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Multa per eccesso velocità se il limite è superato di poco

10 Febbraio 2019


Multa per eccesso velocità se il limite è superato di poco

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Febbraio 2019



Contravvenzione stradale: si può essere tolleranti superato il limite di tolleranza del 5%? A partire da quale velocità sono tarati gli autovelox e i tutor?

Quanto è fiscale la polizia se si supera di qualche chilometro il limite di velocità imposto dalla legge? Se, ad esempio, la segnaletica impone un’andatura a 70 km/h e invece si raggiungono i 72 km/h si rischia la multa? Il Codice della strada stabilisce una tolleranza del 5% rispetto al limite, con un minimo sempre di 5 km. Per esempio, su una strada ove si può procedere a 120 km, la multa scatta da 127 km/h (120+5%); invece se il limite di velocità è di 50 km, la tolleranza è di 55 km (50+5% fa 52,5 km, tenendo conto della tolleranza minima di 5 km). Applicati questi correttivi, il problema però non cambia: quanto è fiscale la polizia se si supera anche di un solo chilometro la tolleranza? Negli esempi precedenti, è possibile aspettarsi una contravvenzione con un’andatura a 127 km/h o a 56 km/h? La giurisprudenza si è spesso trovata a dover decidere dell’impugnazione di verbali elevati per differenze minime. Di recente è toccato alla Cassazione [1]: la Corte ha spiegato come orientarsi dinanzi a una multa per eccesso velocità se il limite è superato di poco.

Il punto è stabilire quindi se, per uno o due chilometri in più, si può essere ugualmente sanzionati. A quale velocità sono tarati gli autovelox e i tutor? 

Multe: la legge è fiscale

Chiaramente la legge, dopo aver stabilito che la tolleranza massima è del 5% con un minimo di 5 km/h, non dice altro. È quindi diritto dell’automobilista far annullare la multa per eccesso di velocità elevata senza tenere conto della tolleranza. È parimenti potere della polizia essere fiscale e tarare gli autovelox o i tutor già solo al superamento di dette soglie. Nei fatti però non succede quasi mai così. Il tutor, in particolare, dovendo calcolare la velocità media, si riferisce alla linea di percorso più breve tra la telecamera in entrata e quella in uscita, tagliando così le curve in modo perfetto e non tenendo conto dei normali rallentamenti dovuti al traffico. Ne abbiamo parlato già in Tutor, come fregarlo.

Multe per superamento del limite di 1 km: si può annullare?

Si può pretendere che il conducente debba tenere il tachimetro sott’occhio costantemente? Se così fosse questi sarebbe distratto dalla strada e magari potrebbe investire un pedone o non accorgersi di una manovra improvvisa e imprudente di un altro veicolo.

Una volta, il giudice di pace di Vasto [2] ha annullato un verbale per eccesso di velocità elevato al superamento di 1 solo km/h rispetto alla tolleranza. La ragione è, da un punto di vista giuridico, molto sottile, tuttavia sostenibile. Esiste una norma penale [3] in base alla quale non si applicano sanzioni ai reati che non comportano particolari danni, puniti cioè con una semplice sanzione pecuniaria e/o con la reclusione fino a 5 anni. Poiché le leggi penali si applicano anche agli illeciti amministrativi, e dunque alle multe stradali, il magistrato ha ritenuto doverla estendere anche all’eccesso di velocità. Sicché ha annullato il verbale. Leggi Multa nulla se si supera di poco il limite di velocità.

Multa per eccesso di velocità minimo: si annulla?

La stessa questione è stata ora analizzata dalla Cassazione ma l’esito della sentenza è stato opposto. La Corte ha detto che la multa per un eccesso di velocità minimo è ugualmente valida e non può essere annullata. Nel caso di specie, però, è bene sottolinearlo, l’uomo aveva superato il limite di soli 17 chilometri orari, ma il principio è applicabile anche a violazioni più esigue. È stata così respinta la tesi secondo cui una violazione così contenuta è da valutare come incolpevole.

Secondo i giudici supremi, seppure è possibile annullare una multa per assenza di colpa, tale situazione deve poggiare su «una verifica in concreto» e non su «affermazioni generiche», soprattutto tenendo presente l’esistenza della «presunzione di colpa» in materia di multe stradali. Questo significa che solo dimostrando che, per fatti realmente scusabili, l’automobilista non ha potuto evitare l’infrazione (si pensi al trasporto urgente di un malato in ospedale o alla richiesta di intervento per salvare una persona in fin di vita) si può sperare nell’annullamento della multa. Diversamente, una semplice e generica affermazione di non colpevolezza – come il fatto di non poter tenere costantemente gli occhi puntati sul contachilometri e, quindi, di aver superato il limite senza volerlo e senza accorgersene – non vale l’accoglimento del ricorso. «L’ignoranza non può coprire omissioni di controllo». 

note

[1] Cass. ord. n. 3698/19 del 7.02.2019.

[2] G.d.p. Vasto, sent. n. 268 del 5.06.2015.

[3] Art. 131-bis cod. pen. 

   

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 16 gennaio – 7 febbraio 2019, n. 3698

Presidente Lombardo – Relatore Correnti

Fatto e diritto

Il comune di Sesto Campano propone ricorso per cassazione contro Co. Vi., che non resiste con controricorso, avverso la sentenza del Tribunale di Isernia del 14.4.2017 che ha rigettato l’appello a sentenza del GP che aveva accolto l’opposizione a verbale di contestazione ex art. 142 cds.

Il Giudice di appello ha statuito che l’opponente aveva superato il limite di velocità di soli Km/h 17, eccedenza veramente minima sia in senso assoluto che relativo né si poteva pretendere che il conducente debba tenere il tachimetro sott’occhio costantemente, anzi non deve farlo, per cui si trattava di condotta incolpevole.

Il Comune denunzia violazione degli artt. 2697 c.c., 4 D.L. 121/2002, 2 D.M. 15.8.2007, 83 r.e. cds, 3 L. 689/81, omessa motivazione su punto decisivo.

La censura è fondata perché la sentenza apoditticamente esclude la colpa pur ammettendo la violazione.

L’accertamento della assenza di colpa necessita di una verifica in concreto e non di affermazioni generiche, sussistendo la presunzione di colpa.

E’ consolidata la giurisprudenza nel senso che grava sul trasgressore l’onere di provare di aver agito in assenza di colpevolezza (Cass. 18.4.2018 n.9546, Cass.11.6.2007 n. 13610).

Come questa Corte ha più volte evidenziato, in tema di illecito amministrativo e di coscienza e volontà della violazione, anche l’interpretazione di norme può ingenerare in astratto incolpevole errore sul fatto, quando verta sui presupposti della violazione, ma esso, che non è mai individuabile quando attinga la sola interpretazione giuridica dei precetti, può rilevare soltanto in presenza di un elemento positivo, estraneo all’autore, che sia idoneo ad ingenerare nello stesso inesperto autore l’incolpevole opinione di liceità del proprio agire; la stessa Corte costituzionale ha precisato con sentenza n. 364/88 come debba tenersi presente che l’ignoranza “vale soprattutto per chi versa in condizioni soggettive d’inferiorità”, come non può ritenersi nella specie trattandosi di attività che necessita di specifiche cognizioni , mentre non può coprire omissioni di controllo , indifferenze di soggetti , la cui condizione sociale e tecnica rende esigibili particolari comportamenti realizzativi degli obblighi strumentali di conoscere le leggi.

Donde l’accoglimento del ricorso con cassazione e rinvio anche per le spese.

Per queste ragioni

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Isernia, in persona di altro Magistrato, anche per le spese.


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2 Commenti

  1. Credo di aver superato il limite su un rettilineo e non sono sicuro se su quella strada c’erano autovelox. Qualora dovesse arrivarmi una multa, entro quando dovrebbe arrivarmi a casa? Grazie

    1. Buongiorno Nando. Il codice della strada stabilisce che la multa deve essere notificata al proprietario dell’autovettura che ha violato le norme del codice della strada entro 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione. Il che significa – secondo l’attuale interpretazione – dal giorno in cui hai commesso la violazione del codice della strada. Non rileva quanto tempo è stato necessario alla polizia per identificarti tramite la targa, redigere il verbale in ufficio e spedirtelo a casa. Ciò che fa fede è il timbro postale di spedizione per cui: se risulta che la polizia oppure i vigili hanno portato la multa all’ufficio postale entro il 90° giorno dalla violazione, allora la multa è valida anche se tu la riceverai qualche giorno dopo; viceversa, se risulta che la busta della raccomandata, contenente la multa, viene spedita oltre il 90° giorno dalla violazione, non dovrai pagare nulla. Che significa che il verbale di violazione deve essere notificato entro 90 giorni dal giorno dell’infrazione? Una cosa molto semplice: che per sapere se hai preso una multa, la prima cosa che devi fare è contare quanto tempo è passato dal giorno incriminato, quello cioè in cui credi di essere stato contravvenzionato. Ecco, per il rispetto del termine è sufficiente che la polizia abbia consegnato il plico, contenente la multa, all’ufficio postale entro i 90 giorni dal fatto.

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