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Conti non pignorabili

10 Febbraio 2019
Conti non pignorabili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Febbraio 2019



Non esistono categorie di conti correnti impignorabili ma esistono somme e redditi che non possono essere toccati dai creditori: vediamo quali sono.

Chi ha un conto corrente non può dire di essere nullatenente: anche con solo 100 euro depositati in banca o alle poste, si può subire un pignoramento presso terzi. Se poi il conto viene movimentato periodicamente con l’accredito dello stipendio o della pensione, le ragioni per aggredirlo sono ancora più consistenti. Il sogno di ogni persona sopraffatta dai debiti è quello di sapere se esistono conti non pignorabili. Il che equivale un po’ ad avere la botte piena e la moglie ubriaca. In realtà esistono alcuni limiti al pignoramento del conto a cui ci si può affidare. Li vedremo qui di seguito, tenendo conto comunque che, qualora si sfugga al pignoramento del conto, il creditore potrà sempre trovare altri beni da pignorare: la casa, l’auto, il canone d’affitto, la pensione all’Inps, ecc.

Il creditore può sapere quanti soldi ho sul conto?

Quando un creditore agisce per pignorare il conto corrente di un debitore può sapere in anticipo presso quale banca questi custodisce il proprio denaro. Difatti oggi è possibile, previa autorizzazione del presidente del tribunale, consultare gli archivi telematici dell’Anagrafe tributaria in cui sono indicati i redditi dei contribuenti e i loro depositi bancari o postali. Non può farlo chiunque ma solo chi è in possesso di un “titolo esecutivo” (ossia una sentenza, un decreto ingiuntivo definitivo, un assegno o una cambiale protestati, un contratto di mutuo stipulato dal notaio).

L’accesso all’Anagrafe tributaria – e, in questo caso, all’apposita sezione denominata archivio dei rapporti finanziari – garantisce però solo la conoscenza del numero di rapporti bancari o postali in essere e il nome dell’istituto di credito, non anche dell’entità del deposito. Sicché il creditore, quando notifica l’atto di pignoramento, va un po’ alla cieca, senza sapere quanti soldi troverà. Glielo comunicherà nei giorni successivi la banca, a mezzo di posta elettronica certificata. Tale comunicazione potrebbe anche essere negativa in caso di conto in rosso o già pignorato.

Esistono conti non pignorabili?

Contrariamente a ciò che si pensa, i conti esteri o Paypal sono pignorabili, seppur con una trafila più lunga, dovendo la notifica giungere a un soggetto che non risiede in Italia (la banca). Questo finisce per essere un disincentivo per il creditore. Peraltro tali conti non sono censiti nell’Anagrafe dei rapporti tributari e la loro esistenza potrebbe sfuggire al creditore.

Non esistono categorie di conti correnti non pignorabili. Ciò che però non è pignorabile è la natura dei soldi, o meglio la loro provenienza. Di fatti non sono pignorabili:

  • i conti correnti in rosso, quelli cioè su cui non è presente attivo. Il titolare che preleva puntualmente dal conto i soldi in esso accreditati lo rende di fatto impignorabile;
  • i conti correnti affidati, quelli cioè su cui è stata aperta una linea di credito: nonostante il fido non sia stato interamente consumato dal correntista, esso non è pignorabile costituendo infatti una sorta di finanziamento (ossia un debito) e non un credito che il correntista ha nei confronti della banca. Per esempio: se il correntista ha un’apertura di credito di 10mila euro e di questo fido utilizza solo 5mila euro (il conto, quindi, si trova a -5.000), tutti gli accrediti che ripristinano il fido, ma che non riportano il saldo del conto in positivo, non possono essere bloccati. Se però il correntista dovesse versare 7mila euro, ripristinando i 5mila di fido, possono essere pignorabili 2mila euro;
  • i conti correnti su cui sono accreditate pensioni di invalidità oppure gli assegni di accompagnamento per i disabili (leggi Pignoramento a persona invalida). In caso di pignoramento è possibile chiederne lo sblocco dimostrando che non vi è commistione di altri redditi;
  • il conto corrente su cui è stata accreditata la rendita di una assicurazione sulla vita: si tratta infatti di una prestazione non pignorabile. Bisogna però dimostrare che sul conto non sono confluiti altri redditi.

Sono invece parzialmente pignorabili:

  • i conti correnti cointestati a due o più persone o dei coniugi in comunione dei beni: i creditori infatti hanno possibilità di “congelare” solo la quota appartenente al debitore. Così ad esempio un conto cointestato al figlio e alla madre è pignorabile solo nella misura del 50%;
  • i conti correnti su cui vengono accreditati lo stipendio o la pensione: le somme già depositate al momento della notifica dell’atto di pignoramento non sono pignorabili se non superano il triplo dell’assegno sociale (circa 1.376 euro). Tenendo il conto al di sotto di tale limite di importo, non si rischia nulla. Invece per le mensilità successivamente versate a titolo di stipendio o pensione, il pignoramento si estende a massimo un quinto dell’importo (proprio al pari di quando il pignoramento avviene presso il datore di lavoro). Se il creditore è l’Agenzia Entrate Riscossione e lo stipendio o la pensione non supera 2.500 euro mensili, il limite è un decimo, che diventa invece un settimo per mensilità da 2.500 a 5.000 euro; in tutti gli altri casi vale il limite di un quinto. Questa nuova regola, lo ribadiamo, vale solo per redditi derivanti da lavoro dipendente (anche il TFR) e la pensione.

Carte di credito non pignorabili

Anche per le carte di credito valgono gli stessi discorsi del conto corrente. Non esistono carte non pignorabili, anche quelle senza Iban, proprio perché esse non sono altro che documenti emessi a seguito del deposito di somme presso l’istituto di credito; dunque si tratta pur sempre di crediti che il cliente ha nei confronti della banca.

Anche le carte prepagate usa e getta sono pignorabili. Difatti, quando un avvocato invia l’atto di pignoramento presso terzi in banca è piuttosto generico, non fa riferimento a uno specifico rapporto ma chiede il pignoramento di tutti i depositi esistenti a nome del debitore.

note

Autore immagine: 123rf com


9 Commenti

  1. Se sul c/c affluisce il netto della pensione già pignorata per un quinto, tale residuo può essere ulteriormente pignorato?
    E nel caso in che misura?
    Grazie
    NB
    L’importo accreditato è anche al netto di una cessione volontaria

    1. Felice leggi il nostro articolo dedicato al pignoramento della pensione https://www.laleggepertutti.it/232763_pignoramento-pensione-come-funziona per sapere quali sono i limiti per il pignoramento della pensione, qual è il minimo vitale, quali sono i trattamenti impignorabili, che cosa cambia per i crediti alimentari e di Agenzia entrate riscossione. Per sottoporre il tuo caso specifico ai professionisti del nostro network puoi chiedere una consulenza cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

      1. Le norme mi erano chiare
        Il quesito posto era volto a sapere se la pensione già pignorata per un quinto alla fonte può essere ulteriormente pignorata sul c/c da d’altro debitore che non si rivolge all’INPS per non andare in accostamento trattandosi di credito della stessa natura di quello che ha generato il pignoramento
        (Finanziarie e banca)
        Grazie

  2. Vale ancora la pena fare i contratti di locazione con cedolare secca? se l’IRPEF per la tassazione viene ridotto al 15%?

    1. Il regime fiscale di cedolare secca per la locazione ad uso abitativo permette al proprietario di un immobile di affittarlo pagando una tassazione sostitutiva all’Irpef sui redditi percepiti dalla locazione stessa ma solo se rinuncia ad aumentare il canone per tutta la durata del contratto. Significa, quindi, che il proprietario ha un regime agevolato e che l’inquilino pagherà lo stesso affitto dal primo all’ultimo mese. Il locatore ha due possibilità: pagare l’aliquota del 21% sull’affitto a canone libero; pagare l’aliquota del 10% sull’affitto a canone concordato. Per tutti i dettagli sulla cedolare secca e per sapere quanto si paga con questo regime fiscale, leggi il nostro articolo sull’affitto con cedolare secca 2019 https://www.laleggepertutti.it/257601_affitto-con-cedolare-secca-2019-quanto-si-paga

  3. il conto corrente di un intermediario assicurativo , nel cui conto transitano solo somme relative ai premi di assicurazione dei clienti che devono essere riversati alla compagnia, puo’ essere pignorato ?

    1. Come evitare il pignoramento? Come tutelarsi dai creditori? Leggi la nostra guida su come proteggere il proprio conto corrente
      https://www.laleggepertutti.it/273248_pignoramento-del-conto-corrente-come-difendersi
      Limiti al pignoramento presso terzi: i crediti che non possono essere oggetto di trattenuta da parte del creditore. Scopri quali somme non si possono pignorare https://www.laleggepertutti.it/271818_quali-somme-non-si-possono-pignorare
      Per sottoporre il tuo caso specifico ai professionisti del nostro network, richiedi una consulenza legale e in breve tempo riceverai la risposta dei nostri esperti https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  4. Inoltre il ricorso al fallimento personale o legge 3/2015 eliminerebbe anche il pignoramento in corso se accettato dal giudice ?
    Graxie

  5. IL MINIMO VITALE ” IMPIGNORABILE” CHE ERA DI 685 EURO,,,E’ AUMENTATO CON LA NUOVA FINANZIARIA?
    GRAZIE.

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