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Reddito di cittadinanza: come calcolare il valore degli immobili

6 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Febbraio 2019



Come si calcola il valore degli immobili ai fini Isee: verifica dei requisiti per il reddito di cittadinanza.

Possedere una seconda casa sta ormai diventando più in una iattura che un beneficio: non solo perché le imposte (Imu, Tasi, Tari) sono sempre più elevate, ma soprattutto perché vengono precluse molte agevolazioni, come il diritto di percepire il reddito di cittadinanza.

Il sussidio, difatti, è negato alle famiglie che possiedono, oltre all’abitazione principale, altri immobili per un valore superiore a 30mila euro. Questo, anche se gli immobili, di fatto, sono improduttivi, disabitati e non sono affittati a nessuno.

La rendita catastale bassa non deve ingannare: può bastare che uno dei componenti della famiglia possieda un’abitazione con una rendita catastale pari a 180 euro, per superare la soglia limite che dà diritto al reddito di cittadinanza. Si supera il limite anche con due garage (o cantine, box, tettoie…) aventi una rendita pari a 90 euro ciascuno.

La soglia di 30mila euro non si riferisce infatti alle rendite catastali, ma al valore di tutti gli immobili, esclusa l’abitazione principale, posseduti dai componenti del nucleo familiare.

Ma ai fini del reddito di cittadinanza, come calcolare il valore degli immobili?

Valore dell’immobile ai fini del reddito di cittadinanza

Il decreto sul reddito di cittadinanza [1] dispone che, per il diritto al sussidio, il valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non deve superare la soglia di 30mila euro.

Il valore del patrimonio immobiliare a cui riferirsi è quello utilizzato nella dichiarazione Isee.

Ma come si calcola il valore di un immobile ai fini Isee, quindi anche ai fini del reddito di cittadinanza?

Come abbiamo osservato, il valore dell’immobile non coincide con la sua rendita catastale: questa, però, è il punto di partenza per il calcolo del valore del patrimonio immobiliare ai fini Isee.

Come calcolare il valore dell’immobile

Ecco come si calcola il valore di un immobile ai fini Isee: questo valore coincide anche con la base imponibile Imu e Tasi.

Nello specifico, si deve applicare una formula di calcolo che cambia a seconda della tipologia d’immobile (abitazioni, capannoni, negozi, etc.).

Tipologia immobile Categoria catastale Calcolo base imponibile
Abitazioni: garage, box, depositi, tettoie A/1 A/2 A/3 A/4 A/5 A/6 A/7 A/8 A/9 C/2 C/6 C/7 Rendita Catastale x 1,05 x 160
Uffici A/10 Rendita Catastale x 1,05 x 80
Negozi C/1 Rendita Catastale x 1,05 x 55
Laboratori artigianali,stabilimenti balneari, palestre C/3 C/4 C/5 Rendita Catastale x 1,05 x 140
Scuole, collegi, ospedali, caserme B/1 B/2 B/3 B/4 B/5 B/6 B/7 B/8 Rendita Catastale x 1,05 x 140
Capannoni industriali,
fabbriche, alberghi, centri commerciali
D/1 D/2 D/3 D/4 D/6 D/7 D/8
D/9 D/10
Rendita Catastale x 1,05 x 65
Terreni agricoli Rendita Dominicale x 1,25 x 135
Terreni edificabili Valore venale

Reddito di cittadinanza: esempio di calcolo valore immobile

Una volta osservate le formule di calcolo del valore degli immobili, basta fare due conti per capire se si è o meno esclusi dal reddito di cittadinanza.

Ad esempio, se si possiede, oltre all’abitazione principale, una seconda casa con una rendita catastale pari a 200 euro, il suo valore ai fini Imu, Isee e reddito di cittadinanza è pari a 200 x 1,05 x 160, ossia a 33.600 euro. Tanto basta per essere tagliati fuori dalla misura.

Lo stesso vale per chi possiede, ad esempio, un box e una cantina, ciascuno con una rendita pari a 90 euro, in quanto il valore complessivo degli immobili è pari a 30.240 euro (90 x 1,05 x 160 x 2).

Insomma, può bastare un immobile anche non di grande valore, oltre all’abitazione principale, per perdere il sussidio, assieme ad ulteriori agevolazioni.

Requisiti per il reddito di cittadinanza

Non bisogna dimenticare, comunque, che ai fini del reddito di cittadinanza sono previsti tanti altri requisiti, oltre al valore massimo del patrimonio immobiliare del nucleo familiare.

Nello specifico, possono chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
  • sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
  • percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
  • percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possiedono, come osservato, un valore del patrimonio immobiliare familiare, esclusa la casa di abitazione, inferiore a 30mila euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i  massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
  • nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili;
  • possiedono una dichiarazione Isee in corso di validità.

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5 Commenti

  1. Buongiorno , se dopo il decesso del Papà si è ricevuto per successione una quota della casa dove Papà e Mamma erano cointestatari , e quindi Mamma ha conservato il diritto di abitazione ,per i requisiti del reddito di cittadinanza relativi al possesso di immobili si deve tenere conto anche del valore immobiliare di tale quota ?

    1. Sono nella stessa identica situazione e anch’io vorrei sapere se nel calcolo per il rdc vanno compresi anche gli immobili di cui si ha solo una quota (che supera comunque i 30.000 euro), ma con genitore con diritto di abitazione

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