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Residenza: dove conviene?

7 Febbraio 2019


Residenza: dove conviene?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Febbraio 2019



Conseguenze e rischi di una falsa dichiarazione di residenza. Come ottenere i benefici sociali e assistenziali e le agevolazioni fiscali. I problemi con la posta e con il pignoramento della prima casa.

Stabilire dove conviene fissare la residenza non è cosa facile: a seconda infatti delle esigenze può essere più opportuno risultare residenti in un luogo piuttosto che in un altro. Tanto per fare un esempio, se si vogliono ottenere le agevolazioni fiscali collegate alla proprietà della casa sarà necessario fissare la residenza con i propri familiari, cosa che invece non conviene fare se si vuol abbassare il proprio Isee e ottenere benefici socio-assistenziali. Per quanto dunque sia semplice spostare la propria residenza, se la scelta non viene fatta in modo oculato, le complicazioni che ne derivano potrebbero essere enormi. E non parliamo solo di problemi di carattere logistico (si pensi al ricevimento delle raccomandate che, se non consegnate al destinatario, vanno poi ritirate all’ufficio postale o in Comune), ma anche penale visto che a dare una falsa residenza si rischia il reato di falso in atto pubblico.

In questo articolo cercheremo di fare una panoramica di quelle che possono essere le possibili soluzioni ai problemi legati alla residenza: dove conviene stabilirla e in quali conseguenze si può cadere in caso di scelta non adeguata?

Il tema dello spostamento della residenza è stato rilanciato dall’approvazione, con la legge di Bilancio per il 2019, del famoso reddito di cittadinanza. Come noto, si tratta di una misura a metà tra l’assegno sociale e la Naspi: da un lato mira a garantire un sostegno economico alle persone con un Isee basso, dall’altro vuol favorirne la ricollocazione sul mercato del lavoro attraverso la partecipazione a misure di politica attiva, qualificazione e formazione. Al di là dei pro e dei contro di questa misura, un’indagine condotta dal Sole24Ore e pubblicata in questi giorni ha evidenziato come, su 10 controlli effettuati dalla Finanza sui percettori di misure assistenziali, sei sono risultati non averne diritto.

L’abuso dei benefici sociali, realizzato proprio tramite lo spostamento fittizio della residenza, non è una novità per il nostro Paese. Ecco perché i controlli sulla residenza sono sempre più serrati (e lo saranno ancor di più nei prossimi mesi). Controlli che vengono eseguiti in prima battuta dalla polizia municipale, nei 45 giorni successivi alla richiesta di trasferimento presentata dal cittadino; successivamente le verifiche possono essere condotte anche dai carabinieri, dalla guardia di finanza, dall’Agenzia delle Entrate, dall’Inps, dal Comune stesso nell’ambito delle attività di verifica e contrasto all’evasione fiscale per quanto riguarda le imposte locali (Imu e Tasi).

Ecco perché, prima di chiederti dove conviene avere la residenza, devi piuttosto sapere dove è possibile avere la residenza ossia quale luogo devi obbligatoriamente dichiarare all’Anagrafe comunale.

La residenza e la dimora: differenze

Ti avviso: se vuoi evitare problemi di ordine legale non puoi indicare all’Anagrafe, come luogo di residenza, un indirizzo diverso da quello in cui materialmente vivi per gran parte dell’anno. Se, ad esempio, sei uno studente universitario ma fai spesso ritorno a casa dei tuoi genitori, la tua residenza sarà quella di tuo padre e di tua madre; se invece non convivi più con loro non puoi figurare ancora come residente presso la loro abitazione. Ed ancora, se hai due case di proprietà sei obbligato a indicare all’Anagrafe, come residenza, quella in cui dormi quotidianamente: non puoi decidere di essere residente al mare o in montagna se ci vai solo in occasione delle vacanze.

Se tu e tua moglie avete due immobili di proprietà ma vivete sotto lo stesso tetto, dovrete per forza indicare la stessa residenza e non potrete averne due diverse.

Insomma, non sei libero di fissare la residenza dove vuoi, ma devi sempre dare al Comune l’indirizzo in cui abiti effettivamente. Questo luogo si chiama «dimora». La dimora è il luogo ove una persona abita e si svolge in via prevalente la sua vita personale (dormire, mangiare, riposarsi); essa non deve necessariamente essere una casa di proprietà, potendo anche essere in affitto.

Non si può considerare dimora il luogo in un cui una persona si ferma solo per un breve periodo di tempo, come in una camera d’albergo o in una casa al mare.

La differenza tra residenza e dimora sta dunque in questo: la residenza è il dato formale che risulta ai registri dell’Anagrafe comunale; la dimora è il dato sostanziale, il luogo ove effettivamente il cittadino vive.

Dimora e residenza devono necessariamente coincidere: non è possibile indicare, come propria residenza, un luogo differente dalla dimora. Tanto è vero che le indicazioni dei registri anagrafici hanno solo un valore presuntivo: l’indirizzo in essi riportato non attesta in modo certo la dimora. Se infatti vi sono prove che una persona vive altrove, la sua residenza sarà considerata quest’ultima con conseguenti sanzioni per aver dichiarato in Comune una falsa residenza.

Le conseguenze per la dichiarazione di residenza fittizia sono:

  • la cancellazione dall’Anagrafe comunale e la dichiarazione di irreperibilità con conseguente perdita di una serie di benefici socio-assistenziali, come anche quelli sanitari;
  • la notifica degli atti giudiziari in Comune o all’ufficio postale;
  • un procedimento penale per il reato di falso in atto pubblico con conseguente condanna.

Residenza: dove conviene?

Premesso quindi che se vuoi spostare la tua residenza nel Comune ove lo ritieni più conveniente dovrai anche trasferirti di fatto in tale luogo, vediamo quali possono essere i vantaggi di un eventuale spostamento.

Trasferimento residenza e Isee

Se stai cercando di avere dei benefici socio-assistenziali come il gratuito patrocinio, gli sconti su asili e mensa, il reddito di cittadinanza, l’assegnazione di case popolari, ecc. sarà bene che ti trasferisci in un’abitazione ove non vi sono altri familiari (genitori o figli) titolari di un reddito alto. Se così fosse infatti avreste un unico Isee e sareste tutti esclusi dalle agevolazioni. Non importa quindi se tutto il reddito lo porta una sola persona: è la somma che rileva. L’ideale quindi per ottenere il reddito di cittadinanza sarebbe che tu vada a vivere da solo e, quindi, sposti anche la residenza lontano da tuo padre e tua madre (sarebbe anche ora!) o dai tuoi figli.

Potresti decidere di convivere con il tuo partner, ma in tal caso anche quest’ultimo deve avere un reddito basso.

Ogni singola prestazione sociale prevede un proprio tetto di Isee. Ad esempio per il gratuito patrocinio non bisogna superare 11.493,82 euro mentre per il reddito di cittadinanza il tetto è stato fissato in 9.360 euro.

Trasferimento residenza ed acquisto casa scontato

Per pagare meno tasse quando compri una casa è necessario, tra le altre cose, fissare la residenza in tale indirizzo entro 18 mesi. Il fatto che le ristrutturazioni non siano ultimate non è una valida scusa per ritardare.

In tal caso hai diritto all’agevolazione fiscale sulla prima casa che ti consente, in caso di acquisto da ditta di costruzioni, di versare l’Iva al 4% (anziché al 10%) oltre imposta di registro, catastale e ipotecaria nella misura fissa di 200 euro ciascuna; in caso di acquisto da privati, di versare l’imposta di registro al 2% (anziché al 9%) oltre imposta catastale e ipotecaria nella misura fissa di 50 euro ciascuna.

Non devi comunque avere altre abitazioni di proprietà nello stesso Comune e altri immobili di proprietà acquistati con bonus prima casa in qualsiasi parte d’Italia (diversamente hai tempo 1 anno dal nuovo rogito per venderli o donarli).

Trasferimento residenza, Imu e Tasi

Al contrario di quanto succede per l’Isee, se non vuoi pagare Imu e Tasi sull’abitazione principale devi risiedervi con il tuo nucleo familiare. Residenza e dimora devono quindi concentrarsi in questo luogo. In tale ipotesi otterrai gli sgravi. Se invece sei residente in una casa in affitto, l’altro immobile di proprietà sconterà sia l’Imu che la Tasi.

Chiaramente, dichiarando la residenza con il tuo nucleo familiare avrai un Isee più alto.

Ricevimento posta raccomandata e atti giudiziari

Se fissi la residenza in un luogo ove non vivi tutti gli atti giudiziari notificati a mezzo dell’ufficiale giudiziario verranno depositati in Comune e si riterranno ugualmente conosciuti dopo 10 giorni dall’invio della seconda raccomandata informativa con cui ti viene comunicata detta giacenza. Per le raccomandate, multe e cartelle esattoriali notificate col postino la giacenza è alle poste ed anche qui la notifica si considera avvenuta dopo 10 giorni dall’invio della seconda raccomandata.

Trasferimento residenza e divieto di pignoramento della prima casa

Se hai dei debiti per cartelle esattoriali e non vuoi farti pignorare l’unica casa di proprietà devi risiedervi all’interno. Solo in questo caso, infatti – sempre che si tratti di civile abitazione e non sia di lusso – vale il divieto di pignoramento della prima casa.

Se però hai altri immobili di proprietà il pignoramento scatta solo a condizione che il debito superi 120mila euro e che la somma del valore di tutti tali immobili superi 120mila euro.

note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Grazie per tutte le informazioni date in questo articolo. Vorrei sapere come funziona ai fini Isee e reddito di cittadinanza se abito con i miei genitori posso averlo? Grazie mille
    Rinaldo

    1. In tal caso varrà l’isee dei genitori che, se superare alla soglia fissata dalla legge, non consente di ottenere il RDC

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