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Sentenza: chi paga l’imposta di registro?

13 Dicembre 2017 | Autore:
Sentenza: chi paga l’imposta di registro?

Gli atti giudiziari sono soggetti ad imposta di registro: ma chi è tenuto al relativo pagamento?

Come noto, il provvedimento con cui viene definito un procedimento giudiziario è soggetto a registrazione. È il caso ad esempio di una sentenza o di un decreto ingiuntivo: a seguito della loro emanazione, infatti, vengono trasmessi all’Agenzia delle Entrate al fine della determinazione dell’ammontare dell’imposta di registro. Ma in cosa consiste l’imposta di registro?

Imposta di registro: cos’è?

L’imposta di registro è un tributo che si applica agli atti giuridici che devono essere registrati o che vengono volontariamente registrati. L’obbligo o meno di registrazione è determinato essenzialmente – e salvo alcune deroghe – dalla forma e dal contenuto dell’atto. L’imposta di registro, oltre che per gli atti giudiziari – esaminati in questa sede – è dovuta anche per gli atti pubblici e le scritture private autenticate e non autenticate. Va però effettuata una distinzione: per quanto riguarda gli atti pubblici, gli atti giudiziari e le scritture private autenticate si applica la legge vigente alla data di formazione di tali atti al fine della determinazione dell’imposta, mentre per quanto riguarda le scritture private non autenticate si applica il regime tributario vigente al momento della loro registrazione

Imposta di registro: per quali atti è dovuta?

Sono soggetti a registrazione gli atti dell‘autorità giudiziaria ordinaria e speciale in materia di controversie civili che definiscono, anche parzialmente, il giudizio. Tra questi atti troviamo anche  i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti di aggiudicazione e quelli di assegnazione, le sentenze di delibazione ossia quelle pronunce che rendono efficaci nello Stato sentenze straniere e i provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali.

Imposta di registro: entro che termine va versata?

Gli atti dell’autorità giudiziaria devono essere registrati in termine fisso. Ciò significa che la registrazione deve essere obbligatoriamente richiesta entro un preciso termine decorrente dalla data di formazione dell’atto. In particolare gli atti dell’autorità giudiziaria ordinaria e speciale in materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio devono essere registrati decorsi 10 giorni dalla loro pubblicazione o emanazione ma al massimo entro i 30 giorni successivi. I decreti di trasferimento e gli atti nei quali il cancelliere interviene come ufficiale rogante, invece, vanno registrati entro 60 giorni. Vanno, invece, registrati entro 30 giorni da quando sono divenuti definitivi, le sentenze e gli altri atti recanti condanna al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato.

 Imposta di registro: come si calcola?

In via generale l’importo dell’imposta di registro è determinato dal valore del bene o del diritto oggetto dell’atto. Se l’atto non contiene un’indicazione di valore, l’importo dell’imposta viene determinato dall’Agenzia delle Entrate. Gli atti che non hanno un contenuto patrimoniale, sono soggetti ad imposta in misura fissa. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, in ogni caso, è presente una sezione denominata “calcolo degli importi per la tassazione degli atti giudiziari” attraverso la quale è possibile conoscere con esattezza l’importo dell’imposta di registro.

Imposta di registro di una sentenza: chi la paga?

Tornando al quesito iniziale, ossia chi paga l’imposta di registro di una sentenza, deve dirsi innanzitutto che non viene compiuta alcuna distinzione tra parte vittoriosa e parte soccombente. L’obbligo di registrazione grava in via solidale su tutte le parti del giudizio, ossia ciascuna è chiamata al pagamento dell’intero.

Ovviamente la parte vittoriosa nel processo potrà diffidare al pagamento la controparte sconfitta, effettivamente tenuta al pagamento nel rapporto interno tra le parti in causa. Tuttavia se la parte soccombente non effettua il pagamento, la parte vittoriosa potrà effettuare il pagamento per intero dell’imposta di registro e poi rivalersi nei confronti della controparte per ottenere il rimborso di quanto pagato.



2 Commenti

  1. io non sono proprietario di casa , mi sono separato la casa è della mia ex moglie, va all’ asta devo pagare l’imposta di registro?

  2. sono separato, la mia ex è proprietaria della casa che andrà all’ asta, sono obbligato a pagare l’imposta di registro?

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