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La donazione modale

1 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Marzo 2019



Come viene disciplinato dalla legge quel particolare tipo di donazione in cui chi dona impone a chi riceve l’adempimento di un onere

La donazione, che in termine non tecnico possiamo definire regalo o dono, è quel particolare tipo di contratto attraverso il quale il donante, per liberalità, arricchisce il donatario (cioè colui il quale riceve il dono) o attribuendogli un suo diritto oppure (ma è più raro) assumendo verso di lui un’obbligazione o liberando il donatario da un debito. Questo arricchimento del patrimonio del donatario avviene appunto gratuitamente, per spirito di liberalità, senza cioè che il donante chieda in cambio alcun tipo di corrispettivo. Occorre aggiungere che per una valida donazione è richiesto che il donante persona fisica abbia la capacità di intendere e di volere (altrimenti la donazione potrà essere annullata su richiesta del donante o dei suoi eredi o degli acquirenti dal donante, ricorrendo al giudice entro cinque anni dalla data dell’atto) e che, se il donante è una persona giuridica (associazioni o società), la possibilità di effettuare donazioni sia prevista nello statuto o nell’atto costitutivo. Dall’altro lato, sempre per una valida donazione, nulla di particolare è richiesto se chi riceve la donazione è una persona fisica (anche i concepiti non ancora nati possono ricevere per donazione), mentre se chi riceve la donazione è una persona giuridica non sono più richiesti né l’autorizzazione del governo per poter accettare la donazione, né, per gli enti non riconosciuti, la presentazione dell’istanza per ottenere il riconoscimento. Infine occorre dire che la donazione è subordinata all’accettazione del donatario (che, quindi, può anche rifiutare la donazione), che può essere donato qualsiasi bene (mobile o immobile), ma non un bene di altri o un bene futuro (cioè non esistente al momento della donazione) e che la donazione deve essere obbligatoriamente fatta per atto pubblico alla presenza di due testimoni (unica eccezione per le donazioni di modico valore che si possono validamente concludere semplicemente con la consegna della cosa al donatario). Detto questo, nel presente articolo analizzeremo cosa sia la donazione modale, cioè quella particolare donazione nella quale chi dona impone al donatario (cioè al destinatario della donazione) di adempiere un onere che può consistere in un obbligo di tipo morale a favore del donante stesso o anche di una terza persona.

In cosa consiste la donazione modale?

Abbiamo detto che la donazione può assumere quella particolare forma della donazione modale di cui la legge fornisce una specifica disciplina [1].

Nella donazione modale il donante, oltre ad arricchire il patrimonio del donatario nelle forme previste (cioè trasferendogli gratuitamente un diritto o assumendo verso di lui un’obbligazione o liberandolo da un debito), pone a carico del donatario, cioè di chi riceve la donazione, un onere.

Il donante, in altri termini, impone al donatario di eseguire una prestazione a suo favore o anche a favore di una terza persona.

Il donatario che abbia accettato la donazione è tenuto, cioè è obbligato, ad adempiere quest’onere e può essere anche costretto a farlo, qualora non vi adempia spontaneamente, dal donante stesso o da chiunque vi abbia interesse che, a questo scopo, possono sicuramente rivolgersi all’Autorità giudiziaria.

Ad esempio, costituisce donazione modale quella di un quadro ad una parrocchia con l’onere, imposto al donatario, che il quadro sia destinato alla contemplazione dei fedeli [2], oppure la donazione di un appartamento con l’onere, per il donatario, di prestare assistenza alla donante [3].

In entrambi i casi descritti, se l’adempimento dell’onere non avviene spontaneamente, il donante stesso o qualsiasi interessato potranno agire perché esso venga rispettato (ad esempio un parrocchiano nel caso del dono del quadro donato alla parrocchia con l’onere della sua destinazione alla contemplazione dei fedeli).

Occorre, per ultimo, sottolineare che il donatario che è gravato dell’onere è obbligato ad adempierlo entro i limiti del valore della cosa donata: nel caso dell’appartamento donato con l’onere, per il donatario, di assistere il donante, il donatario sarà tenuto all’assistenza non oltre il limite rappresentato dal valore dell’appartamento.

Il donatario è tenuto all’adempimento dell’onere

Se l’onere non è adempiuto la donazione può essere annullata?

Abbiamo precisato nel precedente paragrafo, che se il donatario non adempie spontaneamente all’onere che il donante gli ha imposto, è possibile che il donante stesso o qualunque interessato possano ricorrere al giudice per ottenere l’adempimento dell’onere indicato.

Ma è anche possibile che la donazione venga risolta (cioè “annullata”), in caso di mancato spontaneo adempimento dell’onere da parte del donatario?

La legge [4] risponde positivamente a condizione che la risoluzione per inadempimento del contratto di donazione modale sia stata prevista nell’atto di donazione.

Se, quindi, era stato indicato chiaramente nell’atto di donazione che in caso di mancato adempimento dell’onere la donazione si sarebbe risolta, allora il donante o gli eredi del donante, dopo la morte del donante, potranno anche agire dinanzi al giudice per ottenere la risoluzione del contratto di donazione (con l’effetto che il bene donato tornerà nel patrimonio del donante).

La donazione modale può essere risolta in caso di inadempimento dell’onere

note

[1] Art. 793 cod. civ.

[2] Cass. civ., sent. n. 1134/1982.

[3] Cass. civ., sent. n. 13876/2005.

[4] Art. 793 cod. civ.


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