Diritto e Fisco | Articoli

Un prete può denunciare un reato a lui confessato?

7 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Febbraio 2019



Confessione: il sacerdote può denunciare chi ha commesso un reato? Quando il segreto confessionale può essere violato? Un prete non può mai denunciare?

Per i cattolici la confessione è uno dei sacramenti più importanti, al quale ci si accosta periodicamente per chiedere ed ottenere la remissione dei propri peccati: solo così facendo ci si può poi comunicare durante la celebrazione eucaristica. Proprio perché la confessione consiste nel confidare ad un sacerdote le azioni di cui non andiamo fieri o che, comunque, costituiscono violazione di precetti religiosi in cui crediamo, essa si svolge in segreto, normalmente all’interno di un’apposita struttura (confessionale) o, comunque, in un luogo che garantisca la massima riservatezza: i peccati sono solo per le orecchie di un sacerdote. La confessione è protetta dal segreto confessionale: ciò che viene detto al momento della penitenza resta lì. il sacerdote non può rivelare ciò che ha appreso, pena sanzioni molto severe, perfino la scomunica. Questo significa che, durante la confessione, puoi raccontare tutto, perfino le azioni peggiori che hai compiuto. Questo vale anche per i reati? Un sacerdote può denunciarti se gli confessi di aver commesso un delitto? Con questo articolo risponderò proprio a questa domanda: un prete può denunciare un reato a lui confessato?

Confessione: il sacerdote può denunciare un reato?

Rispondiamo subito alla domanda di fondo di questo articolo: un sacerdote può denunciare un reato appreso durante la confessione? La risposta è no: il sacerdote è vincolato al segreto confessionale, non potendo assolutamente confidare a nessuno ciò che ha appreso mediante confessione. Questo perché, secondo la religione cattolica, ciò che il penitente confessa non è rivolto al prete, bensì direttamente a Dio.

Il segreto confessionale è rispettato anche dalla legge italiana: il codice di procedura penale dice che, tra gli altri, non possono essere obbligati a deporre come testimoni su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, i ministri di confessioni religiose, i cui statuti non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano [1].

Addirittura, violare il segreto confessionale può costituire reato: secondo il codice penale, chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa o lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può derivare un danno, con la reclusione fino a un anno o con la multa da trenta euro a cinquecentosedici euro [2].

In sintesi, quindi, un sacerdote non può denunciare i reati che ha appreso durante la penitenza, nemmeno se essi siano gravissimi, come l’omicidio, la pedofilia, la violenza sessuale, ecc. Addirittura, un sacerdote non può violare il segreto della confessione nemmeno per salvare la vita a una persona condannata ingiustamente: se, ad esempio, un prete venisse a conoscenza da parte di un fedele che è l’autore di un reato e che, per lo stesso fatto, è stato condannato ingiustamente un altro, neanche in questo caso potrebbe violare il segreto confessionale.

Quando il segreto confessionale può essere violato?

Un prete non può denunciare un reato a lui confessato, né può essere chiamato a testimoniare sui crimini commessi dal penitente. Questo non significa, però, che egli non debba collaborare con la giustizia quando la persona che si è confessata sia la vittima di un reato. In altre parole, il segreto confessionale è valido e può essere opposto quando il penitente è l’autore di un crimine, non quando ne è la vittima: a dirlo è la Corte di Cassazione [3], secondo cui i soprusi subiti dal fedele non rientrano nel segreto confessionale. Da ciò un’importante conseguenza: il sacerdote che rifiuti di testimoniare o, peggio ancora, menta durante la deposizione incorre nel reato di falsa testimonianza, punita con la reclusione fino a sei anni.

Sacerdote: quando può denunciare?

Abbiamo detto un prete non può denunciare alle autorità un fatto costituente reato che ha appreso durante la confessione: questo vale, però, solamente se colui che si è confessato è l’autore stesso del delitto, non la vittima. Il segreto confessionale, infatti, riguarda i peccati commessi, non subiti. Per completare il nostro discorso, devo però ricordarti quando un prete può denunciare un reato a lui confidato: ciò può accadere se l’ammissione di colpevolezza viene fatta al di fuori del sacramento della confessione.

In altre parole, se confidi ad un prete di aver commesso un delitto e non ti trovi in confessione, egli potrà denunciarti, sempreché si tratti di reato procedibile d’ufficio: in questo caso, infatti, il sacerdote è equiparato ad un normalissimo cittadino e valgono per lui le stesse norme che si applicano a tutti. Devi sapere, però, che in Italia non vige un obbligo di denuncia (salvo che per alcuni reati): di conseguenza, il prete potrà sporgere denuncia, ma non sarà obbligato a farlo.

note

[1] Art. 200 cod. proc. pen.

[2] Art. 622 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 6912 del 14 gennaio 2017.

Autore immagine: Unsplash.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA