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Contributi gestione separata 2019

9 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Aliquote gestione separata 2019, minimali e massimali di reddito: aumentano i contributi dovuti all’Inps da collaboratori e lavoratori autonomi.

Non cambiano, nel 2019, le aliquote da applicare per determinare i contributi dovuti alla gestione separata Inps: resta al 34,23%, dunque, l’aliquota contributiva dovuta dai lavoratori parasubordinati (cococo) iscritti in via esclusiva alla gestione, che pagano più degli altri in quanto possono beneficiare della Dis-coll, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori.

Per le categorie di parasubordinati non beneficiari della Dis-coll (ad eccezione di amministratori, sindaci e revisori), invece, l’aliquota resta ferma al 33,72%. Invariata anche l’aliquota dovuta dai pensionati e dagli iscritti ad altre casse, pari al 24%, e quella dovuta dai liberi professionisti iscritti in via esclusiva alla gestione separata, pari al 25,72%.

Aumentano, però, i minimali ed i massimali di reddito, cioè gli importi minimi e massimi ai quali possono essere applicati i contributi: il minimale, in particolare, sale a 15.878 euro annui, ed il massimale a 102.543 euro annui.

L’applicazione dell’aliquota contributiva sul minimale di reddito non è obbligatoria: tuttavia, l’aver conseguito un reddito inferiore al minimale determina l’accredito di un minor numero di mesi di contributi.

Ad esempio, se l’interessato, libero professionista, riceve compensi, nel 2019, per 15mila euro, e applica l’aliquota contributiva del 25,72%, paga 3.858 euro di contributi annui, anziché 4.083,82 euro (l’importo che avrebbe dovuto pagare applicando l’aliquota contributiva sul minimale di reddito). Considerando che il minimale contributivo mensile, per i liberi professionisti, è pari a 340,32 euro (4.083,82 diviso 12), l’interessato ha diritto all’accredito di 11 mesi di contributi (3.858 euro di contributi versati, diviso il minimale contributivo mensile).

I contributi gestione separata 2019, dunque, aumentano, di fatto, a causa dell’incremento del minimale. Anche l’aumento del massimale contributivo (la cifra al di sopra della quale non sono più accreditati contributi) determina un aumento della contribuzione, per chi ha conseguito redditi maggiori.

Gestione separata 2019: chi paga l’aliquota aggiuntiva?

Chi versa i contributi alla gestione separata può essere obbligato a pagare due aliquote aggiuntive:

  • un’aliquota dello 0,72%, che serve a finanziare alcune prestazioni erogate dall’Inps, come maternità e malattia; quest’aliquota è dovuta anche dai liberi professionisti, che beneficiano di queste prestazioni;
  • un’aliquota dello 0,51% per finanziare l’indennità di disoccupazione Dis-Coll.

Quest’ultima aliquota, che ha reso più salati i versamenti alla gestione separata da parte dei collaboratori e degli altri lavoratori parasubordinati, è stata introdotta di recente, perché a partire da luglio 2017 è diventata definitiva la Dis Coll, cioè l’indennità di disoccupazione spettante a cococo ed assimilati.

L’aliquota aggiuntiva, tra l’altro, è dovuta anche dagli amministratori e dai sindaci e revisori di società, nonostante questi lavoratori non abbiano diritto all’indennità di disoccupazione.

Nessun’aliquota aggiuntiva, invece, è prevista per i lavoratori occasionali (che lavorano col contratto di prestazione occasionale o col libretto famiglia), per i liberi professionisti e per gli autonomi occasionali con compensi superiori a 5mila euro annui, né per i pensionati e per gli iscritti ad altre gestioni previdenziali oltre alla gestione separata.

Come si calcolano i contributi da versare alla gestione separata?

I contributi dovuti alla gestione separata si calcolano applicando una specifica aliquota, cioè una percentuale, che varia a seconda della categoria a cui appartiene l’iscritto, al reddito imponibile.

Il reddito imponibile per i lavoratori parasubordinati coincide con i compensi (esclusi eventuali componenti esenti, come alcuni rimborsi), mentre per gli autonomi coincide, per grandi linee, con la differenza tra ricavi e spese inerenti all’attività.

Non è prevista l’applicazione obbligatoria dell’aliquota dovuta al minimale di reddito, né è previsto un minimale contributivo: in sostanza, i contributi alla gestione separata si pagano solo se viene prodotto un reddito, mentre nulla è dovuto in assenza di reddito.

Tuttavia, come osservato, si tiene conto del minimale valido nella gestione artigiani e commercianti Inps (pari a 15.878 euro per il 2019) per calcolare il raggiungimento dei requisiti contributivi utili a ottenere determinate prestazioni, come la disoccupazione e la pensione.

Se i versamenti sono effettuati sulla base di un imponibile inferiore al minimale, i mesi di contribuzione utili alle prestazioni sono proporzionati sulla base del minimale.

Per quanto riguarda i lavoratori parasubordinati e autonomi occasionali (con reddito sopra i 5milaeuro), i contributi calcolati sui compensi sono per 1/3 a carico del lavoratore e per 2/3 a carico del committente, mentre per gli autonomi i contributi sono interamente a carico del professionista (salvo l’eventuale applicazione sui clienti/committenti della rivalsa pari al 4%).

Aliquote gestione separata 2019: contributi dovuti e diritto alla Dis-coll

Vediamo ora, in base agli ultimi aumenti, a quanto ammontano i contributi da pagare per ogni categoria di iscritti alla gestione separata nel 2019 e chi ha diritto alla disoccupazione:

  • collaboratori, assegnisti e dottorandi titolari di borse di studio: 34,23% sul minimale di reddito pari a 15.878 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.435,04 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 452,92 euro; queste categorie hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica: 34,23% sul minimale di reddito pari a 15.878 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.435,04 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 452,92 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • componenti di collegi e commissioni: 33,72% sul minimale di reddito pari a 15.878 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.354,06 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 446,17 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • venditori porta a porta e lavoratori autonomi occasionali con reddito oltre 5milaeuro: 33,72% sul minimale di reddito pari a 15.878 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.354,06 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 446,17 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • associati in partecipazione (con contratti ancora in essere) e medici in formazione specialistica: 33,72% sul minimale di reddito pari a 15.878 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.354,06 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 446,17 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • lavoratori autonomi: 25,72% sul minimale di reddito pari a 15.878 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 4.083,82 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 340,32 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll; lo 0,72% è dovuto in quanto la Gestione separata assicura anche ai professionisti iscritti alla gestione in via esclusiva un’indennità in caso di maternità, ricovero ospedaliero o malattia.
  • lavoratori pensionati o iscritti ad altre gestioni previdenziali: 24% sul minimale di reddito pari a 15.878 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 3.810,72 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 317,56 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll, né all’indennità in caso di maternità, ricovero ospedaliero o malattia.

Massimale di reddito 2019 gestione separata

Il nuovo massimale di reddito vigente presso la gestione separata è pari a 102.543 annui: oltre questo importo, non sono accreditati e dovuti contributi.

note

[1] Inps Circ. n.19/2019.


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