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Miscellanea Fecondazione eterologa ancora a rischio incostituzionalità: viola il diritto ad avere una famiglia

Miscellanea Pubblicato il 5 aprile 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 5 aprile 2013

La legge 40 viola il diritto ad essere genitori e a creare una famiglia: la Corte Costituzionale potrebbe cancellarla dall’ordinamento.

Il Tribunale di Milano chiama in causa per la seconda volta la Corte Costituzionale sul divieto di fecondazione eterologa posto dalla famigerata “legge n. 40”. Con un’ordinanza, depositata lo scorso 29 marzo, i giudici del tribunale meneghino hanno sollevato dubbi sulla conformità di tale normativa [1] alla Costituzione, ritenendo che la fecondazione eterologa contrasti con il diritto fondamentale alla pinea realizzazione della vita della coppia con problemi ad avere figli, cui cioè è diagnosticato un quadro clinico di sterilità o infertilità irreversibile.

Vi è quindi la violazione del principio di eguaglianza tra coppie e il diritto alla salute.

Ad essere discriminati sarebbero gli articoli 2, 29 e 31 della Costituzione, posti a tutela dell’interesse pubblico e dell’art. 3 sul divieto di discriminazione che, nel caso specifico, colpisce coppie con gli stessi limiti di procreazione, ma con patologie diverse.

Il divieto normativo di fecondazione eterologa “condiziona pertanto la possibilità di coppie eterosessuali sterili o infertili nel proprio diritto di determinare la propria condizione genitoriale e, quindi, di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita familiare”. Intanto la scienza medica oggi consente l’esecuzione di tecniche di fecondazione in vivo e in vitro di tipo eterologo, già praticate in molti Paesi europei, dove le coppie italiane sono costrette a recarsi per potervi accedere.

“La creazione di una famiglia – concludono i giudici – ivi compresa la scelta di avere figli, costituisce un diritto fondamentale della coppia”.

Su tutto metterà il punto la Corte Costituzionale.

note

[1] Art. 4, comma 3, della legge 40/2004.


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