Diritto e Fisco | Articoli

Inps: ricongiunzione, totalizzazione e cumulo gratuito

16 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Marzo 2019



Sono un fisioterapista libero professionista. Dal 1980 al 1992 compreso ho lavorato come dipendente in ospedale. Dal 1993 ad oggi presso il mio studio da libero professionista. Sono iscritto alla gestione separata dal 1996 (prima non c’era l’obbligo) ad oggi. Come devo comportarmi per avere un’unica pensione, totalizzazione, ricongiunzione o cumulo? Sono operazioni che si possono fare fin d’ora? Quale mi conviene? 

Il sistema previdenziale italiano prevede in favore dei lavoratori che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua, degli strumenti in grado di ricongiungere i contributi versati in diverse gestioni previdenziali. 

Si parla, in particolare, della ricongiunzione, della totalizzazione e del recente cumulo gratuito. 

Tali strumenti, che hanno caratteristiche differenti, consentono in pratica a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione. 

Analizzando nello specifico l’istituto del cumulo gratuito, disciplinato dall’articolo, 1, comma 239 della legge 228/2012, e successivamente rivisitato dall’articolo 1, co. 195 della legge 232/2016, consente al lavoratore la possibilità di cumulare i periodi assicurativi accreditati presso differenti gestioni, senza oneri a carico del lettore, per il riconoscimento di un’unica pensione da liquidarsi secondo le regole di calcolo previste da ciascun fondo e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento. 

Per quanto concerne i requisiti e condizioni per accedere al cumulo gratuito è necessario che: 

– il cumulo deve interessare tutti e per intero i periodi contributivi non coincidenti accreditati presso le diverse gestioni assicurative menzionate (non è possibile, in altri termini, un cumulo parziale cioè diretto a valorizzare solo la contribuzione in alcune gestioni); 

– gli assicurati non risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto in una delle gestioni interessate dal cumulo stesso; 

– l’assicurato non abbia accettato la ricongiunzione (richiesta ai sensi della legge 45/1990); 

– abbia cessato l’attività professionale. Dunque, è molto importante che la domanda si presenta dopo aver cessato l’attività professionale, se si è in possesso di tutti i requisiti previsti. 

La domanda deve essere presentata all’ultimo ente pensionistico presso il quale si è iscritti o si è stati iscritti (nel caso specifico all’INPS). Quest’ultimo attiverà il procedimento per riunire gli altri contributi versati nell’ex Gestione Inpdap (ora confluita nell’INPS). Dunque, il pagamento della pensione sarà a carico dell’Inps, che calcolerà i pro-quota della Gestione ex Inpdap e Gestione separata. Dunque, l’importo del trattamento deriva dalla somma dei diversi spezzoni di pensione ciascuno determinato, secondo i criteri delle diverse gestioni previdenziali coinvolte nel cumulo, in rapporto ai rispettivi periodi d’iscrizione maturati sulla base alle rispettive regole di calcolo. Il trattamento viene versato a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. 

A seguito delle modifiche apportate dalla legge 232/2016 attraverso il cumulo dei periodi assicurativi è possibile conseguire sia la pensione di vecchiaia che la pensione anticipata al perfezionamento dei requisiti previsti dalla Legge Fornero per i lavoratori nel sistema misto (come nel caso di specie). Quindi, è possibile conseguire la pensione anticipata a: 

– 42 anni e 10 mesi per il 2019; 

– mentre la pensione di vecchiaia è possibile conseguirla a: 

– 67 anni per il 2019, con 20 anni di contributi minimi. 

È possibile accedere eventualmente con anche alla c.d. “quota 100” (62 anni d’età più 38 anni di contributi), da maturare nel triennio 2019-2021. 

In definitiva, l’istituto del cumulo gratuito è un’opzione che dovrà essere esercitata al momento della pensionamento, in quanto richiede la cessazione dell’attività professionale. La pensione di vecchiaia decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio


scarica un contratto gratuito
Creato da avvocati specializzati e personalizzato per te

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA