Diritto e Fisco | Editoriale

Quando viene archiviato un processo?

2 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Marzo 2019



Quando il pubblico ministero chiede l’archiviazione di un procedimento penale e per quali ragioni.

Ti è stato notificato l’avviso di fissazione di un’udienza in camera di consiglio per discutere della opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero in relazione ad un reato di truffa, appropriazione indebita o lesioni da te presumibilmente commesso e, dopo l’udienza, hanno notificato al tuo difensore un’ordinanza di archiviazione? Ti hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini (relative ad un’accusa di furto elevata nei tuoi confronti), per cui hai chiesto di essere sottoposto ad interrogatorio a seguito del quale il pubblico ministero si è convinto ed ha richiesto l’archiviazione? Quando viene archiviato un processo?  Devi sapere che il pubblico ministero, nel corso delle indagini o al termine delle stesse, può avanzare richiesta di archiviazione del procedimento penale perché crede che la notizia di reato sia infondata (nel senso che dall’indagine non sono emersi elementi sufficienti ad affrontare un processo), perché manca una condizione di procedibilità (nel senso che per un reato procedibile a querela non è stata sporta querela), perché il reato è estinto (per esempio è prescritto) o il fatto non è più previsto dalla legge come reato (in quanto, nel corso del tempo, le leggi sono cambiate ed i fatti denunciati non sono più punibili). Il pubblico ministero può chiedere l’archiviazione anche se sono rimasti ignoti gli autori del reato (in caso di denuncia contro ignoti) o se il fatto denunciato (ed accertato attraverso le indagini) è di particolare tenuità (nel senso che il reato commesso è così lieve che non necessita della punizione da parte dello stato). In questi casi il pubblico ministero avanza al giudice per le indagini preliminari una richiesta di archiviazione del procedimento ed il giudice può accogliere la richiesta (con decreto) o fissare un’udienza in camera di consiglio (all’esito della quale disporre il rinvio a giudizio o l’archiviazione, ma con ordinanza). Andiamo con ordine.

Cos’è la richiesta di archiviazione?

Il pubblico ministero, in caso di notizia di reato infondata (o negli ulteriori casi previsti dalla legge), presenta al gip richiesta di archiviazione [1] e gli trasmette l’intero fascicolo processuale, contenente la documentazione relativa alla notizia di reato ed alle indagini espletate affinché lo stesso possa avere una visione completa dei fatti e delle prove raccolte. Se si tratta di delitti commessi con violenza alla persona o di stalking, la richiesta del pubblico ministero deve essere sempre comunicata alla persona offesa; per gli altri reati, la comunicazione è obbligatoria solo se la persona offesa ne abbia fatto istanza nella querela o denuncia: la persona offesa, nel termine di venti giorni da tale avviso, potrà visionare gli atti e presentare opposizione alla richiesta di archiviazione motivando la propria volontà di prosecuzione delle indagini preliminari (immaginiamo che il pubblico ministero non abbia sentito un teste rilevante o non abbia acquisito della documentazione necessaria) o di ottenere il rinvio a giudizio dell’indagato.

Il pubblico ministero può avanzare richiesta di archiviazione [2] quando:

  • la notizia di reato è infondata;
  • risulta che manca una condizione di procedibilità (si tratta di un reato commesso da un ministro e manca l’autorizzazione a procedere del senato);
  • la persona sottoposta alle indagini non è punibile perché il fatto è di particolare tenuità;
  • il reato è estinto (perché, ad esempio, è morto l’indagato);
  • il fatto non è più previsto dalla legge come reato (per esempio, il reato di ingiuria che non è più punibile penalmente).

Ma che succede a seguito della richiesta di archiviazione?

Quando viene archiviato un processo?

Fuori dei casi in cui la persona offesa abbia presentato l’opposizione all’archiviazione (caso che analizzeremo nel dettaglio di seguito), se il giudice accoglie la richiesta del pubblico ministero pronuncia decreto motivato di archiviazione e restituisce gli atti al pubblico ministero [3]. Se, invece, il giudice non accoglie la richiesta, entro tre mesi, fissa la data dell’udienza in camera di consiglio per sentire le ragioni del pubblico ministero, del difensore dell’indagato e della persona offesa (se compare). A seguito dell’udienza, il giudice:

  • se ritiene di non poter decidere allo stato degli atti, ordina al pubblico ministero di svolgere ulteriori indagini e fissa un termine per il loro espletamento;
  • se ritiene che il reato esiste in tutti i suoi elementi necessari e fondamentali, può obbligare il pubblico ministero a formulare, entro dieci giorni, l’imputazione (cosiddetta imputazione coatta);
  • se ritiene che non vi siano elementi per proseguire, dispone l’archiviazione.

L’opposizione alla richiesta di archiviazione.

Come abbiamo già detto, può succedere anche che la persona offesa dal reato intenda opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero [4]. È il caso, ad esempio, dei familiari di un paziente deceduto a seguito di un intervento chirurgico che, considerando il medico che l’ha operata colpevole di omicidio colposo, prima sporgono formale denuncia e poi, a seguito di richiesta di archiviazione del pubblico ministero, presentano atto di opposizione. Nell’ipotesi fatta, si può verificare questo:

  • il PM, magari, pur rappresentando l’accusa, ha ritenuto la notizia di reato infondata (perché dall’autopsia è emerso che il paziente non è morto a causa dell’intervento, ma per cause esterne) e, per questo motivo, ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale che aveva iscritto nei confronti del medico;
  • i familiari del paziente deceduto (entro 20 giorni dalla notifica della richiesta di archiviazione), non volendosi arrendere, hanno presentato opposizione ed, a sostegno, hanno presentato una consulenza redatta da un loro medico legale secondo il quale la causa della morte era riconducibile certamente alle omissioni del medico.

Il giudice, ricevuta la richiesta di archiviazione del PM e l’atto di opposizione dei familiari, fissa un’udienza in camera di consiglio per sentire tutte le parti ed all’esito può decidere se archiviare il procedimento, ordinare nuove indagini oppure disporre l’imputazione coatta.

 

note

[1] Art. 408 cod. proc. pen.

[2] Art. 411 cod. proc. pen.

[3] Art. 409 cod. proc. pen.

[4] Art. 410 cod. proc. pen.


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