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Cassazione: sbattere la porta in faccia equivale a un’offesa

8 aprile 2013


Cassazione: sbattere la porta in faccia equivale a un’offesa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2013



L’ingiuria di una porta sbattuta giustifica la reazione con un’altra ingiuria.

 

Liti tra condomini: sbattere la porta in faccia al vicino di casa, e così rifiutare il dialogo, costituisce un’offesa. Un’offesa che – secondo una recente sentenza della Cassazione [1] –giustifica peraltro l’eventuale reazione contraria. Pertanto non è punibile il condomino che, dopo l’affronto dell’uscio chiusogli contro il naso, si sia messo a inveire con parole dure e minacce. L’ingiuria cancella (e scagiona) l’ingiuria contraria.

Il fatto portato all’attenzione della Corte riguarda il diverbio sorto tra due vicini per via di un’auto mal parcheggiata, che impediva il transito al garage adiacente. Sorto un alterco verbale tra i due, uno pensava bene di sbattere la porta contro l’altro, ricevendone poi una serie di insulti da dietro la soglia.

In tale circostanza, i giudici hanno avuto modo di chiarire che, a volte, anche un gesto muto e inequivoco, come una porta sbattuta, è equiparabile a una ingiuria e, pertanto, giustifica una reazione pari e contraria. Non è quindi punibile il condomino che, a tale gesto offensivo, abbia risposto con minacce e offese.

note

[1] Cass. sent. n. 4691/2013.

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