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Spettacolo chiuso: si paga la Siae?

10 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Febbraio 2019



Festa privata: vanno pagati i diritti alla Siae per la musica? Quanto costano i permessi per gli spettacoli privati? Come si ottiene la licenza Siae?

Se intendi dare una festa con della musica, sappi che hai bisogno del permesso della Siae. La Siae (acronimo che sta per Società Italiana degli Autori ed Editori) si occupa di tutelare il diritto d’autore spettante a coloro che sono gli ideatori di un’opera intellettuale, come una canzone, la composizione di una musica o di un testo. Nello specifico, la Siae è un ente pubblico economico che assume la forma di una vera e propria associazione; essa protegge i propri membri facendo sì che ricevano il giusto compenso per il diritto d’autore, assicurando allo stesso tempo la possibilità che le loro opere possano circolare nel pubblico. In pratica, chi si associa alla Siae cerca di ottenere una maggiore tutela della propria opera, qualunque essa sia: sarà poi la Siae a riconoscere il compenso per la concessione delle licenze a terzi. Se quindi, da un lato, la Siae è organismo di protezione e tutela, dall’altro questo suo ruolo si trasforma in un ovvio impedimento per coloro che non ottengono la licenza per lo sfruttamento dell’opera di altri: saprai infatti che, per riprodurre l’opera di un’altra persona occorre il permesso, altrimenti si tratti di un illecito. Ora, se è pacifico che per una festa o un’esibizione pubblica occorre la licenza Siae, si può dire lo stesso di uno spettacolo chiuso? I diritti alla Siae si pagano lo stesso? Se questo argomento ti interessa, ti consiglio di prenderti dieci minuti e di leggere i prossimi paragrafi: ti spiegherò se per uno spettacolo chiuso si paga la Siae.

Siae: cos’è?

Come anticipato nell’introduzione, la Siae è un particolare ente pubblico: in ragione della sua forma associativa, essa si occupa di tutelare coloro che decidono di affidarsi ad essa. Ed infatti, come ogni associazione, la Siae tutela gli interessi dei propri associati, i quali sono autori che intendono fornire una maggiore protezione alle proprie opere intellettuali, che siano canzoni, testi, filmati, ecc.

La Siae custodisce il diritto d’autore dei propri associati, e lo fa seguendo una duplice strada: da un lato, impedisce che persone non autorizzate sfruttino le opere dei propri associati; dall’altro, concede le licenze affinché lo sfruttamento sia lecito, dietro ovviamente pagamento di un corrispettivo. Pagare la Siae, quindi, non significa dover pagare una tassa o un tributo, ma semplicemente dover riconoscere il lavoro altrui.

Siae: cosa fa?

Tra pochi istanti ti dirò se per uno spettacolo chiuso si paga la Siae; prima, però, vorrei spiegarti in cosa si sostanzia il lavoro di questo ente pubblico, al fine di meglio comprendere come opera. Il compito della Siae è quella di assicurare ad autori ed editori la remunerazione del loro lavoro: ogni opera dell’ingegno infatti è frutto di un’attività intellettuale, che la legge tutela come ogni altro lavoro riconoscendo in favore di autori ed editori il diritto a un compenso per i vari tipi di sua utilizzazione, dai concerti alla radio e televisione, dai teatri alle sale ballo, dal cinema ai bar, nell’Internet, nella telefonia mobile e così via. Ogni opera dell’ingegno è unica ed il proprio creatore vanta su di essa un diritto riconosciuto e protetto, non solo in Italia ma anche negli altri Paesi, da trattati internazionali e norme europee.

Alla Siae è affidato il compito di autorizzare le utilizzazioni delle opere, ricevere da chi le utilizza i compensi dovuti e distribuirli agli aventi diritto (autori ed editori). E ciò lo fa per tutti i generi artistici: musica, lirica, cinema, teatro, letteratura, arte visiva, radiotelevisione. Per ognuno di questi generi all’estero esiste di solito una corrispondente società.

Tutto questo avviene attraverso una rete capillare di uffici Siae dislocati su tutto il territorio nazionale, rilasciando ogni giorno migliaia di autorizzazioni, raccogliendo compensi e tutelando decine di milioni di opere italiane e straniere. Per quanto riguarda l’online, la Siae rilascia diversi tipi di licenze, per consentire agli operatori del web di avere pieno titolo per la diffusione delle opere via Internet. L’attività della Siae riguarda l’intero settore dell’industria culturale e dello spettacolo.

Quando si paga la Siae?

Per potere utilizzare un’opera dell’ingegno, sia essa una canzone, una composizione, uno scritto, ecc., occorre pagare i diritti all’autore della stessa: in pratica, questo significa che occorre ottenere un’autorizzazione e versare il dovuto corrispettivo. Ciò dovrebbe avvenire praticamente ogni volta che si debba utilizzare un’opera i cui diritti sono detenuti dalla Siae e che non sia caduta in pubblico dominio (cosa che accade settanta anni dopo la morte dell’autore).

In pratica, la Siae va pagata ogni volta che si utilizzi una delle opere degli autori ad essa associati: poiché le opere protette dalla Siae sono milioni, e in essa rientrano senza dubbio quelle di maggior successo, sappi che se devi organizzare una festa con della musica dovrai prima rivolgerti alla Siae per ottenerne i diritti. In caso di feste o eventi pubblici, anche se gratuiti, bisogna comunque pagare la Siae. Lo stesso vale per spettacoli chiusi, cioè per eventi che si svolgono in un ambiente privato? Te lo dirò nel prossimo paragrafo.

Spettacolo privato: la Siae si paga?

Senza dubbio occorre pagare la Siae quando si dà una festa in luogo pubblico o aperto al pubblico, tipo in piazza, in un pub, in un ristorante: è l’organizzatore dell’evento a doversi recare presso gli uffici territoriali della Siae per chiedere il permesso, mentre, nel caso in cui la location sia rappresentata in un luogo aperto al pubblico (teatro, ristorante, esercizio commerciale, ecc.), in genere è il titolare del locale ad aver preventivamente preso accordi con la Siae.

Cosa succede se si organizza una festa con della musica in un luogo privato? In altre parole, nel caso di uno spettacolo chiuso, si paga la Siae? Nel regolamento di questo ente pubblico si legge che per “festa privata” devono intendersi tutti i festeggiamenti a carattere privato (matrimoni, battesimi, cresime, compleanni, feste di laurea ed eventi simili) in luoghi diversi dalla propria abitazione offerti da privati e riservati ai propri invitati, nel corso dei quali avvengono esecuzioni di brani musicali appartenenti al repertorio SIAE – Divisione Musica.

Da tanto si evince che se decidi di organizzare una festa con della musica in casa tua, non dovrai pagare alcun diritto alla Siae; al contrario, in tutte le altre ipotesi sarai tenuto a chiedere l’autorizzazione e a pagare quanto ti verrà richiesto. Dovrai chiedere i diritti sia nel caso in cui la musica sia dal vivo, sia nell’ipotesi in cui sia solamente registrata: in pratica, uno spettacolo chiuso al di fuori della tua abitazione va pagato anche se ti limiti ad ingaggiare un deejay che mette su qualche disco. Tra l’altro, nell’ipotesi di musica registrata, occorrerà pagare, oltre al diritto d’autore, anche tutti i diritti connessi, spettanti ai produttori dei supporti fonografici e agli artisti interpreti o esecutori dei brani.

Diritti Siae spettacolo privato: come funziona?

Precisato che anche nel caso di uno spettacolo chiuso si paga la Siae, a meno che non avvenga nella propria abitazione, vediamo ora come si deve procedere per mettersi in regola. Innanzitutto, è l’organizzatore dell’evento a doversi attivare, non il cantante o li deejay ingaggiato: pertanto, ci si dovrà recare presso l’ufficio territoriale della Siae (dislocati praticamente in ogni provincia) e compilare correttamente la documentazione che verrà proposta.

Per avere il permesso è necessario comunicare la data e l’ora dell’evento, l’indirizzo e il nome della location, il numero dei partecipanti, il costo del ricevimento procapite e pagare i diritti d’autore (in contanti o anche con carta di credito) anticipatamente e in maniera forfettaria a seconda dei parametri che a breve ti indicherò. Contestualmente al pagamento e al deposito di una piccola cauzione, l’ufficio Siae ti consegnerà due documenti: il permesso spettacoli e intrattenimenti; il programma musicale (cosiddetto “borderò”), un modulo che andrà consegnato all’artista appena l’evento si è concluso. Una volta riconsegnato il borderò all’ufficio che lo aveva rilasciato, la Siae provvederà a riaccreditare la cauzione precedentemente versata.

In alternativa, anziché recarti di persona presso un ufficio della Siae, puoi inviare una richiesta telematicamente, tramite il portale online dedicato alle feste private grazie al quale riuscirai ad ottenere la licenza per l’esecuzione dei brani musicali tutelati dalla Siae e pagare il compenso. Per utilizzare il servizio online ed ottenere il permesso occorre come prima cosa registrarsi al portale.

Spettacolo privato: quanto costa la Siae?

Veniamo ora al punto che probabilmente ti interesserà maggiormente: quanto cosa la Siae per uno spettacolo chiuso? Se intendi organizzare un evento gratuito durante il quale verrà diffusa musica coperta dai diritti d’autore in possesso della Siae, oltre a completare la procedura burocratica che ti ho indicato nel paragrafo precedente dovrai corrispondere all’ente pubblico una somma per la concessione dei permessi di utilizzazione.

Nello specifico, dovrai pagare alla Siae in base al tipo di evento organizzato, al numero dei partecipanti e alla presenza o meno di diritti connessi, i quali vanno pagati nel caso di musica registrata che viene riprodotta tramite un lettore musicale (stereo, pc, dvd e altri supporti idonei a diffonderla) o eseguita tramite l’attività di un disc jockey. Possiamo riassumere il pagamento della Siae così:

  • per i compleanni, occorrerà pagare 79 euro per i diritti di utilizzo delle opere e 24 euro per i diritti connessi;
  • per i matrimoni, bisogna pagare 199,00 euro per i diritti d’autore, mentre per i diritti connessi si devono pagare 79 euro nel caso in cui i partecipanti non superino il numero di duecento; in caso contrario, i diritti connessi salgono a 119 euro;
  • per gli altri tipi di festeggiamenti, fino a duecento invitati si paga 99,00, che sale a 149,00 per un numero di partecipanti superiore ai duecento; per i diritti connessi, invece, si pagano 34 o 54 euro a seconda che i partecipanti siano duecento oppure più.

In sintesi, quindi, se organizzi uno spettacolo privato con soltanto musica dal vivo, dovrai pagare solamente i diritti d’autore e non quelli di utilizzo; al contrario, se il tuo evento prevede musica registrata da diffondere, dovrai pagare anche i diritti di utilizzo.

Siae: quando non si paga?

I diritti di utilizzo non si pagano alla Siae quando l’evento sia organizzato nella propria privata dimora, quando le opere utilizzate siano divenute di pubblico dominio (il che accade quando siano trascorsi settanta anni dalla morte del loro autore) oppure quando non siano presenti nel catalogo Siae. Inoltre, questo ente pubblico non può pretendere niente nel caso di opere registrate su piattaforme di Creative Commons.

note

Immagine: Ragazza che suona la batteria, autore LightField Studios


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