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Nuoto agonistico: cos’è e quando iniziare

28 Febbraio 2019 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 28 Febbraio 2019



Il nuoto agonistico richiede un allenamento molto intenso. I più grandi nuotatori riescono a raggiungere un perfetto equilibrio tra forza e leggerezza. 

Se l’acqua è il tuo elemento e non desideri altro se non trascorrere il tuo tempo in piscina tra una vasca e l’altra, se la passione per il nuoto ti scorre nelle vene e riesci ad eccellere in questa disciplina, potresti praticare il tuo sport preferito a livello agonistico e trasformarlo in un lavoro vero e proprio. Con molta probabilità ti starai ponendo alcune domande. Nuoto agonistico: cos’è e quando iniziare? Come si affronta l’agonismo? Come si svolge una gara? Come conquistare coppe e trofei? Per emergere in questo sport, come in qualsiasi altro campo, occorrono un’adeguata preparazione, tenacia, determinazione, duro lavoro, spirito di sacrificio e rinunce. Il talento va coltivato e la prima sfida da superare è con se stessi. L’atleta deve vivere la competizione come un’opportunità per migliorarsi e crescere. La velocità e la fluidità dei movimenti, il ticchettio delle lancette dell’orologio biologico, lo scorrere del tempo, il contatto con l’acqua tra una bracciata e l’altra, l’immersione e la fissazione dell’obiettivo da raggiungere, l’adrenalina della gara, la grinta nell’affrontare la competizione, la capacità di gestire qualsiasi imprevisto, la voglia di distinguersi con la propria performance e primeggiare nella prestazione agonistica: tutto ciò fa scaturire emozioni inspiegabili ed è nella percezione di questi elementi che si distingue un nuotatore amatoriale da un nuotatore a livello agonistico. Per saperne di più sull’argomento continua a leggere il mio articolo. Dopo averti spiegato come si svolge una gara e come si determina una sanzione in caso di infrazioni, potrai trovare l’intervista a Federico Gross, docente della Federazione italiana nuoto (Fin).

Come si svolge una gara di nuoto?

Tutte le gare individuali corrispondono ad eventi separati dei settori maschile e femminile.

Ogni nuotatore deve essere immobile al momento dell’emissione del segnale di partenza, in caso contrario viene squalificato per “falsa partenza”. Se alla squalifica dovesse seguire un reclamo o un ricorso alla commissione d’appello sul campo, sarà possibile utilizzare (quando disponibile) il sistema di videoregistrazione federale collegato all’impianto di cronometraggio.

Come ci si può classificare? Per potersi classificare un/una concorrente deve coprire l’intera distanza del percorso di gara.

Inoltre, deve rimanere e terminare la competizione nella stessa corsia in cui è partito/a. Nell’effettuare la virata occorre prendere contatto fisico con la parete terminale della vasca o del percorso. Non è consentito spingersi o slanciarsi dal fondo vasca.

Nel corso delle gare a stile libero o della frazione a stile libero delle gare miste, è possibile stare in piedi sul fondo della vasca, purché non si cammini. Non è consentito tirarsi alla corda o ai galleggianti di delimitazione della corsia.

Se si ostacola un altro concorrente, ad esempio nuotando attraverso una corsia diversa dalla propria, si viene squalificati. Se l’infrazione è intenzionale il giudice arbitro dovrà riferire il comportamento agli organi federali competenti.

I concorrenti non possono usare alcun dispositivo o adesivo che nel corso della gara possa favorire la sua velocità, resistenza, aderenza o galleggiabilità come ad esempio: pinne, alette, guanti palmati, palette manuali, sostanze adesive, ecc. Gli accessori ammessi sono gli occhialini.

Nelle gare a staffetta, ogni squadra è composta da quattro concorrenti. Possono essere disputate staffette mixed composte da due maschi e due femmine.

Una squadra viene squalificata:

  • nel caso in cui i piedi di un concorrente abbiano perso il contatto con il blocco di partenza prima che il frazionista che lo precede abbia toccato la parete;
  • nel caso in cui un componente, diverso da quello designato a nuotare la frazione in corso, entri in acqua mentre si svolge la competizione e prima che i concorrenti di tutte le squadre l’abbiano portata a termine;
  • se il concorrente commette ostruzione;
  • se si nuota in ordine diverso da quello di iscrizione.

Quali sono i tipi di sanzione in caso di infrazione?

L’art. 27 del Regolamento di giustizia sportiva [1] disciplina i diversi tipi di sanzione.

A seguito dell’accertamento di un’infrazione, le sanzioni che possono essere irrogate sono le seguenti:

  • per i dirigenti, tecnici, ufficiali di gara e atleti:
    • l’ammonizione semplice o con diffida;
    • la sospensione da qualsiasi attività federale fino a 5 anni;
    • l’interdizione perpetua o per un tempo determinato fino a 5 anni a ricoprire cariche federali;
    • l’inibizione perpetua o temporanea fino a 5 anni a ricoprire cariche sociali nell’ambito federale;
    • la squalifica per una o più giornate di gara;
    • la radiazione dai ruoli federali;
  • per le società:
    • l’ammonizione semplice o con diffida;
    • un’ammenda (a partire da euro 50,00 fino a euro 10.000,00);
    • la squalifica del campo di gara da scontarsi nel campionato di competenza, a meno che non ci sia una diversa determinazione dell’organo giudicante per una o più giornate o per determinati periodi di tempo che non siano superiori ai 5 anni;
    • la perdita di uno o più incontri;
    • la penalizzazione nella classifica del campionato o della manifestazione;
    • la retrocessione o la cancellazione a qualsiasi titolo dai ruoli del campionato;
    • l’esclusione dal campionato o dalla manifestazione;
    • la radiazione dai ruoli federali.

Nell’art. 27 del Regolamento di giustizia sono poi richiamati i casi di illecito sportivo, frode sportiva e violazione del divieto di scommesse.

Come si determina una sanzione?

Per stabilire la specie e l’entità della sanzione da irrogare a seguito di una sanzione, l’organo giudicante [2] deve prendere in considerazione la gravità:

  • delle infrazioni commesse;
  • del comportamento tenuto dal responsabile prima, durante e dopo la consumazione dell’infrazione;
  • dei suoi precedenti disciplinari.

Nel determinare la sanzione, l’organo giudicante dovrà indicare:

  • in quale caso rientri il fatto oggetto di giudizio con riferimento alle ipotesi racchiuse nello statuto, nel regolamento organico e nei regolamenti federali;
  • le norme violate;
  • il contesto in cui sono state compiute le violazioni;
  • la qualifica, il ruolo e/o la carica ricoperte dal responsabile;
  • gli effetti e le motivazioni della condotta.

Qualora al soggetto che ha compiuto l’infrazione sia stata applicata una sanzione analoga, prima della nuova sanzione dovrà essere eseguita la precedente; dopodiché seguirà l’esecuzione della seconda sanzione.

Per avere maggiori informazioni sul nuoto agonistico abbiamo intervistato Federico Gross, docente e collaboratore dell’area formazione della Federazione italiana nuoto (Fin), gestore di impianti natatori e direttore responsabile della rivista AQA – Per una nuova cultura acquatica (dedicata alla tecnica e didattica degli sport natatori).

Cos’è il nuoto agonistico?

Il nuoto agonistico è una disciplina sportiva praticata secondo i regolamenti stabiliti dalla Fina (Federazione Internazionale Amatori Nuoto) e recepiti in Italia dalla Federazione Italiana Nuoto (Fin). Il nuoto agonistico si divide fra nuoto in piscina e nuoto in acque libere.

Nuoto agonistico: pro e contro

Il nuoto agonistico è una disciplina straordinariamente formativa per il corpo e per lo spirito: sollecita e modella in modo armonioso l’intera muscolatura e educa all’impegno, alla concentrazione e allo spirito di squadra. E’ una disciplina individuale che viene praticata all’interno di un gruppo di pari con i quali si condividono ore e ore di allenamento. Nuotare a livello agonistico richiede una dedizione totale e la rinuncia a molte “distrazioni”. Il tempo libero è poco, ma se si ama questo sport ciò non costituisce una limitazione. Non esistono controindicazioni una volta che si sia nelle condizioni di superare la visita medica di idoneità.

Nuoto agonistico: come e quando iniziare?

Il nuoto è uno sport che può, e dovrebbe, essere iniziato il prima possibile per raggiungere una piena confidenza con l’acqua che si può acquisire solo iniziando a nuotare da bambini. E’ consigliata una fase di avviamento (6-10 anni), mentre il passaggio dalla scuola nuoto all’agonismo avviene normalmente tra i 10 e i 14 anni.

In che modo la competizione può trasformarsi in una sfida costruttiva?

Le motivazioni primarie al movimento sono il gioco e l’agonismo. La competizione è insita nella nostra natura ed è sempre un’esperienza costruttiva a condizione che si svolga in un contesto equo e nel rispetto delle regole. Da questo punto di vista il nuoto è una disciplina molto rigorosa: il cronometro non mente.

Quante volte a settimana e quante ore bisogna allenarsi? Perché?

Un atleta maturo, quindi a partire dai 18-20 anni, per raggiungere l’eccellenza deve allenarsi due volte al giorno tutti i giorni con la domenica dedicata alle competizioni. Il carico di allenamento cambia significativamente a seconda della specialità, con i velocisti più orientati all’intensità e i fondisti al volume dell’allenamento. Anche il lavoro in palestra cambia in base al tipo di gara e allo stile praticato.

Con quali esercizi è possibile aumentare la resistenza?

I codici di allenamento della Federazione italiana nuoto distinguono vari tipi di resistenza: dalle esercitazioni intorno alla soglia aerobica al massimo consumo di ossigeno. In linea generale, le esercitazioni di resistenza sono caratterizzate da distanze lunghe a velocità moderata, riducendo le distanze e aumentando l’intensità ci si sposta progressivamente dalla resistenza alla potenza aerobica.

Quali sono gli esercizi per l’allenamento della forza con sovraccarichi?

In generale, il nuotatore non allena la forza massima, ma cerca di trovare un equilibrio tra sviluppo della forza attraverso l’ipertrofia muscolare e le necessità di galleggiamento. I nuotatori di alto livello sono uno straordinario equilibrio di forza e leggerezza. Il lavoro sulla forza viene normalmente svolto in palestra, dopodiché ci si sposta in piscina per esercitazioni di trasferimento della forza a secco in acqua, il che ha molto a che fare con la sensibilità.

Perché è consigliabile abbinare l’allenamento in palestra?

Il nuotatore utilizza la palestra per due ragioni, in ordine di importanza:

  • prevenzione degli infortuni, rafforzando le catene cinetiche maggiormente impegnate nella disciplina;
  • aumento della forza muscolare con le limitazioni segnalate nella risposta precedente.

Quali sono gli obiettivi su cui focalizzarsi ed i dettagli da non perdere di vista prima della gara?

Obiettivi e approccio alla gara cambiano molto a seconda dell’età. L’atleta giovane deve gareggiare spesso, con la massima varietà di prove, divertendosi e “imparando a gareggiare”, prendendo confidenza con l’ambiente agonistico e sviluppando una propria routine di avvicinamento e gestione dell’ansia. L’atleta maturo deve curare ogni aspetto della preparazione rispettando scrupolosamente le indicazioni dell’allenatore e evitare qualsiasi comportamento che possa compromettere il raggiungimento delle forma ottimale al momento giusto.

Quali sono i requisiti di partecipazione alle gare?

Per partecipare a una gara organizzata dalla Federazione italiana nuoto è necessario essere tesserati per un’associazione o società sportiva affiliata alla stessa Fin. Il tesseramento prevede il superamento di una visita medica sportiva agonistica. Le competizioni più importanti fissano generalmente dei tempi limite per la partecipazione. Le principali manifestazioni internazionali (europei, mondiali, olimpiadi) fissano un numero massimo di partecipanti per ciascuna nazione in ogni gara. Ad esempio ai giochi olimpici ogni nazione può iscrivere due partecipanti per ogni gara in piscina.

Il nuoto agonistico ha una serie di regole generali e regole specifiche per ciascuno dei quattro stili: stile libero, dorso, rana, farfalla e per la disciplina dei misti (individuali e in staffetta). Il nuoto in acque libere ha un regolamento a sé stante. Il regolamento tecnico è consultabile sul sito della Federnuoto.

Da chi è composta la giuria?

Una giuria è composta dal giudice arbitro, dal quale dipendono le decisioni finali, dai giudici di partenza, avvio e virata. Sono poi presenti i cronometristi che però non fanno parte del gruppo ufficiali gara, ma afferiscono a una Federazione a sé stante (Federazione italiana cronometristi).

Quali sono i casi più comuni in cui un nuotatore può essere squalificato?

Il nuoto è uno sport molto tecnico. Le cause di squalifica sono innumerevoli ed elencate nel regolamento tecnico. Le più comuni sono la partenza anticipata, il cambio irregolare in staffetta, il mancato o incompleto tocco al termine di una vasca.

Come si svolge una competizione?

Ci sono due tipi di manifestazione: a serie o a eliminazione. Nelle competizioni a serie i nuotatori vengono divisi per batterie di 6-8 atleti che gareggiano una sola volta in ciascun evento e la classifica finale è determinata dai migliori tempi conseguiti. Nelle gare a eliminazione ogni atleta gareggia più volte (eliminatorie, semifinali, finale) e la classifica è data dall’ordine di arrivo nella finale. Può accadere che in eliminatoria o in semifinale un atleta consegua un tempo minore del vincitore della finale: una “vittoria morale” ininfluente ai fini della classifica.


note

[1] Art. 27 Regolamento di giustizia sportiva 2016 per recepimento del nuovo Codice giustizia sportiva Coni 2015.

[2] Art. 28 Regolamento di giustizia sportiva 2016 per recepimento del nuovo Codice giustizia sportiva Coni 2015.


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