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Pos obbligatorio: in arrivo il taglio dei costi

13 Dicembre 2017
Pos obbligatorio: in arrivo il taglio dei costi

Pos obbligatorio e sanzioni in arrivo. Si prevede, però, la riduzione delle commissioni interbancarie

Il Pos  è obbligatorio e presto arriveranno anche le sanzioni per chi non si adegua. Più che le sanzioni, tuttavia, a destare maggiore allarme sono i costi (per approfondimenti leggi anche: Pos obbligatorio: in arrivo le sanzioni). Ecco, in particolare, le sanzioni previste:

  • una multa di cinquecento euro, nel caso in cui si accerti che il commerciante o il professionista non si sia dotato del Pos;
  • in seguito al pagamento della multa, un termine di trenta giorni per acquistare il macchinario, mettendosi così in regola, e di sessanta giorni per comunicare alla Guardia di Finanza l’avvenuta installazione del Pos;
  • una seconda e più salata multa pari a mille euro, nell’eventualità in cui il commerciante o il professionista non dovesse svolgere le incombenze appena indicate;
  • un altro mese di tempo per acquistare il dispositivo e mettersi in regola;
  • la sospensione dell’attività commerciale o professionale fino all’installazione del dispositivo, qualora anche questo secondo avvertimento rimanesse inosservato.

Pos: quali i costi?

Negozianti, artigiani ed esercenti commerciali sono – oramai da tempo – sul piede di guerra e si sono duramente schierati contro la nuova linea governativa. Ciò in quanto il pagamento con il bancomat porta con sé diverse spese e commissioni che favoriranno le banche a discapito delle piccole e medie imprese italiane. Come anticipato infatti, prima ancora che le sanzioni previste, ciò che realmente spaventa sono i costi del Pos.  Sul punto si consideri che la prima spesa da sostenere è quella per l’acquisto del terminale. Mediamente, per un Pos mobile si spendono più di 60 euro, per uno tradizionale la spesa è di circa 77 euro. Va aggiunto il canone mensile per il servizio: in media 24,1 euro per il Pos su linea fissa (collegato, cioè, all’Adsl) e 13,7 euro per quello mobile (gestibile dallo smartphone). I costi maggiori, però, sono costituiti dalle percentuali su ogni transazione effettuata. Per maggiori approfondimenti, leggi: Pos obbligatorio nei negozi: quanto costa?

L’acquisto del terminale, i costi fissi, cui vanno aggiunti i canoni mensili e le commissioni per carte di credito e bancomat rendono il Pos una spesa non indifferente e, talvolta, un costo proibitivo.

Pos: in arrivo il taglio delle commissioni

C’è di nuovo, però, che ben presto saranno ridotte le commissioni interbancarie sui pagamenti elettronici. Su ripetuto invito dell’Unione Europea, infatti, il Consiglio dei Ministri si sta apprestando a varare il cosiddetto “Decreto taglia commissioni“, di recepimento della Direttiva Europea sui servizi di pagamento [1]. Il decreto legislativo darà un taglio sostanziale alle commissioni interbancarie, di fatto uniformandosi ai dettami europei, finora ampiamente sforati. Con molta probabilità, dunque, da aprile 2018 scatterà il taglio delle commissioni interbancarie sui pagamenti elettronici che vengono applicate durante le transazioni per chi paga con il Pos. Nel dettaglio, si passerà da una media dello 0,50% a un tetto dello 0,20% del valore della transazione per carte di debito e prepagate e da una media dello 0,70% a un tetto dello 0,30% per le carte di credito.

Pos e taglio delle commissioni: dubbi e perplessità

Quella che avrebbe dovuto rappresentare una “bella notizia”, tuttavia, non è stata accolta con molto entusiasmo dalle associazioni dei commercianti, che hanno manifestato più di qualche perplessità al riguardo. Lo scetticismo, in particolare, concerne la mancanza di tagli diretti a carico delle imprese. Il provvedimento, ha sottolineato Confesercenti, non gioverà agli utenti finali, rivelandosi di fatto inutile per imprese e consumatori. Ciò in quanto le commissioni sono solo una parte della «catena» dei costi e «non riguardano le commissioni pagate dagli esercenti che accettano pagamenti con il Pos».


note

 [1] Direttiva 2015/2366/(UE) sui servizi di pagamento nel mercato interno (cosiddetta Psd2) del 25.11.2015.

Autore immagine: Pixabay.com


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