Diritto e Fisco | Articoli

Locazione: che fare se l’inquilino installa una stufa a metano

16 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Marzo 2019



Il mio inquilino ha installato una stufa a metano. Esiste un’apertura sul muro esterno per far affluire l’aria necessaria al buon funzionamento, ma lui l’ha chiusa con un cartone. L’ho sollecitato a tenere libera l’apertura facendogli presente il pericolo a cui va incontro. Io non posso verificare giornalmente se rispetta la normativa. Cosa devo fare per non essere coinvolto un domani in caso di un eventuale incidente?

Innanzitutto si consiglia al lettore di verificare se nel contratto di locazione è stata inserita una clausola per vietare all’inquilino di realizzare installazioni potenzialmente pericolose senza il consenso espresso del proprietario: se fosse stata inserita una clausola di questo tipo e l’inquilino l’avesse violata (installando la stufa senza il consenso del lettore) il lettore avrebbe oggi il potere di chiederne immediatamente la rimozione e/o anche la risoluzione del contratto se fu espressamente prevista la risoluzione per la violazione del divieto.

Se, invece, una clausola di questo tipo non esistesse nel contratto di locazione, si consiglia al lettore di richiedere al suo inquilino il libretto di istruzioni relativo alla stufa a gas metano che lui ha installato (oppure di cercare il libretto presso il rivenditore o anche attraverso Internet avendo a disposizione il nome del modello e la marca della stufa).

Nel libretto, infatti, sono indicate le modalità di installazione e di utilizzo della stufa e il lettore, leggendole, potrà verificare se il suo inquilino abbia rispettato e stia rispettando le istruzioni per una corretta installazione e per un corretto utilizzo della stufa.

Se l’installazione e l’utilizzo della stufa non fossero conformi alle istruzioni indicate nel libretto, è chiaro che a quel punto il lettore potrà inviare al suo inquilino (e per conoscenza anche all’eventuale amministratore condominiale) una formale lettera di diffida (anche a mezzo di avvocato) affinché l’inquilino ponga immediatamente in essere tutte le attività necessarie per realizzare una installazione e/o un uso corretto della caldaia così come indicato nel libretto fornito dalla casa costruttrice.

Nel caso in cui nemmeno la diffida risultasse utile per convincere l’inquilino a provvedere a correggere eventuali difformità nell’installazione e/o nell’uso della caldaia, non resterebbe al lettore che ricorrere al giudice (ovviamente con l’assistenza di un avvocato) se l’installazione della caldaia e/o il comportamento dell’inquilino nell’uso della caldaia fossero tali da mettere seriamente e gravemente in pericolo innanzitutto la sicurezza dell’appartamento di sua proprietà.

In casi simili a quello in esame, la strada percorribile sarebbe quella dell’azione cosiddetta di danno temuto (prevista dall’articolo 1172 del Codice civile) che consente al proprietario di un bene (che tema che la sua proprietà stia per subire un grave danno da un’altra cosa) di chiedere al giudice che vengano ordinate al responsabile della situazione di pericolo tutte le misure più opportune per evitare che il danno si verifichi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA