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Alberi di alto fusto del vicino: distanza dal confine

9 Marzo 2019 | Autore:


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Circa 15 anni fa ho acquistato con mia moglie una casa con dei pini piantati a 3 mt dal confine. Successivamente il nostro vicino ne ha piantati altri a formare ormai una gigantesca “siepe” alta circa 20 mt di pini i cui rami sono ormai a confine e ci tolgono luce (ormai in cucina dobbiamo accendere sempre la luce) e se dovessero cadere arriverebbero sulla nostra casa. Posso farli abbassare?

A seguito del quesito posto è opportuno esporre quanto segue:

Alberi di alto fusto: distanza

La distanza delle piante dal confine è principalmente disciplinata dai regolamenti comunali, pertanto è buona regola informarsi presso il comune di appartenenza in cui è ubicato il terreno, dove sono poste le piante. Se come frequentemente avviene, non ci sono regolamenti comunali in merito o usi locali che governano la materia, è la legge [1] a stabilire quali sono le distanze minime da rispettare a questo proposito.

Ebbene, in particolare, per gli alberi di alto fusto, la distanza dal confine deve essere di tre metri Se c’è un muro divisorio, le predette distanze dovranno essere rispettate soltanto se la pianta in questione supera, in altezza, il muro divisorio.

In conclusione se le piante risultano presenti ad una distanza inferiore a quella prevista dalla normativa, il proprietario confinate ne può richiedere l’estirpazione davanti al giudice ordinario [2].

Alberi di alto fusto: i rami protesi nel fondo altrui

Soprattutto in presenza di alberi di alto fusto, anche se posti a distanza regolamentare, accade frequentemente che lo sviluppo incontrollato della pianta porti la stessa a protendersi nel fondo confinante.

In questo caso, i rami invadenti dovranno essere tagliati.

Si tratta di un obbligo a carico del proprietario del fondo ove è piantato l’albero, esplicitamente previsto dalla legge [3] e legittimato anche da quanto espresso in merito dalla Suprema Corte di Cassazione.

In particolare, secondo quest’ultima [4]:

– Il vicino, proprietario dell’albero invadente, non potrà mai esimersi da questo obbligo neanche trascorsi vent’anni, senza che il vicino invaso abbia detto nulla. In termini tecnici, si dice che non potrà mai maturare l’usucapione a riguardo;

– la presenza di un muro divisorio ed il rispetto della distanza dal confine, non legittima in alcun modo l’invasione dei rami nel fondo altrui;

– i due vicini potrebbero, comunque accordarsi in senso contrario. In termini tecnici, potrebbero concordare una servitù che preveda il diritto di protendere i rami dell’albero nel fondo altrui.

Alberi di alto fusto: il diritto di veduta

Come già citato in precedenza, in materia di alberi di alto fusto, la legge disciplina la distanza dal confine e l’obbligo di tagliare i rami che invadono il fondo altrui, ma nulla dice in merito all’altezza che le predette piante possono raggiungere e sulle conseguenze che ne derivano, in termini di visuale e luce, al fondo confinante.

Ebbene, a questo proposito, è altresì intervenuta la Cassazione [5], la quale ha precisato che l’eventuale diritto di veduta a favore del proprietario del fondo “ostruito” dalle piante alte, in base al quale potrebbe pretenderne il taglio/abbassamento, sussiste solo:

– in presenza di una servitù, tecnicamente denominata con il termine latino di servitus altius non tollendi, concordata e sottoscritta in tal senso tra i due proprietari;

– in presenza di un diritto acquisito per usucapione ultraventennale, dove quindi il proprietario del fondo ostruito nella visuale dagli alberi cresciuti eccessivamente, ha maturato un diritto di veduta, in tal caso frustrato dalla descritta crescita, e fondato su opere visibili e permanenti che ne giustificherebbero l’esercizio.

In mancanza dei descritti presupposti, l’altezza eccessiva degli alberi di alto fusto, se posti a distanza regolamentare dal confine e non invadenti coi rami il fondo altrui, non potrà essere oggetto di una legittima richiesta formale di taglio al proprietario del fondo, ove le predette piante sono ubicate.

CASO CONCRETO

Nel caso specifico, non sembrerebbero esserci a parere dello scrivente i presupposti per imporre al vicino del lettore il taglio/abbassamento delle descritte piante, per le seguenti ragioni:

– esse sono poste a distanza regolamentare dal confine;

– i rami per quanto protesi, sembrerebbero non ancora invadenti la sua proprietà;

– non è stata concordata tra le parti alcuna servitù che potesse limitare la crescita in altezza dei suddetti alberi né sono ricorrenti i presupposti di eventuale usucapione di tale diritto, se non altro perché il lettore parla di un immobile acquistato da soli 15 anni e con le piante già presenti all’atto dell’acquisto (anche se, all’epoca, meno sviluppate in altezza).

Pertanto, al lettore non resta che segnalare al suo vicino, solo il potenziale pericolo rappresentato da questi alberi, vista l’eccessiva altezza dei medesimi ed in prospettiva di un’eventuale caduta delle piante o dei rami delle stesse, con tutte le conseguenze del caso, invitandolo al taglio e/o potatura dei predetti alberi, eventualmente anche in altezza.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Art. 892 cod. civ.

[2] Art 894 cod. civ.

[3] Art. 896 cod. civ.

[4] Cass. civ. sent. n. 14632/2012.

[5] Cass. civ. sent. n. 2973/2012


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