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Lo sai che? Buche stradali piccole e piene d’acqua: l’ente non è responsabile per l’infortunio

Lo sai che? Pubblicato il 10 aprile 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 aprile 2013

Il Comune non deve risarcire il danno subito dal pedone caduto a terra per la presenza di una piccola buca colma d’acqua: mancano infatti i requisiti della non visibilità e della imprevedibilità della situazione.

 

È esclusa la responsabilità del Comune per gli incidenti provocati da buche di modeste dimensioni quando la pioggia abbia reso colma d’acqua la buca.

La Cassazione Civile [1] ha recentemente respinto la richiesta di risarcimento avanzata da un cittadino per i danni da questi subiti a seguito della caduta su una buca posta sul marciapiede.

Per ottenere il risarcimento da parte della pubblica amministrazione, devono ricorrere alcune condizioni:

1) l’utente della strada non deve aver contribuito al verificarsi del fatto dannoso;

2) la buca deve presentare i requisiti della cosiddetta insidia o trabocchetto, consistenti in una situazione di pericolo occulto per il danneggiato.

L’insidia è caratterizzata, secondo la giurisprudenza, da un elemento oggettivo, la “non visibilità” della buca (come nel caso in cui la buca sia nascosta dalle foglie), e da un elemento soggettivo, la “non prevedibilità” della situazione (la presenza di cartello di pericolo per strada dissestata dovrebbe, ad esempio, portare a escludere tale condizione).

La prova della sussistenza di questi due requisiti spetta al danneggiato che voglia ottenere il risarcimento del danno.

Nel caso esaminato, la Corte di Cassazione, data la pioggia e le ridottissime dimensioni della buca, ha ritenuto insussistenti gli elementi della non visibilità e della non prevedibilità.

La circostanza che il manto stradale sia coperto di acqua esige, infatti, una cautela del pedone maggiore rispetto a quella richiesta in condizioni ordinarie. Questa circostanza, insieme alle ridotte dimensioni della buca, esonera, pertanto, la pubblica amministrazione da ogni responsabilità [2].

Di avviso contrario è, tuttavia, una sentenza del gennaio scorso, in materia di responsabilità del Comune per il danno provocato a un cittadino, caduto anch’egli a causa di una buca sul marciapiede [3]. In tale occasione la Cassazione ha ritenuto sussistente il danno da custodia stradale [4]. Secondo la Suprema Corte, la P.A., sulla quale incomba il potere di custodia della strada, è sempre responsabile per l’incidente causato da un’imperfezione nel manto stradale, salvo che fornisca la prova di non aver potuto fare nulla per impedire il danno. L’ente può essere, quindi, esonerato da responsabilità solo se il vizio (buca, crepa ecc.) si determini improvvisamente. La prova in questo caso spetta alla pubblica amministrazione interessata.

In caso di danno causato da una buca sul manto stradale è sempre opportuno accertare le condizioni della strada e l’esistenza dell’insidia o trabocchetto che ha provocato la caduta, richiedendo possibilmente l’intervento immediato della Polizia municipale per verbalizzare le condizioni del sinistro.

È importante scattare alcune foto della buca e individuare eventuali testimoni che abbiano assistito alla caduta.

Bisogna sempre accertarsi di quale sia l’ente proprietario della strada.

È infine consigliabile di recarsi al Pronto Soccorso nel caso in cui la caduta abbia comportato ferite e conservare l’eventuale referto medico, oltre alla documentazione rilasciata dalla Polizia municipale.

Il rispetto di questi semplici accorgimenti potrebbe rilevarsi utile per ottenere il risarcimento del danno dall’Ente.

note

[1] Cass. sent. n. 5392 del 5.3.2013.

[2] Ai sensi dell’art. 2043 cod.civ.

[3] Cass. sent. n. 2094 del 29.1.2013.

[4] Ai sensi dell’art. 2051 cod.civ.

 


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1 Commento

  1. Nel caso la caduta si verifichi su un marciapiede davanti ad un passo carrabile,di chi e’ la responsabilita’? Del comune o del titolare del passo carrabile?

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