Diritto e Fisco | Editoriale

Il difensore di ufficio

1 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Marzo 2019



Il processo penale, la difesa tecnica obbligatoria ed il conseguente e necessario ruolo del difensore di ufficio.

Sei imputato in un processo (penale) per un reato da te commesso e (per qualsiasi ragione, economica o di principio) non intendi difenderti, per cui non nomini alcun difensore di fiducia ed immagini che il processo andrà avanti senza difesa? Sappi che sbagli perché non funziona così. Nel processo penale la difesa tecnica è obbligatoria e anche chi non nomina un difensore di fiducia sarà assistito da un difensore di ufficio nominato dal tribunale secondo determinate regole. Nel nostro ordinamento la difesa è, infatti, un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento e lo stato la assicura anche a chi non abbia possibilità economiche attraverso l’istituto del gratuito patrocinio. Dunque, in un processo penale se non nomini un difensore (oppure se il tuo difensore di fiducia rinuncia al mandato o glielo revochi) sarai assistito da un difensore di ufficio. Quest’ultimo sarà individuato e nominato dall’autorità di polizia o dall’autorità giudiziaria su base automatica, fra gli iscritti ad un elenco nazionale (accessibile soltanto a seguito di frequentazione di uno specifico corso di preparazione ovvero di comprovata esperienza). Noterai che già nel primo atto che ti viene notificato in quanto persona sottoposta alle indagini (il più delle volte l’avviso di conclusione delle indagini preliminari) è contenuta, a pena di nullità, oltre alla nomina del difensore d’ufficio, anche la comunicazione della facoltà che hai di nominare un difensore di fiducia con l’avvertimento che, in mancanza, sarai assistito dal difensore nominato d’ufficio. Ma andiamo con ordine.

Chi è il difensore di ufficio?

Nel processo penale la presenza di un avvocato non è facoltativa (e rimessa alle scelte dell’indagato o imputato), bensì è obbligatoria, e ciò allo scopo di assicurare una buona amministrazione della giustizia. Per tale ragione, è sorta la necessità di prevedere la figura di un difensore (appunto il difensore di ufficio) da nominare per chi fosse sprovvisto di un avvocato di fiducia (perché non ancora nominato o perché ha rinunciato all’incarico o è stato revocato). La legge prevede, infatti, che l’imputato che non ha nominato un difensore di fiducia, o ne sia rimasto privo (per qualsiasi ragione), sia assistito da un difensore di ufficio [1].  Il difensore di ufficio non viene (ovviamente) scelto dall’indagato o imputato (perché se fosse scelto sarebbe un avvocato di fiducia), ma è individuato su base automatica, fra gli iscritti ad un elenco nazionale. Non tutti gli avvocati penalisti sono difensori di ufficio ma soltanto chi sceglie di essere iscritto in tale elenco ed ha ricevuto l’attestazione di idoneità rilasciata dal consiglio dell’ordine degli avvocati di appartenenza al termine della frequentazione di corsi di aggiornamento professionali organizzati dagli ordini medesimi o dalla camera penale territoriale ovvero dall’unione delle camere penali italiane ovvero dimostra di aver esercitato la professione in sede penale per un numero rilevante di anni (cinque). Sappi che, così come tu non puoi decidere di affrontare un processo penale senza avvocato, il difensore di ufficio nominato non può decidere di non difenderti in quanto ha l’obbligo di prestare il patrocinio e può essere sostituito solo per giustificato motivo: deve svolgere la propria attività con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale e le sue  funzioni cessano soltanto in caso di nomina di un difensore di fiducia. La difesa d’ufficio, nel sistema oggi vigente, è, infatti, una difesa sussidiaria, che scatta quando l’imputato o l’indagato sia privo di un difensore di fiducia o nel caso ne sia rimasto sprovvisto. E’ consigliabile avvisare il difensore di ufficio nominato del subentro del difensore di fiducia, per correttezza e per evitare spese inutili (il difensore di ufficio che svolge il proprio lavoro, se non avvisato dell’intervento di un avvocato di fiducia, potrebbe, infatti, chiedere i compensi per l’attività comunque svolta). In genere, il difensore di ufficio (nel momento in cui riceve la comunicazione della sua nomina da parte del tribunale o della polizia) invia una comunicazione all’assistito mettendolo al corrente della sua nomina, della possibilità di nominare un difensore di fiducia e delle condizioni per poter fruire del patrocinio a spese dello stato. E’ bene rispondere a tale comunicazione e prendere contatti con il difensore di ufficio perché, è vero deve difenderti in ogni caso, ma sicuramente non può difenderti nel migliore dei modi se non gli vengono fornite informazioni utili.

Chi paga il difensore di ufficio?

Non intendevi difenderti, lo stato ha nominato un difensore di ufficio nel tuo interesse ma senza il tuo consenso e, dunque, pensi non spetti a te pagarlo. Ti sbagli: la difesa è obbligatoria ed anche il pagamento dell’avvocato (che non lavora gratuitamente). Infatti, è proprio  l’indagato o l’imputato a dover pagare il difensore individuato dallo stato (salvo, ovviamente,  che ricorrano i requisiti per poter chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello stato e che questa sia chiesta attraverso al presentazione di una istanza corredata di vari documenti). La legge afferma in maniera chiara il diritto alla retribuzione del difensore di ufficio [2] che, a seguito del processo, provvederà a chiederti la somma adeguata al lavoro svolto e, in caso di tua mancata risposta, procederà con le azioni esecutive. Il difensore di ufficio non è pagato automaticamente dallo stato, come molti erroneamente credono: soltanto in caso di mancata soddisfazione del credito vantato (per esempio perché l’assistito è nullatenente ed il pignoramento non ha consentito alcun recupero) il difensore di ufficio sarà retribuito dallo stato.

note

[1] Art. 97 cod. proc. pen.

[2] Art. 31 disp. att. cod. proc. pen.


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