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La negoziazione assistita nella separazione e nel divorzio

3 Marzo 2019 | Autore:
La negoziazione assistita nella separazione e nel divorzio

Separarsi, divorziare o modificare le condizioni con la negoziazione assistita è possibile. Requisiti, tempistica e modalità di svolgimento.

Ti stai separando o vuoi divorziare o, ancora, vuoi modificare le condizioni di separazione/divorzio? Sappi che hai la possibilità di utilizzare una procedura alternativa alla presentazione davanti al giudice. Grazie alla negoziazione assistita, infatti, avrai la possibilità di separarti o divorziare sottoscrivendo un accordo davanti al tuo avvocato ed a quello del tuo coniuge, senza la necessità di andare in tribunale. I tempi, quindi, sono molto più rapidi ed i costi più contenuti. La negoziazione assistita nella separazione e nel divorzio, inoltre, è applicabile anche se hai figli minori o maggiorenni non ancora autosufficienti. Per conoscere le tempistiche, i requisiti e le modalità di svolgimento della procedura di negoziazione, non ti resta che leggere questa semplice guida.

Cos’è la negoziazione assistita?

La negoziazione assistita è un accordo con il quale le parti risolvono una controversia senza la necessità di rivolgersi al tribunale. Questa procedura, infatti, avviene semplicemente con l’assistenza di avvocati e – se l’accordo è raggiunto – consente alle parti di evitare le lungaggini e gli alti costi del processo.

Obiettivo dell’istituto della negoziazione assistita – introdotto nel 2014 [1] – è infatti quello di alleggerire il carico di lavoro dei tribunali, prevedendo una serie di casi in cui le parti, obbligatoriamente, devono utilizzare lo strumento della negoziazione assistita prima di rivolgersi al tribunale e, dunque, iniziare un processo davanti al giudice.

Quali sono le controversie per le quali la procedura di negoziazione assistita è obbligatoria?

Si tratta delle:

  • azioni di risarcimento del danno da circolazione di veicoli;
  • domande di pagamento, a qualsiasi titolo, di somme di denaro inferiori ad Euro 50.000;

Se, nei suddetti casi, non viene esperita la procedura di negoziazione assistita, la domanda è improcedibile. Ciò significa che non è possibile continuare il processo. Tuttavia, nulla è perduto. Se, infatti, successivamente, la parte interessata si attiva per dar luogo alla negoziazione assistita, può – comunque – proporre nuovamente la domanda in giudizio.

Requisiti essenziali

La negoziazione assistita è preceduta da un accordo tra le parti mediante il quale le stesse s’impegnano ad utilizzare detto strumento dandosi un termine temporale minimo ed uno massimo entro cui concludere l’eventuale conciliazione.

Questo accordo è chiamato convenzione di negoziazione assistita e, per la sua validità, richiede la presenza di alcuni requisiti essenziali:

  • forma scritta;
  • assistenza di uno o più avvocati che certifichino l’autenticità delle sottoscrizioni (firme) apposte all’accordo;
  • l’accordo non può riguardare i cosiddetti diritti indisponibili né la materia del diritto del lavoro (per esempio, non può riferirsi ad un’ipotesi di licenziamento);
  • il termine per la conclusione della procedura non può essere inferiore ad un mese e superiore a tre mesi, con possibilità di proroga di soli trenta giorni. Ne consegue che l’intera procedura può avere una durata minima di un mese e massima di quattro mesi.

Negoziazione assistita nella separazione e nel divorzio

Lo strumento della negoziazione assista può essere utilizzato anche per la separazione e/o il divorzio.

Si tratta, sicuramente, di una buona alternativa alla separazione/divorzio davanti al giudice. La tempistica, così come i costi – come si vedrà – sono più ragionevoli e, inoltre, dispensa i coniugi dalla necessità di affrontare una situazione stressante quale può essere quella di presentarsi in tribunale, davanti ad un giudice.

I coniugi, infatti, possono ottenere la separazione/divorzio recandosi, semplicemente, presso lo studio dell’avvocato, sottoscrivendo l’accordo raggiunto. A quel punto, sarà il legale ad interessarsi di tutta la fase successiva riguardante il controllo da parte della procura e l’annotazione ad opera dell’ufficiale di stato civile.

Quando è utilizzabile la negoziazione assistita?

La negoziazione assistita può essere utilizzata per la separazione/divorzio senza particolari limiti. Gli unici due requisiti essenziali per poter beneficiare dello strumento sono i seguenti:

  • i coniugi devono aver raggiunto un accordo. Ne consegue che – qualora i coniugi non siano d’accordo su qualsiasi questione attinente la separazione/divorzio (per esempio, l’importo del mantenimento o le modalità di affidamento dei figli) – non sarà possibile utilizzare lo strumento della negoziazione;
  • le parti devono essere unite in matrimonio. Se, quindi, le parti sono semplicemente conviventi ed hanno uno o più figli in comune, non potranno utilizzare l’istituto della negoziazione assistita.

Al di fuori di queste limitazioni, invece, lo strumento della negoziazione può essere utilizzato in tantissime ipotesi:

  • separazione consensuale;
  • divorzio consensuale a seguito di separazione personale;
  • modifica delle condizioni di separazione/divorzio;
  • coniugi senza figli;
  • coniugi con figli di minore età;
  • coniugi con figli maggiorenni ma non ancora economicamente autosufficienti;
  • coniugi con figli maggiorenni autonomi;
  • coniugi con figli maggiorenni incapaci o con handicap grave.

La negoziazione assistita, quindi, a differenza di quanto previsto per la separazione/divorzio davanti al sindaco, può essere adoperata anche in presenza di figli minori o maggiorenni non ancora autosufficienti.

Quali sono i documenti necessari per la negoziazione assistita?

Quando vi recate dall’avvocato per procedere alla separazione o al divorzio o, ancora, alla modifica delle condizioni di separazione/divorzio, sarà lui stesso ad indicarvi la possibilità di procedere mediante negoziazione assistita e, nel caso, l’elenco dei documenti necessari per utilizzare tale strumento.

In generale, i documenti richiesti sono:

  • documento d’identità di entrambi i coniugi e codice fiscale;
  • certificato di residenza di entrambi i coniugi;
  • certificato di stato di famiglia di entrambi i coniugi;
  • dichiarazione dei redditi presentata nelle tre annualità precedenti a quelle in cui si attua la negoziazione assistita;
  • certificato completo di matrimonio;
  • se si procede per ottenere il divorzio, decreto di omologa della separazione o sentenza di separazione o accordo di negoziazione assistita avente per oggetto la separazione dei coniugi;
  • estratto dell’atto di nascita di eventuali figli della coppia;
  • certificato di residenza degli eventuali figli della coppia;
  • certificato di stato di famiglia di eventuali figli dei coniugi;

Compito delle parti è solo quello di consegnare questa documentazione al proprio legale, dopo di che sarà quest’ultimo ad allegare i suddetti documenti all’accordo di negoziazione assistita che sarà inviato alla procura della Repubblica e poi all’ufficiale di stato civile.

Come si svolge la negoziazione assistita?

Supponiamo che uno dei due coniugi si rechi dall’avvocato per intraprendere la procedura di separazione o divorzio. Il legale ha il dovere di sottoporre al proprio assistito la possibilità di utilizzare, a tal fine, lo strumento della negoziazione assistita. Se, quindi, la parte decide di usare detto istituto, l’avvocato deve comunicare (solitamente mediante raccomandata con ricevuta di ritorno) all’altro coniuge, l’intenzione del proprio cliente di procedere con la negoziazione.

A questo punto, l’altro coniuge si rivolgerà al proprio legale di fiducia e – qualora anch’esso sia concorde nel procedere mediante negoziazione assistita – i rispettivi avvocati procederanno alla redazione della cosiddetta convenzione.

Nella pratica, cioè, i coniugi devono firmare un accordo nel quale è specificato il termine entro il quale terminare la procedura (che non può essere inferiore ad un mese e superiore a quattro mesi) e l’oggetto (separazione, divorzio o modifica delle condizioni di separazione/divorzio).

Potrebbe anche accadere che i coniugi, già d’accordo tra loro, si rivolgano allo stesso avvocato chiedendo di procedere alla negoziazione assistita.

Secondo la normativa attuale, tuttavia, non è del tutto chiaro se sia possibile procedere a negoziazione mediante l’assistenza di un solo legale. Le interpretazioni di dottrina e giurisprudenza in materia, infatti, sono alquanto discordi dunque è sempre consigliabile rivolgersi a due avvocati (uno per parte) per evitare eventuali stalli derivanti dalla sottoscrizione dell’accordo di negoziazione assistita da parte di un solo legale.

Una volta raggiunto l’accordo e sottoscritto dalle parti e dai loro avvocati, è necessario sottoporlo al controllo del procuratore della Repubblica. A questo proposito, la procedura è leggermente differente a seconda che i coniugi abbiano o non abbiano figli minori o, comunque, non autonomi.

Negoziazione assistita tra coniugi senza figli o con figli maggiorenni ed autonomi

Se i coniugi che procedono alla separazione o al divorzio o alla modifica delle condizioni di separazione/divorzio non hanno figli o, questi, sono maggiorenni ed economicamente autonomi, l’accordo raggiunto viene ugualmente trasmesso al Procuratore della Repubblica, ma il controllo eseguito da quest’ultimo soggetto è molto più superficiale.

Il procuratore, cioè, si limita a verificare che non vi siano irregolarità formali, quindi non riguardanti il contenuto dell’accordo. Se il procuratore ritiene che l’accordo sia regolare, rilascia il cosiddetto nullaosta. In tal caso, gli avvocati hanno il compito di trasmettere l’accordo all’ufficiale di stato civile per le opportune annotazioni sui pubblici registri.

Se, invece, il pubblico ministero non rilascia il nullaosta, gli avvocati non possono trasmettere l’accordo all’ufficiale dello stato civile e, dunque, dovranno regolarizzare l’accordo e ripresentarlo, nuovamente, alla procura competente.

Nel caso in cui non vi siano figli o, comunque, questi siano maggiorenni ed autonomi, non sono previsti termini entro cui eseguire le procedure anzidette. Non è, cioè, indicato né un termine entro cui gli avvocati devono trasmettere l’accordo alla procura, né il termine entro il quale il procuratore deve rilasciare (o meno) il nullaosta, né – ancora – il termine entro cui gli avvocati devono, eventualmente, trasmettere l’accordo all’ufficiale di stato civile.

Tuttavia, nella prassi, sono applicati i medesimi termini previsti per l’ipotesi di negoziazione assistita in presenza di figli minori.

Se i coniugi non hanno figli in comune o, questi, sono maggiorenni ed autosufficienti hanno altresì la possibilità di procedere alla separazione o divorzio o modifica delle condizioni di separazione/divorzio davanti al sindaco.

Negoziazione assistita tra coniugi con figli minori o non autonomi

Si tratta, cioè, di tutte quelle ipotesi in cui i coniugi hanno figli comuni di età inferiore ai 18 anni o con figli maggiorenni ma non autosufficienti economicamente o, ancora, maggiorenni ma portatori di handicap grave o incapaci. In questo caso, l’accordo raggiunto deve essere trasmesso al procuratore della Repubblica – a cura degli avvocati – entro dieci giorni. A questo punto, il pubblico ministero verifica se l’accordo risponde all’interesse del figlio e, in caso positivo, lo autorizza.

Se il procuratore decide per la non autorizzazione, deve trasmettere l’accordo – entro cinque giorni – al Presidente del tribunale, il quale fissa la comparizione delle parti, avanti a sé, entro i successivi trenta giorni. Se, invece, il procuratore rilascia l’autorizzazione, gli avvocati devono trasmettere – entro dieci giorni dalla comunicazione dell’avvenuta autorizzazione da parte del pubblico ministero – all’ufficiale di stato civile.

L’annotazione nei pubblici registri

Dopo il nullaosta (in caso di assenza di figli o presenza di figli maggiorenni autonomi) o di autorizzazione (in caso di figli minori o maggiorenni non autonomi) da parte della procura, gli avvocati devono trasmettere l’accordo (entro dieci giorni) all’ufficiale di stato civile del Comune in cui il matrimonio era stato registrato.

Qual è il valore dell’accordo raggiunto con negoziazione assistita?

L’accordo raggiunto con la negoziazione assistita ha lo stesso valore e produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione e/o divorzio o di modifica delle condizioni di separazione/divorzio. Ne consegue che detto accordo costituisce titolo esecutivo e, dunque, il suo contenuto può essere oggetto di esecuzione forzata.

Facciamo un esempio: in caso di mancato versamento, da parte di uno dei coniugi, del mantenimento previsto dall’accordo, l’altro potrà procedere alla notifica dell’atto di precetto e procedere all’esecuzione forzata.

note

[1] Legge n. 162 del 10.11.2014.


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