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Sanzioni per falsa residenza

12 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Febbraio 2019



Dichiarare di abitare in un luogo diverso da quello abituale per avere dei benefici fiscali può portare a diventare irreperibili ma anche a finire in carcere.

Il mondo è piccolo. E anche se ti impegni a non essere reperibile, per qualsiasi motivo, prima o poi qualcuno, anche la persona che meno potresti immaginare, ti scova ed il gioco è finito. Per questo dichiarare una falsa residenza può rivelarsi inutile. Quello che è assolutamente sicuro è che si tratta di un reato. E che le sanzioni per falsa residenza sono in grado di convincere chiunque che il gioco non vale la candela.

Perché si dichiara una falsa residenza? Bella domanda. Nella maggior parte dei casi, com’è successo anche di recente, per abbassare il reddito ed avere diritto a qualche prestazione economica dello Stato, che si chiami detrazione fiscale o bonus o reddito di cittadinanza. Altri si illudono di diventare invisibili agli occhi del Fisco o di chiunque abbia il potere di pretendere da loro dei soldi (per una multa, ad esempio, o per dei contributi previdenziali non pagati). E allora ecco che in Comune dicono di vivere con la mamma, quando in realtà sono per conto loro già da tempo. Non manca nemmeno chi scappa dall’ex e, nella speranza di non essere rintracciato nemmeno all’anagrafe, sparisce sotto l’ombrello della falsa residenza. Con il rischio di ripararsi dalla pioggia di acqua ma non da quella delle sanzioni.

Ora ti starai chiedendo se tra le sanzioni per falsa residenza c’è quella del carcere. Cioè se si può andare in galera per non dire il vero circa il posto in cui abiti. Non escluderlo: quando si commette un reato (e questo lo è, come ha sentenziato tempo fa la Cassazione) si devono mettere in conto tutte le conseguenze. Compresa quella di fissare la tua residenza dietro le sbarre per qualche tempo.

Ecco, allora, quali sono le sanzioni per falsa residenza.

Dove va fissata la residenza?

Se sei così fortunato di avere due case, quale devi considerare come residenza? Dev’essere quella in cui abiti di solito, cioè quella in cui abitualmente dormi e mangi, quella a cui torni ogni giorno dopo il lavoro. Non è possibile, dunque, fissare la residenza nella casa sul lago o al mare, quella che uso un paio di mesi per le vacanze oppure dove ogni tanto trascorri un week end con la famiglia.

La tua residenza non può essere nemmeno quella in cui hai vissuto con mamma e papà prima di sposarti ed andare ad abitare altrove. È in «quell’altrove» che devi fissarla.

Questo perché, come ogni cittadino, hai il dovere di renderti reperibile per le autorità e per il Fisco, oltre che per parenti ed amici. Significa che non puoi dichiarare una falsa residenza o una residenza di comodo: rischi delle sanzioni.

Ovviamente, non è che devi restare «inchiodato» alla tua casa 365 giorni all’anno. Il punto è che devi dare al tuo Comune un punto di riferimento in cui ricevere delle notifiche ufficiali.

Falsa residenza: la cancellazione dall’anagrafe

Immagina di avere dato una falsa residenza al tuo Comune. I Vigili urbani non hanno mai fatto il controllo da prassi, per qualsiasi motivo (forse hai la faccia da brava persona e si sono fidati). Prima o poi, però, salta fuori che abiti in un luogo diverso da quello che hai dichiarato. Può succedere perché se ne accorge il postino oppure lo viene a sapere il tuo datore di lavoro e da uno dei due arriva la voce al Comune. Sai che cosa fa l’ufficio anagrafe in questo caso? Prima verifica che effettivamente sia così e poi, quando accerta che hai dato una falsa residenza, provvede a cancellarti dall’anagrafe comunale. Il risultato è che tu diventi irreperibile, il che significa che non riceverai alcuna notifica (una multa, una cartella, un avviso ufficiale di qualsiasi tipo).

Bello? Per niente: le notifiche finiranno nella casa comunale e verranno ritenute, comunque, valide. Solo che tu non lo saprai. O, quando verrai a saperlo, non potrai opporti ad alcunché.

Ma non è tutto. Essere cancellato dall’anagrafe comporta delle conseguenze che possono essere molto gravi. Probabilmente la più importante è la perdita dell’assistenza sanitaria. Se non hai una residenza, infatti, l’Asl non ti garantisce un medico di base e, a cascata, non puoi fare una visita medica, un esame di controllo, un ricovero programmato. In pratica, metti a rischio la tua salute.

Inoltre, la cancellazione dall’anagrafe comporta:

  • la perdita del diritto al voto: non avrai più una tessera elettorale, il tuo nome scomparirà dal seggio;
  • l’impossibilità di chiedere un certificato anagrafico, il che significa non poter nemmeno accedere a qualsiasi prestazione socioassistenziale in cui venga richiesto tale documento come condizione indispensabile;
  • l’impossibilità di avere una carta d’identità o un passaporto. Immagina le conseguenze: non puoi essere assunto in un’azienda senza consegnare un documento di riconoscimento, non puoi viaggiare all’estero, non puoi aprire un conto in banca, teoricamente non potresti nemmeno uscire di casa, visto che saresti tenuto a portare sempre con te un documento.

Se vuoi approfondire le conseguenze dell’irreperibilità, leggi questo articolo.

Falsa residenza: è reato?

Ma il problema più grosso per chi dichiara una falsa residenza è che tale gesto è considerato reato. Così ha deciso la Cassazione [1]. Il reato in questione è quello del falso ideologico. La legge, infatti, stabilisce che l’autocertificazione che tu presenti all’anagrafe per dichiarare il tuo luogo di residenza è da considerarsi, a effetti penali, un atto pubblico in quanto tu consegni quel documento ad un pubblico ufficiale.

Commetti reato, dunque, se hai due case e decidi di dichiarare che hai la residenza in una diversa da quella in cui vive tua moglie solo per rientrare nei parametri che danno diritto ad una prestazione assistenziale (come, ad esempio, il reddito di cittadinanza) o ad una detrazione fiscale o per schivare il pagamento di un tributo locale (si pensi all’Imu sulla seconda casa).

In altre parole, la falsa dichiarazione di residenza è reato perché tale documento è un atto che deve provare la verità di un fatto e che, quindi, costringe il dichiarante ad affermare il vero.

Che cosa si rischia? La legge prevedeva la reclusione da 3 mesi a 2 anni. Ma con l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza, la pena può essere molto più severa. Il Governo, infatti, ha deciso che chi tenta di fare il furbetto per ottenere questa prestazione, anche facendo un falso cambio di residenza, rischia da 2 a 6 anni di carcere.

La normativa, infatti, precisa che «chiunque, al fine di ottenere illecitamente il beneficio rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette delle informazioni dovute, è punito con la reclusione da 2 a 6 anni. Pene detentive anche per chi non comunica tempestivamente delle variazioni di reddito o di patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari (in nero, per capirci) che comportano la perdita del diritto al reddito di cittadinanza.

note

[1] Cass. sent. n. 29469/2018 del 27.06.2018.

[2] Art. 75 DPR n. 445/2000.

Giovane coppia immagina una nuova casa di Rehan Qureshi.  


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2 Commenti

  1. Come si stabilisce la residenza? dove devo fare o richiedere il certificato di residenza? Per quanto tempo è valido questo certificato? Grazie

    1. Buongiorno Luca. Il certificato di residenza è un documento che certifica il fatto che la residenza è stata fissata in un determinato Comune e in un determinato indirizzo di residenza. Questo documento non vale per sempre. Dal momento del rilascio da parte del Comune, infatti, il certificato di residenza ha una durata di sei mesi, decorsi i quali, in genere, è necessario chiederne uno nuovo. tale documento può essere richiesto al Comune di appartenenza: personalmente, recandosi all’Ufficio Anagrafe del Comune in cui si ha la residenza; telematicamente, facendone richiesta online tramite il sito web del Comune di appartenenza; via e-mail; contattando telefonicamente il Comune.
      In ogni caso, essendo un documento rilasciato dal Comune, consigliamo di verificare quali sono le modalità di richiesta del certificato di residenza ammesse nel proprio Comune di residenza. Puoi trovare ulteriori approfondimenti nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/242277_il-certificato-di-residenza

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