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Si possono svolgere insieme due lavori part time?

9 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Marzo 2019



Sono un medico dipendente a tempo indeterminato della ASL. Ho una laurea in informatica e collaboro da 6 anni a titolo volontario e gratuito con l’Università in progetti nell’ambito dell’Informatica medica. Sono coautore di diversi lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali di Informatica ed informatica medica. Poiché assisto mia madre, che è emiparetica a causa di un ictus ed abita con mio padre infartuato sul mio stesso pianerottolo, dallo scorso anno ho chiesto di effettuare l’orario di lavoro in part-time di tipo misto (60% dell’orario previsto in 4 giorni rispetto ai 5 giorni del tempo pieno). La richiesta è stata effettuata per il periodo di un anno e se non la rinnovo terminerà il 31/5/2019. Dall’Università mi è stata prospettata la possibilità di compensare la mia partecipazione a nuovi progetti. Posso, effettuando il part time per prestare assistenza ad un familiare, ricevere compensi per altre attività? Se si, quali potrebbero essere le forme di rapporto con l’Università?

Innanzitutto ad analizzare la compatibilità del lavoro a tempo parziale del lettore, con altre attività retribuite. La regola generale prevede che sia possibile avere due lavori part-time contemporaneamente, prestando attenzione ad alcuni accorgimenti. 

Sulla questione riguardante la legittimità dello svolgimento di due lavori part-time, occorre richiamare la giurisprudenza di merito (sentenza n. 13196/2017) che prevede espressamente come “sarebbe nulla una previsione regolamentare che riconoscesse al datore di lavoro un potere incondizionato di incidere unilateralmente sul diritto del lavoratore in regime di part-time di svolgere un’altra attività lavorativa”. 

È chiaro, dunque, come il cumulo di due o più rapporti di lavoro part-time non sia oggetto in se stesso di alcuna sanzione. Ancor di più, non è possibile al datore di lavoro negare in via assoluta al proprio dipendente l’esercizio di un altro lavoro. 

Detto ciò, occorre verificare che le due attività siano conciliabili, sia sotto il profilo dell’orario sia da un punto di vista di fedeltà e di non concorrenza. 

In particolare, la prima delle due condizioni necessarie per svolgere due lavori part-time è fissata, sia dal limite fisico necessario per il riposo sia (e soprattutto) dal limite di 48 ore di lavoro settimanale che un singolo lavoratore può svolgere, ivi inclusi gli straordinari. 

Inoltre, per un lavoratore che abbia due lavori part-time vige l’onere di comunicare ai datori di lavoro l’ammontare delle ore in cui può prestare la propria attività nel rispetto dei limiti sull’orario indicati. Il datore di lavoro deve infatti garantire al lavoratore part-time il rispetto: 

– della durata massima settimanale (o media nel periodo di riferimento) della prestazione; 

– del diritto al riposo settimanale (almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni); 

– del diritto al riposo giornaliero (11 ore consecutive ogni 24 ore). 

La seconda accortezza a cui il lavoratore deve prestare attenzione nel caso di doppio lavoro come con due lavori part-time è quello relativo alla fedeltà nei confronti del datore di lavoro. Il lavoratore infatti che cumula più attività non può: 

– “trarre affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio” (art. 2105 c.c.). 

Chiarito l’ambito di compatibilità tra le due attività, è ora necessario individuare quali siano le forme di rapporto di lavoro percorribili nel caso di specie. Purtroppo, molte delle soluzioni più semplici (come ad esempio, il lavoro autonomo occasionale o il contratto di collaborazione coordinate e continuative) non possono essere applicati, per legge, con Enti pubblici. Ciò restringe fortemente il campo di utilizzo degli istituti contrattuali adoperabili, propendendo – a parere di chi scrive – per un’ulteriore contratto a tempo parziale nel rispetto delle condizioni di cui sopra. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 


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