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Eredità: che fare se nessun erede vuole aprire la successione

9 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Marzo 2019



Dopo la morte di mia madre di pochi mesi fa è rimasto in eredità il suo immobile. Non vi è testamento. Io e i miei 6 fratelli/sorelle oltre ad aver perso quasi tutti i contatti tra di noi, siamo in disaccordo sull’immobile. Nessuno ha voluto prendersi cura della successione, verificare debiti e l´immobile è stato abbandonato da tutti. Quale possibilità c’è per la procedura della successione e la vendita dell´immobile essendo tutti in disaccordo? Si può nominare un amministratore? Come posso/dovrei reagire io?

In base agli articoli 28 e 31 del decreto legislativo n. 346 del 1990 (Testo unico che disciplina l’imposta sulle successioni e sulle donazioni) se nell’eredità è presente un bene immobile, come nel caso di specie, tutti i chiamati all’eredità, cioè tutti e 7 i fratelli/sorelle, sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro il termine di dodici mesi dalla morte della persona della cui successione si tratta (cioè della loro madre).

Per la legge, quindi, tutti i fratelli e sorelle del lettore, questi stesso compreso, sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione, ma è comunque sufficiente che la dichiarazione di successione sia presentata anche soltanto da uno dei fratelli entro il termine di dodici mesi.

Fatta questa premessa, può dirsi anche che se al lettore non interessa ereditare la sua quota dell’immobile e, soprattutto, se non vuole ereditare anche i debiti di sua madre, questi deve rinunciare all’eredità (si sottolinea che non si può rinunciare solo in parte all’eredità: o si accetta tutto, debiti compresi, o si rinuncia a tutto, quota dell’immobile compreso).

La rinuncia all’eredità si fa recandosi da un notaio oppure dal cancelliere del tribunale del luogo dove la madre del lettore è deceduta (l’atto di rinuncia viene poi iscritto nel registro delle successioni del tribunale).

Per il lettore gli effetti della rinuncia all’eredità sono i seguenti:

– non diventerà proprietario della quota dell’immobile di sua madre;

– non erediterà nemmeno i debiti di sua madre;

– non sarà più obbligato a presentare la dichiarazione di successione se la sua rinuncia all’eredità sarà avvenuta prima che siano passati dodici mesi dalla morte di sua madre (dovrà

però comunicare all’Agenzia delle Entrate con raccomandata a.r. la sua rinuncia allegando copia autentica della dichiarazione di rinuncia all’eredità);

– se il lettore ha figli, i suoi figli subentrano al suo posto ed erediteranno l’immobile e i debiti di sua madre a meno che non decidano anche loro di rinunciare dopo del lettore all’eredità di sua madre;

– se invece il lettore non ha figli, la quota della sua eredità (compresi i debiti) andrà ad accrescere le quote dei suoi fratelli (ovviamente anche tutti i suoi fratelli e sorelle possono rinunciare alle loro quote di eredità).

Se, invece, il lettore vuole avere più tempo per decidere se accettare l’eredità o rinunciare all’eredità, è possibile chiedere al tribunale la nomina di un curatore della cosiddetta eredità giacente (articoli 528 e seguenti del Codice civile).

La nomina del curatore dell’eredità giacente può chiederla anche il lettore (con l’assistenza di un legale).

Per poter nominare un curatore dell’eredità giacente è comunque necessario che nessuno dei 7 fratelli e sorelle abbia accettato l’eredità e che nessuno dei 7 fratelli e sorelle abbia preso il possesso dell’immobile o di altri eventuali beni che fanno parte dell’eredità.

Il curatore, se il tribunale deciderà che sia necessario nominarlo e che ci siano le condizioni per la nomina, provvederà ad amministrare l’eredità (sotto la sorveglianza del tribunale) cioè a pagare i debiti ereditari anche, se necessario, vendendo i beni mobili e immobili compresi nell’eredità.

Se la richiesta di nomina di un curatore viene fatta al tribunale prima che siano passati dodici mesi dalla morte della madre del lettore, la dichiarazione di successione la dovrà presentare il curatore dell’eredità e non più i sette fratelli (occorre però comunicare all’Agenzia delle Entrate con raccomandata a.r., prima che siano passati dodici mesi dalla morte della madre del lettore, di avere presentato istanza al tribunale per la nomina di un curatore dell’eredità allegando copia dell’istanza di nomina autenticata dal cancelliere del tribunale).

Il curatore avrà poi dodici mesi per presentare la dichiarazione di successione dal momento in cui gli sarà stata ufficialmente comunicata la sua nomina.

Si sottolinea che la nomina del curatore dell’eredità può avvenire soltanto se tutti i fratelli non hanno ancora accettato l’eredità e se nessuno di loro ha preso possesso dei beni dell’eredità.

Infine, si evidenzia che anche se viene nominato un curatore dell’eredità giacente tutti i fratelli, se non hanno mai preso possesso dei beni dell’eredità, devono sempre decidere se accettare o rinunciare all’eredità e che finché c’è un curatore è chiaro che i sette fratelli non possono decidere di vendere l’immobile (la decisione spetta al curatore sotto la sorveglianza del tribunale).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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