prendono la mano rischiano di farci incorrere in errore: poiché è così facile ordinare una cosa, spesso acquistiamo anche ciò che non ci serve, oppure ciò che solo in apparenza sembra conforme alle nostre aspettative. Accade quindi che, molte volte, siamo delusi da ciò che ci viene recapitato a casa; questo vale anche per la sottoscrizione di contratti di somministrazione, che sono quelli che durano nel tempo in quanto hanno ad oggetto un servizio di cui si ha costantemente bisogno, come la linea telefonica, quella internet, il servizio elettrico, ecc. La legge tende la mano al consumatore che, dopo aver stipulato un contratto, vorrebbe tornare sui propri passi e recedere dal negozio giuridico: si tratta del diritto di ripensamento, che consente di sottrarsi al contratto appena sottoscritto. Se l’argomento ti interessa, ti spiegherò di cosa si tratta e, infine, ti fornirò un modello di recesso contratto.

Recesso contratto: cos’è?

Prima di spiegarti cos’è il diritto di ripensamento e di vedere il modello di recesso dal contratto che ti servirà per attuarlo, è bene che ti illustri prima cos’è il recesso e a cosa serve. Procediamo con ordine. Il codice civile dice che il contratto ha forza di legge tra le parti e che non può essere sciolto se non per reciproco consenso tra le parti o per i motivi stabiliti dalla legge [1]. In sintesi, significa che, se stipuli un contratto con una persona, sarai vincolato ad esso come se ci fosse una legge a comandartelo; per liberarti, l’unico modo è quello di trovare un accordo con la tua controparte, a meno che qualche norma di legge non ti indichi una “scappatoia”.

Ora, detto così, sembra che un contratto possa imprigionarti; in realtà, come ti spiegherò nel corso di questo piccolo contributo, oggi non esistono praticamente più contratti che ti vincolino a vita o, comunque, per un lasso di tempo importante. Certo, alcuni di essi, come ad esempio il mutuo con la banca, ti costringono per molti anni; nella maggior parte dei casi (abbonamenti, forniture di servizi, appalti, ecc.), però, è praticamente sempre possibile sottrarsi agli impegni contrattuali, in genere dietro pagamento di una somma di danaro. Il recesso rappresenta proprio il diritto di uscire dal contratto.

Come funziona il recesso dal contratto?

Il recesso consente ad una delle parti di sottrarsi agli obblighi derivanti dal contratto, sciogliendo così l’accordo. Come detto nel paragrafo precedente, è oramai diffusissima la pratica di inserire, all’interno delle condizioni contrattuali, la facoltà di recesso. Questa clausola può essere il frutto della volontà delle parti oppure di un’imposizione legislativa: come ricordato, infatti, il contratto può essere sciolto nei casi previsti dalla legge.

Anche quando non è la legge a stabilirlo direttamente, in genere viene prevista una caparra (definita penitenziale) da versare anticipatamente per la facoltà di recesso concessa; se, al contrario, occorre pagare solamente dopo il recesso, si parlerà di multa penitenziale. Cerco di spiegarmi meglio.

Se al momento della sottoscrizione di un contratto hai versato una somma per garantirti il diritto di poter recedere in un successivo momento, l’importo versato assumerà la denominazione di caparra penitenziale: si tratta di un anticipo finalizzato ad ottenere il diritto a recedere. Se, invece, per recedere ti viene chiesto di pagare solamente dopo, cioè nel momento in cui ti svincoli, allora si parlerà di multa penitenziale. In entrambi i casi, è possibile che il recesso possa comunque essere effettuato solamente a determinate condizioni ed entro determinati termini.

Il recesso dai contratti di durata

Diverso è il discorso del recesso dai contratti di durata. Di cosa si tratta? Te lo spiego subito. I contratti di durata sono quegli accordi che, per la natura della prestazione oggetto del rapporto, sono destinati a prolungarsi nel tempo, talvolta anche in maniera indeterminata. Classici contratti di durata sono quelli stipulati con le società erogatrici del servizio elettrico, di quello internet oppure del traffico telefonico.

In queste circostanze, il recesso è generalmente previsto nei contratti, in quanto non è pensabile che una persona possa assoggettarsi vita natural durante ad un accordo con una società. Pertanto, potrai sempre disdire il tuo abbonamento ad una televisione privata, oppure cambiare ente erogatore del servizio elettrico. Di norma, questo tipo di recesso ti verrà a costare poco se non nulla, in base a quanto previsto dalle condizioni contrattuali.

Diritto di ripensamento: cos’è?

Come detto nel primo paragrafo, il recesso può essere previsto all’interno delle condizioni contrattuali oppure stabilito per legge. Il diritto di ripensamento è proprio un’ipotesi di recesso legale, cioè di recesso che l’ordinamento concede alle parti che sottoscrivono un contratto in veste di consumatori. Cosa significa? Vuol dire che, se acquisti un bene per finalità estranee alla tua professione, la legge ti considera un consumatore e, in quanto tale, ti accorda una tutela particolare.

Il diritto di ripensamento, nello specifico, viene concesso solamente alle seguenti condizioni:

  • il contraente possa essere qualificato come consumatore;
  • il contratto sia stipulato a distanza (ad esempio, per telefono o attraverso internet) o al di fuori dei locali commerciali [2].

Recesso contratto per diritto di ripensamento: come funziona?

Il diritto di ripensamento ti consente il recesso del contratto nel caso in cui tu sia un consumatore e abbia stipulato il contratto a distanza oppure al di fuori di un locale commerciale. Ma come funziona esattamente questo recesso? Molto semplice: entro quattordici giorni dalla ricezione della merce oppure, nel caso di contratto di servizi, dalla sottoscrizione dello stesso, sei libero di poter tornare sui tuoi passi e di recedere dal contratto. Il vantaggio è che si tratta di un recesso assolutamente libero: non sarai tenuto a giustificare nulla, né tantomeno dovrai sostenere alcun costo, in quanto tutto ti dovrà essere rimborsato.

Per poter esercitare il tuo diritto di ripensamento e, quindi, il recesso dal contratto non devi fare altro che comunicare questa tua volontà alla controparte: avrai cura, pertanto, di inviare una lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nella quale dirai di avvalerti del diritto di recesso entro 14 giorni così come previsto dalla legge. Davanti a tale comunicazione, la controparte non potrà obiettare nulla e sarà tenuta a sciogliere il contratto.

Recesso contratto per ripensamento: quando si può?

Il recesso del contratto in virtù del diritto di ripensamento può essere esercitato per ogni tipo di contratto stipulato a distanza: ciò vuol dire che potrai recedere sia da una compravendita (ad esempio, l’acquisto su Amazon di una felpa che non è della tua taglia) che da uno di fornitura (tipo la stipula di un contratto con l’Enel avvenuta per telefono).

Il diritto di ripensamento, quindi, può essere esercitato a prescindere dalla tipologia di contratto a cui si è aderiti. L’unica differenza riguarda il momento dal quale decorre il termine di quattordici giorni per poter recedere: la regola è che, nel caso di acquisto di beni, il periodo comincia dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore (ad esempio, il corriere) e designato dal consumatore, acquisisce il possesso materiale dell’oggetto; nel caso di contratti di servizi, quali la telefonia, internet, luce e gas, dal momento della conclusione del contratto.

Ricorda che, nel caso in cui la controparte non ti comunichi immediatamente il tuo diritto di ripensamento, il periodo di recesso termina dodici mesi dopo la fine del periodo di recesso iniziale: in pratica, se il venditore non ti informa espressamente della tua possibilità di recedere entro quattordici giorni senza alcuna penalità, il tuo diritto di recesso si espande a dodici mesi, i quali decorrono dal termine degli iniziali quattordici che avevi a disposizione ma di cui non ti è stato detto nulla [3].

Se, invece, l’altra parte ti informa del tuo diritto di ripensamento non subito ma entro dodici mesi dalla conclusione del contratto, il periodo di recesso libero termina quattordici giorni dopo il giorno in cui hai ricevuto l’informazione.

Diritto di ripensamento: esempio

Facciamo un esempio per comprendere meglio quanto appena detto: se acquisti tramite internet un qualsiasi oggetto (un cellulare, un capo di abbigliamento, un libro, ecc.) e questo ti viene consegnato il primo marzo, potrai recedere entro il quindici dello stesso mese, se il venditore ti ha informato (nelle condizioni contrattuali oppure a voce) che era tuo preciso diritto. Se, invece, non ti è stato detto nulla, potrai recedere liberamente fino al quindici marzo dell’anno successivo a quello in cui hai ricevuto la merce (la legge, infatti, dice che il diritto di recesso si estende fino a un anno, il quale decorre dopo la fine del periodo di recesso iniziale).

Se, invece, il professionista non ti ha avvertito subito del diritto di ripensamento ma lo ha fatto, ad esempio, sei mesi dopo (e comunque entro l’anno), il periodo di recesso termina quattordici giorni dopo il giorno in cui sei stato informato: e così, tornando all’esempio precedente, se il bene ti è stato recapitato il primo marzo e l’informazione sul diritto di ripensamento ti è stata fornita il primo luglio, avrai tempo fino al quindici luglio per recedere liberamente (ovviamente, potrai recedere anche prima, nel senso che il quindici luglio è il termine ultimo).

Modello recesso contratto [diritto ripensamento]

Spett.le

Società S.p.a.

Sede legale

Raccomandata a/r

Oggetto: recesso ai sensi dell’art. 52 del D. Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo (diritto di ripensamento)

Il/la sottoscritto/a……………………………………………………………………………..…………………………………..

Codice Fiscale…………………………………………………………………………………………………………….

indirizzo (via, piazza) ………………………………………………………………… n. …………….

Località………………………………………………………………………………………….. CAP ………………….

Per eventuali chiarimenti il recapito telefonico è il numero …………………………………………..

con la presente notifica il recesso dal seguente contratto:

<inserire gli estremi del contratto dal quale si intende recedere, avendo cura di specificare la data di sottoscrizione, nel caso di contratto di fornitura di servizi, o la consegna effettiva del prodotto, nel caso di compravendita>.

Vi invito pertanto a restituirmi, senza ritardo e comunque entro e non oltre 14 giorni dal ricevimento della presente, l’importo di … euro da me corrisposti alla conclusione del contratto.

Luogo, data

Firma

note

[1] Art. 1372 cod. civ.

[2] Art. 52 codice del consumo.

[3] Art. 53 codice del consumo.

Autore immagine: Unsplash.com


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