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Sinistro stradale e riparazione dell’auto senza assicurazione

16 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Marzo 2019



Mia moglie ha tamponato in retromarcia ad un semaforo, mentre era alla guida della mia vettura, l’auto retrostante. Piccolo impatto, danni lievi, nessun ferito. Poiché era evidente il fatto, ho scelto di non chiamare i vigili urbani e di non fare denuncia di sinistro alla mia assicurazione. Ho convenuto con la controparte di pagare io la riparazione alla vettura danneggiata (Porsche Cayenne). Poiché ho una partita IVA ed il danno risultante era di € 1.050,00 , ho voluto liquidare l’ officina riparatrice con un bonifico bancario a fronte di una fattura che è mi è stata emessa. Pertanto io ho pagato la riparazione di un bene (la Porsche) che non mi appartiene. Come posso fare per documentare in modo certo quello che mi pare comunque un conferimento di denaro ad un terzo?

La legge, cioè gli articoli 19 e 21 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, stabilisce che la fattura deve essere intestata al soggetto a cui favore viene resa la prestazione indipendentemente da chi poi abbia effettivamente pagato la prestazione e che la detrazione dell’Iva spetti soltanto a chi fruisce della prestazione e non spetti, invece, a chi effettivamente ha pagato.

Nel caso specifico, quindi, la fattura andava intestata al proprietario della autovettura riparata e non al lettore e solo al proprietario dell’autovettura sarebbe spettato detrarre l’Iva e non eventualmente al lettore.

Era comunque possibile indicare, nella stessa fattura intestata al proprietario della autovettura riparata, che il pagamento era avvenuto da parte di altro soggetto specificando i dati identificativi del pagatore (cioè il lettore).

Quindi, considerata la situazione descritta dal lettore, per poter avere una prova del fatto che è stato lui a pagare all’autofficina il prezzo della riparazione dell’autovettura ci sono le seguenti alternative:

– attraverso la causale del bonifico effettuato dal lettore (se ha indicato nella causale che il pagamento è avvenuto per la riparazione dell’autovettura indicandone targa ed

eventualmente anche il proprietario);

– se invece dalla causale del bonifico effettuato dal lettore non è possibile dare dimostrazione del perché e per quale motivo questi ha pagato l’autofficina, allora o, d’intesa con il commercialista dell’autofficina, si verifica la possibilità di emettere una nuova fattura (in sostituzione di quella già emessa) quietanziata dal titolare dell’autofficina, intestata al proprietario dell’autovettura e nella quale si precisa che il pagamento è stato effettuato dal lettore;

– oppure, se non è possibile emettere una nuova fattura, allora si consiglia al lettore di chiedere al proprietario dell’autovettura riparata di rilasciargli una “quietanza” in cui dichiara che è stato il lettore stesso ad effettuare il pagamento per la riparazione dell’autovettura e che nulla ha più da pretendere da quest’ultimo (la dichiarazione andrà chiaramente sottoscritta dal proprietario dell’autovettura riparata e andranno in essa inseriti tutti i dati utili per identificare con precisione tutti i soggetti coinvolti, le somme pagate, l’autovettura oggetto di riparazione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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