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Cosa succede se circolo senza revisione?

7 Febbraio 2019 | Autore: Paolo Remer


Cosa succede se circolo senza revisione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Febbraio 2019



Ogni auto deve essere periodicamente sottoposta a revisione. Quando bisogna farla e ripeterla? Cosa succede se si circola senza revisione o con la revisione scaduta? 

Il Codice della strada impone a tutti i veicoli circolanti – dagli autoarticolati ai motorini – l’obbligo di revisione periodica. La revisione è un controllo tecnico effettuato presso l’ufficio della motorizzazione civile oppure presso le officine autorizzate per verificare lo stato e le condizioni del mezzo. L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza: il mezzo di trasporto deve essere perfettamente efficiente. Freni, luci, sterzo, gomme, clacson, vetri, meccanica, telaio: tutti questi impianti devono funzionare correttamente. Anche le emissioni dei gas di scarico devono essere contenute entro determinati limiti. Cosa succede se circolo senza revisione? Circolare senza aver fatto una revisione recente e con esito regolare è vietato e le sanzioni colpiscono non solo il portafoglio, con multe che possono arrivare fino a 8.000 euro, ma anche la possibilità di utilizzare il veicolo non revisionato: esso non potrà più circolare fino a quando non avrà effettuato la revisione e, nei casi più gravi, sarà sottoposto a fermo ed a confisca. Vediamo in dettaglio come funziona l’obbligo di revisione, quali sono le scadenze stabilite e le sanzioni previste dal Codice della strada se non si effettua la revisione nei tempi stabiliti.

Revisione: cos’è?

La revisione è un controllo periodico al quale devono essere sottoposti tutti i veicoli circolanti a determinate scadenze programmate.

L’obiettivo è quello di accertare che questi mezzi siano sempre in adeguate condizioni di sicurezza per la circolazione. La revisione serve anche ad accertare che i veicoli siano silenziosi e non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti.

E’ un obbligo imposto dalla legge e precisamente dal Codice della strada che ne regolamenta le condizioni [1]. Non farla comporta gravi conseguenze sanzionatorie e di blocco della circolazione: in questo articolo vedremo quali sono.

Revisione: come funziona?

Il Codice della strada [2] indica in maniera dettagliata gli elementi su cui deve essere effettuato il controllo.

I principali dispositivi che vengono controllati durante la revisione, mediante apposite attrezzature (banco con rulli per la prova dei freni, fonometro, opacimetro, analizzatore gas di scarico, ecc.) sono:

  • l’identificazione del veicolo (targa e telaio);
  • i dispositivi di frenatura, compreso il freno a mano;
  • gli organi dello sterzo, le ruote e lo stato degli pneumatici;
  • la visibilità (vetri parabrezza e specchietti);
  • l’impianto elettrico (fari, luci, indicatori di direzione, stop);
  • il telaio (le porte, la carrozzeria, gli assi);
  • i rumori emessi dal motore e dalla marmitta ed i gas di scarico;
  • gli altri equipaggiamenti previsti in materia di sicurezza alla guida (clacson e cinture di sicurezza).

La revisione non può essere effettuata da qualsiasi meccanico: deve essere fatta solo presso i competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri, cioè la motorizzazione civile, oppure presso una delle officine autorizzate dalla Provincia e dislocate su tutto il territorio nazionale (ce ne sono più di 8.000 in Italia).

L’esito della revisione può essere regolare se il veicolo ha superato tutti i controlli; negativo se non li ha invece superati. Non si viene solo promossi o bocciati: c’è anche il caso “ripetere” che si ha quando viene riscontrato che alcuni dispositivi non sono funzionanti (ad esempio hai un faro rotto o una lampadina fulminata o un parabrezza incrinato o le gomme lisce) e ti verrà prescritto di ripararli entro trenta giorni e di riportare il veicolo a revisione per poterla finalmente superare.

Revisione: quando farla?

La revisione non ha una scadenza unica per tutti i tipi di veicoli: essa dipende dalla loro età (misurata a partire dalla “nascita”, cioè dall’immmatricolazione) e dalle loro condizioni (in caso di incidente grave va ripetuta).

Gli autoveicoli (dunque non solo le autovetture, ma anche i motocicli ed i ciclomotori, oltre che i camion ed i furgoni per trasporto di cose o di persone) purché abbiano massa non superiore a 3,5 tonnellate devono essere sottoposti:

  • alla prima revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione; la scadenza coincide con l’ultimo giorno del mese di rilascio della carta di circolazione. Ad esempio un veicolo immatricolato il 3 settembre del 2015 dovrà effettuare la prima revisione entro il 30 settembre 2019, quindi entro la fine del mese in cui il veicolo era stato immatricolato;
  • le successive revisioni ogni due anni e sempre entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata l’ultima revisione con esito regolare (quelle fatte ma non superate non servono ai fini del conteggio).

Quindi, se non avevi rispettato puntualmente le scadenze previste – cioè se avevi ritardato la revisione precedente – il termine per la successiva decorrerà da quando è stata realmente fatta e superata l’ultima, la più recente, e non da quando avrebbe dovuto essere compiuta.

Ad esempio se la tua autovettura era stata immatricolata a giugno 2012 ed avevi effettuato la prima revisione entro la scadenza prevista, cioè entro il 30 giugno 2016, avresti dovuto fare la successiva revisione biennale entro il 30 giugno 2018; se l’hai effettuata in ritardo – anche solo di pochi giorni, poniamo il 5 luglio 2018, dovrai fare la successiva entro il 31 luglio 2020, anziché entro il 30 giugno dello stesso anno.

In sostanza, avrai guadagnato un mese rispetto alla scadenza originaria; ma non ti conviene utilizzare questo trucco per posticipare le scadenze delle revisioni da fare, perché, come vedremo tra poco, le sanzioni sono molto severe se vieni trovato a circolare senza revisione (nell’esempio che abbiamo fatto, avresti circolato 5 giorni privo di regolare revisione, e così avresti rischiato una pesante multa e la sospensione del veicolo dalla circolazione).

Devi quindi ricordarti che, dopo la prima, che va fatta entro quattro anni dal mese di immatricolazione, le revisioni successive vanno fatte sempre entro il mese corrispondente a quello in cui è stata effettuata la revisione precedente.

Devi anche sapere che non ci sono tempi extra ovvero cause che giustifichino il ritardo, neppure se il veicolo non ha circolato, ed è stato fermo per un lungo periodo, perché le sanzioni, come vedremo, riguardano senza eccezioni tutti i casi in cui un veicolo privo di revisione è sorpreso a circolare su strada a prescindere dalla sua “storia” passata, dal numero dei chilometri percorsi, dalla frequenza del suo utilizzo ecc.

Se non ricordi quando hai effettuato la tua ultima revisione e non hai a portata di mano il libretto di circolazione per verificarlo (dove basta leggere l’etichetta adesiva che riporta la data) puoi interrogare online il comodo servizio del Ministero dei Trasporti, denominato “Il portale dell’automobilista”: semplicemente inserendo la targa e il tipo di veicolo (se auto o moto) otterrai subito a video la data dell’ultima revisione registrata ed il suo esito (se regolare o meno).

Le scadenze che abbiamo esposto valgono per le normali autovetture e per tutti gli altri tipi di veicoli con massa inferiore a 3,5 tonnellate.

Quelli di massa superiore (come gli autotreni o autoarticolati, i grossi camion e relativi rimorchi) ed anche quelli di massa inferiore, se sono destinati al trasporto di persone (quindi i taxi, le autovetture adibite a ncc, noleggio con conducente, gli autobus ed anche le autoambulanze) devono fare una revisione annuale a partire da quando vengono immatricolati.

C’è poi la revisione straordinaria, che viene disposta – a prescindere da tutte le scadenze che abbiamo indicato – quando il veicolo interessato è stato coinvolto in un incidente stradale che ha danneggiato alcuni dispositivi di sicurezza, come ad esempio i freni o le sospensioni.

Questo tipo di revisione viene richiesto a cura degli organi di Polizia che hanno rilevato l’incidente, e può anche essere parziale, cioè riguardare esclusivamente gli impianti danneggiati ed ovviamente riparati a cura del proprietario prima di effettuare la revisione.

Revisione non fatta: quali sanzioni?

Innanzitutto la revisione deve essere fatta solo per i veicoli in circolazione. Circolare significa trovarsi su strada pubblica o equiparata all’uso pubblico, anche se il veicolo è fermo in sosta. Quindi se il tuo veicolo non è circolante non sarai sottoposto a sanzioni.

Devi anche sapere che la revisione non superata si considera omessa: se avevi portato il tuo veicolo a revisione ma l’esito non era stato regolare, la revisione si considera omessa. Non basta portare il veicolo a revisione; occorre anche superarla.

Se circoli con un qualsiasi veicolo (autovettura, camion, autobus, ma anche ciclomotore o motociclo) che non è stato sottoposto alla revisione entro le scadenze che abbiamo indicato sarai soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da un minimo di 173 a un massimo di 695 euro.

Questa sanzione sarà raddoppiata se avrai omesso più di una volta la revisione in relazione alle scadenze previste, che, come abbiamo visto, variano sia in base all’età del veicolo sia alla sua tipologia.

Ricordiamo che gli autoveicoli destinati al trasporto di persone e i camion superiori a 3,5 tonnellate devono essere revisionati annualmente; le normali autovetture e i ciclomotori o motocicli faranno invece la prima revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e le successive ogni biennio decorrente dall’ultima effettuata.

Ad esempio, se vieni fermato il 6 febbraio 2019 e la tua autovettura avrebbe dovuto essere revisionata entro il 31 gennaio 2019 avrai la revisione scaduta e ti verrà applicata la sanzione base, ma se avevi “saltato” anche una precedente revisione biennale avrai la sanzione raddoppiata: se la tua ultima revisione risaliva al 30 gennaio 2015, ti sarà contestato di non aver fatto non solo quella più recente, che avresti dovuto compiere entro il 31 gennaio 2019, ma anche la precedente biennale che doveva essere effettuata entro il 31 gennaio 2017. Sarai perciò responsabile di aver omesso per più di una volta la revisione alle scadenze programmate ed avrai la multa raddoppiata.

Un’ulteriore sanzione è la sospensione dalla circolazione del mezzo che è risultato privo di revisione entro i termini: non potrai riprendere a circolare fino a quando non avrai sottoposto il tuo veicolo a revisione. Per questo l’organo di polizia che eleva la contravvenzione annoterà sulla carta di circolazione che da quel momento la circolazione del veicolo è sospesa in via generale e consentita solo per portare il veicolo a revisione.

In questo periodo di sospensione potrai utilizzare il veicolo esclusivamente per recarti a fare la revisione e quindi per recarti a un’officina autorizzata oppure alla motorizzazione. Dovrai anche aver prenotato, per quel giorno e per quel luogo, la seduta di revisione, e essere in possesso della ricevuta di prenotazione [3] altrimenti se dovessero fermarti di nuovo non potresti dimostrare che ti stavi recando proprio lì.

Attenzione: se circoli senza revisione in autostrada, c’è una differenza: oltre a dover pagare la medesima sanzione pecuniaria, da 173 a 695 euro, ti sarà applicato il fermo amministrativo anziché la semplice sospensione dalla circolazione [4].

Questo significa che il libretto di circolazione sarà ritirato e trattenuto dall’organo di polizia che ha rilevato l’infrazione. Dovrai quindi provvedere a prenotare la visita di revisione ed esibire la ricevuta dell’avvenuta prenotazione all’organo accertatore che ha elevato la contravvenzione e fermato il veicolo, per essere autorizzato a recarti a fare la revisione. Soltanto quando la avrai effettuata e superata ti sarà restituita la carta di circolazione.

Se verrai sorpreso a circolare con un veicolo già contravvenzionato per assenza di revisione e quindi già sospeso dalla circolazione, la multa darà salatissima: dovrai pagare una somma variabile tra un minimo di 2.002 ad un massimo di 8.009 euro.

Oltre a questo ti sarà applicata automaticamente anche la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per la durata di 90 giorni. La carta di circolazione sarà ritirata come abbiamo visto prima nel caso di guida in autostrada senza revisione.

Se anche dopo di ciò dovessi reiterare la violazione, cioè circolare ancora con quel veicolo non revisionato, sospeso dalla circolazione o sottoposto a fermo, la Polizia provvederà direttamente a confiscarlo: così ne perderai definitivamente ogni facoltà d’uso e la proprietà.

La confisca amministrativa comporta anche il pagamento delle spese di trasporto e custodia del veicolo [5], quindi le conseguenze per il tuo portafoglio saranno ancora più pesanti.

Quindi, riepilogando:

  • se hai saltato o ritardato soltanto l’ultima revisione, e sei in regola con le precedenti, avrai la sanzione pecuniaria da 173 a 695 euro e la sospensione del veicolo dalla circolazione fino a quando non avrai fatto la revisione (se sei in autostrada, pagherai lo stesso importo, ma avrai il fermo amministrativo anziché la sospensione dalla circolazione); soltanto quando avrai effettuato la revisione con esito regolare potrai riprendere a circolare;
  • se hai omesso più di una revisione (ad esempio hai saltato due bienni oppure la prima dopo il quadriennio dall’immatricolazione e una successiva biennale) pagherai la multa raddoppiata e cioè da 346 a 1.390 euro, ed anche in questo caso il veicolo sarà sospeso dalla circolazione fino a revisione effettuata;
  • se circoli con un veicolo non revisionato e già sospeso dalla circolazione, subirai il fermo amministrativo per 90 giorni e la multa da pagare sarà da un minimo di 2.002 a un massimo di 8.009 euro;
  • se nonostante tutte queste contravvenzioni ricevute ti ostini a circolare ancora senza revisione, oltre a dover pagare le multe sopra indicate, il veicolo ti sarà confiscato e  dovrai pagare anche le spese di custodia.

Di Paolo Remer

note

[1] Art. 80 cod. strada.

[2] Art. 238 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo cod. strada. : “Elementi su cui devono essere effettuati i controlli tecnici”.

[3] Circolare ministero dell’Interno del 12.08.2010 prot. n.300/A/11310.

[4] Art. 176 co. 18 cod. strada.

[5] Art. 213 cod. strada.


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