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Residenza senza contratto di affitto

27 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Febbraio 2019



Si può chiedere la residenza senza un regolare contratto di locazione? Cosa dice la legge? Si può ottenere la residenza con un comodato gratuito?

Chi non ha una casa di proprietà è spesso costretto a cambiare dimora e a traslocare qualora il contratto di affitto non venga rinnovato (per volontà propria o del proprietario dell’immobile). Capita altrettanto di frequente che il trasferimento non avvenga all’interno dello stesso Comune, ma al di fuori di esso, con obbligo pertanto di modificare la propria residenza. Lo spostamento da un paese all’altro è spesso dovuto a ragioni lavorative; talvolta, invece, a motivi familiari. Ad ogni modo, ogni volta che si va ad abitare in un altro Comune occorre fare il cambio di residenza: la residenza, infatti, è importante per tantissimi motivi, tipo per l’assegnazione del medico di base, l’iscrizione nelle liste elettorali, il godimento dei servizi erogati dall’azienda sanitaria locale, ecc. Cosa accade, però, se decidiamo di andare a vivere in un appartamento senza regolare contratto di locazione? In altre parole, se viviamo in affitto irregolarmente, possiamo chiedere il cambio residenza? Se anche tu ti stai ponendo questi quesiti, ti invito a proseguire nella lettura del presente articolo: ti spiegherò se è possibile la residenza senza contratto di affitto.

Chiedere residenza senza contratto: cosa dice la legge?

Si può chiedere la residenza senza avere un regolare contratto di affitto? La legge, al fine di combattere il diffuso fenomeno dell’occupazione abusiva degli immobili, dice che chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge [1].

Sul punto, quindi, l’ordinamento giuridico è piuttosto chiaro: non si può fissare la residenza in un determinato Comune se si vive in un immobile senza regolare titolo. Per titolo si intende non solo il contratto di locazione, ma anche quello di comodato, se l’abitazione è concessa gratuitamente per un limitato periodo di tempo, ovvero una donazione che ne concede addirittura la proprietà, un testamento, un contratto di compravendita, ecc.

Residenza: si può chiedere senza contratto di affitto?

Da quanto appena detto possiamo subito evincere la risposta alla domanda di fondo di questo articolo, e cioè se è possibile la residenza senza contratto di affitto: la risposta è negativa, in quanto il contratto di locazione è il titolo che giustifica l’occupazione dell’immobile. La legge dice che i contratti di locazione di immobili adibiti ad uso abitativo deve essere fatto per iscritto; non solo: il contratto di affitto, una volta redatto, per essere valido deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Un contratto di locazione stipulato per iscritto e non registrato sarebbe nullo e, pertanto, non giustificherebbe una richiesta di cambio di residenza.

In sintesi, quindi, la residenza senza contratto di affitto non è possibile: per essere in regola, occorre che l’accordo sia stipulato per iscritto e che lo stesso sia poi regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Solamente presentando al Comune il contratto rispettoso di queste norme di legge potrai ottenere la residenza. Tra l’altro, ricorda che la regolarità dell’occupazione dell’immobile ti servirà non soltanto per la residenza, ma anche per l’allaccio delle utenze: in questa circostanza, però, la prova potrà essere fornita mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Residenza: serve il contratto di comodato?

La residenza senza contratto di fitto è possibile quando si occupa un immobile a diverso titolo: classico esempio è quello del comodato, cioè di quel negozio giuridico che consente di godere di un bene altrui in maniera gratuita [2]. A differenza del contratto di locazione di immobile ad uso abitativo, per il comodato la legge non prevede l’obbligo di registrazione a pena di nullità: pertanto, sarà possibile anche presentare una semplice copia affinché il Comune provveda ad accordare la residenza. La prassi, tuttavia, si orienta in senso contrario, poiché quasi tutti gli Enti chiedono, per ottenere la residenza, che il contratto di comodato presentato sia anche registrato.

A rigore, bisogna precisare che il contratto di comodato potrebbe anche essere concluso verbalmente: in altre parole, la forma scritta non è requisito di validità. Se il bene immobile è dato in comodato d’uso dietro accordo meramente verbale (accade spesso tra genitori e figli), la registrazione è richiesta solo se il comodato è enunciato in un altro atto soggetto a registrazione. È comunque possibile registrare i contratti di comodato d’uso gratuito di immobili stipulati verbalmente se ciò è necessario per beneficiare dell’agevolazione Imu e Tasi prevista dalla legge.

note

[1] Art. 5 legge n. 80/2014.

[2] Art. 1803 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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