Diritto e Fisco | Editoriale

Concorso a cattedra: a posteriori i criteri di valutazione per la prova scritta

8 aprile 2013


Concorso a cattedra: a posteriori i criteri di valutazione per la prova scritta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 aprile 2013



Mentre vengono  pubblicati, a livello regionale, i criteri di valutazione adottati dalle commissioni d’esame, i vincitori potrebbero rimanere senza le cattedre bandite, conseguenza della Riforma Fornero.

 

Molte Regioni stanno pubblicando, in questi giorni, le tabelle di valutazione adottate per la correzione delle prove scritte del concorso a cattedra 2012/13. Eh si! Stesso concorso, stesse domande per tutto il territorio nazionale, ma criteri di valutazione differenti decisi dalle singole commissioni d’esame!

Criteri di valutazione a posteriori.

Nel bando di concorso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale [1], i criteri di valutazione non erano stati menzionati. Il Ministero ha provveduto a “integrare” l’informativa sui criteri di valutazione attraverso un avviso del 15 gennaio 2013 pubblicato sul sito del MIUR. In tale documento si legge che “ogni Commissione disporrà, per la valutazione della prova scritta, di criteri definiti a livello nazionale quali pertinenza, correttezza linguistica, completezza e originalità, ed eventualmente di criteri specifici, differenziati per le diverse aree disciplinari. Ogni commissione inoltre potrà integrare o modificare i criteri proposti in sede nazionale, giustificando le ragioni dei cambiamenti apportati”.

Il Ministro Profumo, in una recente intervista, sulle perplessità scaturite da tale scelta, ha dichiarato: “I vincitori emergono sulla base di una graduatoria regionale [..].Io credo che in realtà oggi ci sia un discreto equilibrio. Poi, è ovvio, le commissioni sono costituite da persone e ognuno ha un metro di giudizio diverso”.

 

Il concorso è divenuto, dunque, da nazionale a regionale?

Non tutti gli USR (Uffici scolastici regionali) hanno, ad oggi, reso noti i criteri di valutazione adottati, integrando, di fatto, i criteri nazionali a prova già conclusa.

Cosa ne resta della trasparenza amministrativa?

Il mondo della scuola rimane nuovamente perplesso, partendo proprio dai candidati (precari e non) che hanno visto modificare i criteri di valutazione a posteriori della prova scritta e che, in virtù di ciò, potrebbero vedersi dichiarati “non idonei” per proseguire le prove concorsuali.

Nel frattempo arrivano i primi esclusi

Mentre vengono pubblicate le tabelle di valutazione per classe di concorso arrivano i primi esclusi al concorso, come accaduto in Valle d’Aosta. L’esclusione riguarda quei candidati-ricorsisti che hanno svolto la preselezione e la prova scritta pur essendo privi del requisito di ammissione previsto dal bando (termine relativo all’acquisizione del titolo di Laurea per i candidati privi di abilitazione). La decisione deriva dalla bocciatura, da parte del TAR Lazio, della richiesta, presentata dai docenti valdostani, di sospendere l’art. 2 del bando di concorso, nella parte relativa ai requisiti di accesso.

Il ricorso di quest’ultimi è stato travagliato: inizialmente presentato presso il Tar della Valle d’Aosta, definitasi non competente, è stato poi inoltrato al Tar del Lazio che ha rigettato la richiesta di sospensiva. Nonostante i docenti valdostani siano in attesa del giudizio di merito, che avverrà a giugno, la Sovrintendenza ha comunicato ai candidati l’esclusione dal concorso ordinario, indetto con decreto del Presidente della Regione.

 

Dulcis in fundo: cattedre a rischio?

Il numero di cattedre bandite per questo concorso sono 11.542: 7.351 saranno occupate dai nuovi docenti a partire dal prossimo settembre, mentre le restanti 4.191 verranno assegnate per l’anno scolastico 2014/2015. Ma dai dati relativi ai pensionamenti previsti quest’anno, condizionati dalla riforma Fornero, sembrerebbe che i tempi d’attesa dei futuri vincitori debbano nuovamente allungarsi. Non c’è corrispondenza tra il numero dei posti che dovrebbero rimanere vacanti ed i pensionamenti previsti per questo biennio. Le tabelle regionali evidenziano una scure impietosa sui dati dello scorso anno con una riduzione anche del 50% in alcune province. Nessuna situazione migliorativa, dunque.

Chissà se “i saggi” riusciranno a porre rimedio all’indecorosa situazione di migliaia di precari. Auguriamoci, nel frattempo, che i tempi di attesa non si allunghino di nuovo!

Di MANUELA MAGNELLI

note

[1] Quarta serie speciale – Concorsi n.75 del 25 settembre 2012.

[2] “Ad ogni quesito verrà attribuito un punteggio intero da zero a dieci. La votazione complessiva della prova sarà data dalla somma delle votazioni attribuite a ciascun quesito. Le prove composte da quattro quesiti potranno quindi dar luogo ad una votazione massima pari a quaranta, quelle composte da tre quesiti daranno invece luogo ad una votazione massima pari a trenta. Superano la prova scritta i candidati che ottengono una votazione minima pari a 28/40, nel caso di prove da quattro quesiti, e a 21/30, nel caso di prove composte da tre quesiti”.


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