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Chi può cambiare residenza?

10 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Febbraio 2019



I requisiti e la procedura per spostare il luogo di dimora abituale. È possibile farlo per un periodo di tempo limitato? Bisogna cambiare anche il medico?

Per motivi di lavoro o per motivi familiari, può capitare a chiunque di doversi spostare per un certo tempo da una città all’altra e, quindi, di trovarsi costretto a cambiare residenza. Sarebbe controproducente, infatti, andare a vivere da un’altra parte lasciando la residenza nella vecchia casa: la cassetta della posta scoppierebbe prima o poi di raccomandate, bollette e quant’altro.

Forse non ti sei mai chiesto perché è così importante avere una residenza (che non è la stessa cosa di avere un domicilio). Non si tratta soltanto di un indirizzo da comunicare a chiunque abbia qualcosa da mandarti, dal tuo migliore amico al Fisco, che sicuramente tanto simpatico non ti sta. Avere una residenza significa soprattutto poter godere come cittadino di certi diritti e di determinati benefici. Di conseguenza, sarà altrettanto importante cambiare residenza nel tempo più breve possibile se un giorno dovrai trasferirti altrove. Proprio per non perdere diritti e benefici.

Già, i tempi. Di solito si pensa che in Italia le questioni burocratiche richiedono tanto tempo. Forse in questo caso non è così. Ad ogni modo, è importante sapere anche chi può cambiare residenza, se deve per forza farlo in Comune oppure può guadagnare tempo facendolo online, se presuppone il cambio del medico e a chi si deve comunicare (oltre agli amici). Ecco le risposte che stavi cercando a queste e altre domande sulla residenza.

Residenza: che cos’è?

Per definizione, la residenza è quel luogo in cui un cittadino vive abitualmente, in modo stabile e duraturo al fine di stabilire la propria dimora. Significa che deve abitare in quel posto la maggior parte dell’anno.

È obbligatorio segnalare la residenza all’ufficio anagrafe del Comune si trova l’abitazione scelta dal cittadino a seconda delle proprie esigenze familiari e di lavoro. Questo comporterà l’iscrizione al registro delle persone residenti in quel municipio, il che consente di godere dei diritti e dei benefici previsti per la popolazione: dall’acquisizione dei certificati anagrafici alla possibilità di avere l’acqua potabile, il ritiro dell’immondizia o un’agevolazione fiscale prevista dal Comune.

Cambio di residenza: che cos’è?

Come dicevamo, nessuno è obbligato a restare a vita in un posto. Se lo desidera, può spostarsi altrove e, se prevede di restarci a medio o lungo termine, fare il cambio di residenza. Che significa? Vuol dire semplicemente spostare il proprio luogo di dimora da un Comune ad un altro, oppure dall’estero in Italia. Né più né meno.

Cambio di residenza: chi lo può fare?

Chiunque, allora, è libero di spostarsi di qua e di là e di presentare richiesta di cambio di residenza? Sì, purché sia regolarmente iscritto all’ufficio anagrafe di un Comune italiano oppure all’ufficio anagrafe italiano all’estero, il cosiddetto Aire.

La domanda può essere presentata anche da chi era irreperibile dallo stesso ufficio anagrafe di un Comune italiano.

Altro requisito per poter chiedere il cambio di residenza: il cittadino deve essere maggiorenne. Tuttavia, può presentare domanda per un’intera famiglia (quindi anche per dei bambini) a patto che sia responsabile delle persone che compongono quel nucleo familiare in qualità di genitore, di tutore o altro.

Infine, occorre avere in mano un documento di identità valido, anche se il richiedente è già iscritto all’anagrafe del Comune (curiosamente, quello proprio quello che rilascia la carta di identità).

Cambio di residenza: che cosa serve?

Se devi chiedere un cambio di residenza, è necessario che presenti all’ufficio anagrafe del Comune presso il quale pensi di spostarti una dichiarazione con su scritto:

  • il Comune da cui arrivi, cioè quello in cui hai avuto l’ultima residenza;
  • l’indirizzo in cui si trova la nuova residenza;
  • i tuoi dati personali e quelli delle persone che vivranno con te nella nuova residenza.

Serve anche consegnare copia del tuo documento di identità e di quello delle persone che vivranno con te.

Cambio di residenza: si può fare online?

Se non hai tempo di recarti personalmente in Comune per espletare questa pratica, puoi presentare la domanda per il cambio di residenza per fax, raccomandata o anche online, tramite posta elettronica. A patto che la dichiarazione di cui sopra riporti la firma digitale e che invii in allegato all’anagrafe del nuovo municipio:

  • la Carta nazionale dei servizi (cioè la tessera sanitaria);
  • la richiesta con la copia di un documento di identità e la dichiarazione firmata, vale a dire l’e-mail certificata.

Verrai iscritto al registro delle persone residenti con effetto retrodatato, cioè figurerà la data che risulta sulla dichiarazione inviata e firmata.

Cambio di residenza: bisogna comunicarlo a qualcuno?

Non tutte le cose succedono in automatico. Quando fai un cambio di residenza, non ti basta dire al nuovo Comune: «Salve, da oggi abito qui». Devi anche dirlo ad alcuni soggetti, in modo da ricevere al nuovo indirizzo le opportune comunicazioni che riguardano, ad esempio, le bollette o le tasse da pagare (sarebbe troppo bello potersi nascondere per non riceverle, ma tanto prima o poi ti trovano e devi pagare le sanzioni, quindi non ti conviene).

Ecco, dunque, a chi devi rendere noto il cambio di residenza, oltre all’ufficio anagrafe del Comune in cui ti trasferisci, come abbiamo già spiegato:

  • all’ufficio tasse del nuovo Comune di residenza per il pagamento di Imu, Tasi, Tari, ecc.;
  • giusto per restare in tema, anche all’Agenzia delle Entrate di Torino per il canone Rai;
  • alle società che gestiscono le tue utenze di luce, gas, acqua e telefono: bisogna chiudere le posizioni del vecchio indirizzo ed aprire quelle della nuova casa dove, poi, verranno recapitate le bollette;
  • se possiedi un’auto, devi comunicare i dati della patente e del veicolo al Comune affinché questi li giri alla Motorizzazione Civile e vengano aggiornati il libretto e la carta di circolazione;
  • alla compagnia di assicurazioni, perché potrebbe cambiare l’importo del premio che paghi per la tua polizza auto;
  • al tuo datore di lavoro, in modo che possa continuare a svolgere le pratiche sulle tasse e sui contributi previdenziali per conto tuo;
  • alla banca e alla società che gestisce la tua carta di credito;
  • all’Asl, in modo che ti venga assegnato un nuovo medico di famiglia oppure a quello che hai già nel caso tu lo voglia mantenere (vedi sotto).

Cambio di residenza: devo cambiare il medico?

Stavamo, appunto, dicendo che c’è la possibilità di mantenere lo stesso medico di famiglia anche quando c’è un cambio di residenza, soprattutto ti trasferisci in un Comune tutto sommato vicino a quello in cui hai abitato finora. Sta a te decidere se tenerti lo stesso dottore perché:

  • vuoi mantenere il rapporto di fiducia che hai con lui e la continuità nell’assistenza sanitaria da parte di una persona che già ti conosce e sa dei tuoi problemi;
  • è il medico anche delle persone con cui convivi;
  • ha l’ambulatorio vicino al luogo in cui lavori o nella zona che frequenti, anche se non è la stessa città in cui abiti;
  • ti ha prescritto una terapia per una patologia cronica documentata o per un’invalidità civile e vuoi che sia lui a proseguirla;
  • è per te la scelta più comoda da ogni punto di vista.

Se i presupposti sono questi e vuoi mantenere il tuo medico di famiglia, devi fare la cosiddetta scelta in deroga. Si tratta di una richiesta all’Asl per avere come medico di base un dottore che opera in un territorio diverso da quello di residenza, sia all’interno della stessa Asl sia in un’Azienda sanitaria diversa.

Se il medico di famiglia a cui vuoi restare legato dopo il cambio di residenza si trova in una zona limitrofe a quella in cui ti sei trasferito, l’Asl accetta di norma la richiesta senza porre troppi ostacoli. Se, però, il dottore si trova più lontano, cioè in un territorio non limitrofo, allora ci vorrà il parere del Comitato aziendale dell’Asl. Nel frattempo, ti verrà consegnato un documento di assistenza con l’assegnazione provvisoria del medico scelto. Se il Comitato dà parere positivo, sei a posto. Altrimenti, ti verrà comunicato il diniego alla tua richiesta via raccomandata e ti verrà revocato il medico. Dovrai sceglierne uno nuovo.

Devi tenere, comunque, conto di due cose. Se mantieni lo stesso medico di famiglia, questi non sarà tenuto a fare delle visite a domicilio nel caso in cui tu non possa recarti nel suo ambulatorio (ad esempio perché hai 39 di febbre e non te la senti di uscire di casa). L’altro aspetto importante riguarda il numero di assistiti assegnati ad un medico. La scelta in deroga, infatti, non può superare una percentuale del tetto massimo di utenti. Per esempio, in Lombardia le scelte in deroga non possono superare il 5% del massimale di 1.500 assistiti per ogni medico di base. Questo significa che tu dovresti avere posto in quel 5% per poter mantenere il tuo medico.

Cambio di residenza: quanto tempo ci vuole?

Veniamo ai tempi per ottenere un cambio di residenza. Innanzitutto, da quando ti trasferisci nella tua nuova casa hai 20 giorni di tempo per recarti all’ufficio anagrafe del Comune a presentare la richiesta di iscrizione al registro. Nell’arco di pochi giorni riceverai una visita di un vigile urbano, il quale accerterà la tua effettiva residenza nel luogo che hai indicato.

Dal 2012 esiste quello che si chiama «cambio di residenza in tempo reale», grazie ad una legge [1] che accorcia i tempi di questa pratica. In sostanza, una volta che ti sei recato all’anagrafe entro 20 giorni dal trasferimento nella nuova casa ed hai compilato le opportune dichiarazioni trascorrono:

  • 48 ore entro le quali l’anagrafe provvede alle variazioni richieste;
  • 90 giorni entro i quali devi comunicare eventuali dati mancanti nella richiesta di cambio di residenza.

Cambio di residenza: esiste quello temporaneo?

Può succedere che tu abbia bisogno di trasferirti solo per un periodo di tempo per poi tornare nella casa dove hai sempre abitato. Per motivi di lavoro, per studio oppure perché hai un parente ricoverato che deve seguire una terapia lunga ed ha bisogno di assistenza. Tuttavia, in quei mesi in cui starai fuori ti servirà stabilire la residenza nel luogo in cui ti troverai. È possibile?

La risposta è sì. Esiste un cambio di residenza temporaneo fattibile grazie ai registri della popolazione temporanea presenti nelle anagrafi comunali. Iscrivendoti a questo registro eviterai che il tuo Comune, quello dove hai l’effettiva residenza, ti cancelli dall’anagrafe.

Il periodo di residenza temporanea non può superare i 12 mesi. Se così fosse, bisognerebbe fare un vero e proprio cambio di residenza.

Chi può richiedere il cambio di residenza temporaneo?

Possono avere il cambio di residenza temporaneo:

  • i cittadini italiani che vivono nel nuovo Comune da almeno 4 mesi;
  • i cittadini extracomunitari che risiedono all’estero oppure in un altro Comune italiano e che vivono nel nuovo Comune da almeno 4 mesi;
  • i cittadini comunitari che risiedono all’estero o in un altro Comune italiano e che vivono nel nuovo Comune da almeno 3 mesi.

Come ottenere il cambio di residenza temporaneo

Chi ha i requisiti sopra elencati e vuole ottenere un cambio di residenza temporaneo deve presentare domanda all’ufficio anagrafe del nuovo Comune compilando il modulo messo a disposizione sul sito web del Municipio o negli stessi uffici comunali.

Nella richiesta occorre indicare:

  • i tuoi dati anagrafici (data e luogo di nascita, professione, stato civile, luogo di residenza, ecc.);
  • il motivo per il quale chiedi il cambio di residenza temporaneo (lavoro, studio, assistenza ad un parente, ecc.);
  • l’indirizzo del luogo in cui ti stabilisci in quel periodo di residenza nel nuovo Comune ed in cui abiti da non meno di 4 mesi (3 mesi per i cittadini Ue).

Occorre allegare copia del documento di identità e del codice fiscale. Nel caso dei cittadini stranieri possono essere richiesti altri documenti come copia del contratto di lavoro, del permesso di soggiorno, della tessera sanitaria europea, ecc.

Questa richiesta va presentata anche per eventuali altri membri del nucleo familiare che si trasferiscono con te e viene accettata dopo le opportune verifiche da parte del Comune.

La procedura è gratuita.

A questo punto, la palla passa al Vigili urbani, che faranno l’opportuno accertamento sulla tua dimora effettiva nel luogo che hai indicato. Ottenuta l’iscrizione, possono esserti richiesti solo attestazioni dal Comune in cui hai la residenza temporanea. I certificati, invece, vanno richiesti al Comune di residenza effettiva.

Come riavere la vecchia residenza

Finito il periodo in cui si è reso necessario un cambio di residenza temporaneo, puoi presentare un’istanza di cancellazione all’ufficio anagrafe del Comune in cui ti trovi. Dovrai riportare anche qui i tuoi dati personali, il luogo di dimora abituale e la formale richiesta di cancellazione dal registro dei residenti temporanei.

note

[1] Legge n. 35/2012.


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4 Commenti

  1. Scusate ho un dubbio. le persone senza una casa dove possono stabilire la loro residenza? se uno vive in uno scantinato può avere la residenza lì?

    1. Trovarsi senza residenza è un grave problema: il rischio è quello di vedersi privati di importantissimi diritti, come quello all’assistenza sanitaria, ma anche del diritto ad aprire una partita iva o a godere di prestazioni previdenziali o sociali. Per ovviare a questa grave situazione, la legge dice che le persone senza fissa dimora possono ottenere una residenza anagrafica vincolata al possesso di un domicilio, cioè di un posto dove si vive in maniera stabile ma che non deve per forza essere un’abitazione: può trattarsi, infatti, di una stazione ferroviaria, di una panchina in un parco, di una via, di uno scantinato. Secondo la Corte di Cassazione, l’iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l’ufficiale d’anagrafe: pertanto, la natura del posto in cui si vive non può essere un impedimento per l’iscrizione all’anagrafe di un Comune.

  2. Come posso ottenere la residenza se non ho dimora fissa? Grazie la legge per tutti per le vostre notizie utili e interessanti

    1. Per ottenere la residenza, una persona senza fissa dimora, al momento dell’iscrizione anagrafica, deve fornire all’ufficio anagrafe del Comune tutti gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio. Come detto sopra, il domicilio può essere fissato anche in una via inesistente, la quale però avrà una rilevanza giuridica: ogni Comune, infatti, possiede un elenco di indirizzi fittizi che possono essere scelti dalle persone senza fissa dimora per stabilire la propria residenza. Se non v’è un posto ove si risiede in maniera un po’ più duratura, è possibile chiedere di fissare la propria residenza nel Comune di nascita, individuando, come detto sopra, il luogo ove si fisserà il domicilio (una strada, un edificio abbandonato, una via fittizia, ecc.).

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