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Inps: pensione di reversibilità e indennità di invalidità civile

16 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Marzo 2019



Mia madre ha 90 anni ed è invalida civile al 100% con indennità di accompagno ed indennità per ciechi parziali. Fino allo scorso 2018 ha percepito la pensione di reversibilità come vedova di 1279,98 euro lordi per un totale annuo di 15.358,56, oltre alla indennità di accompagno di euro 516,35 e ad altre due indennità di euro 209,51 ed euro 282,35. Dal mese di gennaio 2019 la pensione di reversibilità è di euro 1293,95 con un totale annuo di euro 15.527,40, l’indennità di accompagno di euro 517,84 ma è sparita l’indennità di euro 282,35 mentre l’altra indennità è di euro 210,61. Esiste un errore di conteggio da parte dell’Inps o c’è qualche altra motivazione per la revisione apportata? 

Dai dati inviati dal lettore si evince che la situazione pensionistica di sua madre nel passaggio dal 2018 al 2019 non avrebbe dovuto subire alcuna variazione se non quella della semplice rivalutazione annua prevista per legge. 

Pertanto nel corso del 2019 dovrebbe spettarle quanto segue: 

– la pensione di reversibilità per un importo pari ad € 1.293,95; 

– l’indennità di accompagno per un importo pari ad € 517,84;

– l’indennità di invalidità civile al 100% per cecità parziale per un importo pari ad € 285,66; 

– indennità speciale ventesemisti per un importo pari ad € 210,61.

Infatti unico motivo ostativo per non fruire della indennità di invalidità civile al 100% per cecità parziale è quello del superamento del limite di reddito annuo personale di euro 16.814,34. 

Nella determinazione del reddito sono valutabili i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali. Non entra quindi nella valutazione del reddito l’importo stesso della prestazione di invalidità, le rendite Inail, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento nonché i redditi soggetti assoggettabili ad imposta sostitutiva dell’Irpef. Al riguardo occorre ricordare che anche la casa di abitazione è stata recentemente dispensata dalla valutazione del reddito. 

Per come affermato dal lettore, percependo l’assegno di euro 1.296,95 sua madre non supererà tale limite imposto. 

Per quanto sopra si ritiene che nella erogazione di quanto dovuto l’Ente Previdenziale abbia commesso un errore di valutazione e conseguenziale erogazione del dovuto che il lettore potrà contestare attraverso un Ente di patronato o per mezzo del PIN dispositivo di sua madre se ne è in possesso. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Maria Anna Galimi 


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