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Editoriali Abolito di fatto il limite del “quinto” pignorabile: pensioni integralmente aggredibili

Editoriali Pubblicato il 4 aprile 2013

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> Editoriali Pubblicato il 4 aprile 2013

Il pignoramento presso terzi della pensione può essere effettuato ormai integralmente, con estrema facilità, e non più nei limiti di un quinto, per come previsto invece dalla legge.

Ad oggi, ancora, il Parlamento nulla ha fatto per ovviare a un buco normativo che, di fatto, ha reso pignorabile tutta la pensione. Nonostante l’allarme lanciato da “La Legge per Tutti” a quasi un anno di distanza, l’assegno versato mensilmente dall’ente di previdenza, poiché ormai obbligatoriamente versato in banca, resta completamente aggregabile da Equitalia. Di conseguenza, la norma che prevede il limiti di “un quinto” della pignorabilità è, nei fatti, completamente elusa dallo stesso Stato.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta, facendo un passo indietro.

Dopo l’approvazione del decreto legge “Salva Italia” [1], i pensionati che subiscono un pignoramento della pensione (cosiddetto pignoramento presso terzi) rischiano di perdere tutta la rata mensile e non più solo un quinto come invece previsto dal codice di procedura civile [2]. Lo stesso pericolo riguarda i lavoratori dipendenti con il salario mensile.

Si tratta di un modo ormai di fatto legalizzato per superare il limite del “quinto pignorabile” imposto invece dal codice di procedura civile [3] e che, ad oggi, nonostante l’allarme da noi lanciato all’alba della nuova normativa (leggi l’articolo: “Pignoramento della pensione di anzianità sul conto corrente obbligatorio: storture del nuovo sistema”), non ha trovato ancora un correttivo nella legge.

L’obbligo del conto corrente

Come noto, la recente riforma emanata dal Governo nello scorso mese di dicembre 2012 [1] ha imposto all’Inps di versare le pensioni superiori a mille euro non più tramite le Poste (nelle mani del pensionato), ma in un conto corrente bancario o postale o anche su un libretto di risparmio (conseguenza dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti superiori a mille euro). Dunque, in tali casi, i pensionati sono obbligati ad aprire un conto corrente dove l’Inps fa automaticamente confluire le somme dovute mensilmente.

I riflessi sul pignoramento presso terzi

Tale previsione sovverte tutta la disciplina dei pignoramenti presso terzi. È noto, infatti, che la legge consente al creditore la possibilità di pignorare la pensione (o i redditi di lavoro subordinato) nella misura massima di 1/5: ma tale limite opera solo se il pignoramento viene effettuato alla fonte, cioè direttamente a chi deve erogare l’emolumento e procedere all’accantonamento delle quote pignorate (l’Ente di Previdenza o il datore di lavoro).

Invece, se il pignoramento viene effettuato in un momento successivo (anche un giorno dopo), presso la banca dove il pensionato o il lavoratore deposita le somme, tale limite non opera più e il creditore può pignorare tutti i risparmi che vi trova. Quindi, una volta che il denaro si è “confuso” (anche quando il conto contiene solo redditi dello stesso tipo, come solo la pensione o solo lo stipendio) è possibile pignorare non più solo il quinto, ma il 100% della pensione o del salario.

Differenze rispetto al precedente sistema

Questo era già possibile prima del decreto “Salva Italia”; ma se prima il pensionato poteva esigere i pagamenti a mano (alla Posta), oggi invece, con l’obbligo di versamento in conto, nessuno si può più sottrarre al rischio di un pignoramento integrale della pensione.

Il creditore infatti potrà, anziché notificare il pignoramento all’INPS, e accontentarsi di un quinto della mensilità, attendere pochi giorni che l’emolumento venga accreditato in banca e lì aggredirlo integralmente (e, se fortunato, prendere anche le precedenti mensilità, se non ancora prelevate).

Del resto, il pensionato non ha scelta: se non apre il conto corrente, l’Inps trattiene le somme dovute.

Non si discute sul fatto che i debiti vadano pagati, ma il discorso è un altro: se per garantire il minimo sostentamento del pensionato o del lavoratore, la legge prevede una misura massima per il pignoramento, non ha poi senso rendere questa stessa norma così facilmente aggirabile.

La previsione quindi del limite del quinto, a tutela della dignità dell’uomo, rischia di essere completamente svilita e superata per causa di una riforma che, invece, mirava solo a finalità fiscali (la tracciabilità dei pagamenti). Insomma, come al solito, per riparare ai problemi dell’evasione fiscale, a rimetterci è sempre il cittadino più povero.

ATTENZIONE: LA MATERIA È STATA COMPLETAMENTE RISCRITTA DALLA RIFORMA DEL 2015.

LEGGI “I NUOVI LIMITI DI PIGNORAMENTO SUL CONTO CORRENTE


note

[1] Decreto legge “Salva Italia” n. 214/2012.

[2] Art. 545 cod. proc. civ.


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40 Commenti

  1. Se leggeste gli articoli e ci ragionaste sopra invece di sbraitare insulti o proclami rivoluzionari ci arrivavate da soli. . La norma di tracciabilità è pensata per evitare movimenti di denaro non tracciati e quindi combattere l’evasione, i pagamenti in nero e in riciclaggio di denaro. Certo come per tutte le norme può essere aggirata per abusi … ma come può aggirarla chi fa l’abuso può aggirarla anche il cittadino onesto per proteggersi dall’abuso. Per il pensionato rispetto a prima cambia solo che deve ritarare la pensione in banca invece che alle poste e per il pensionato che prende meno di 5000 Euro/mese cambia che il tetto pignorabile sarà molto più basso.

  2. Ma in pratica risulta che sia già avvenuto un qualche pignoramento del genere? Se sì, mi pare strano che non se ne sia avuta notizia, davvero strano. E se no, possibile che debitori come Finanziarie o Banche non se ne siano accorti e non ci abbiano pensato ancora? Molto improbabile. Quindi: che cos’è che ci sfugge?

    Inoltre io mi domandavo, in precedenza: può mai essere che un qualsiasi giudice possa autorizzare il debitore ad un sequestro del 100% su un CC? Le leggi in discussione (“Salvaitalia” e quella del quinto dello stipendio) non lo vietano, ma è plausibile che un giudice autorizzi davvero un sequestro superiore al quinto quando in ciò si ravviserebbe in maniera palese la violazione di molti diritti garantiti dalla Costituzione e da altre leggi (dalla tutela della dignità del cittadino in avanti)?

  3. Nella Ferrari
    Occorre dire che non è così facile riuscire a pignorare così tempestivamente. Occorre infatti che nel momento della notifica presso la Banca il pensionato non abbia già riscosso l’importo della pensione. Sappiamo perfettamente che anche con l’obbligo del versamento in banca, eludere il pignoramento dell’intero non sia così difficle, mentre il creditore ha necessità di avere la sfera di cristallo per riuscire ad aggredire il conto nel momento esatto della sua capienza.
    In ogni caso se non ragionassimo all’italiana, cercheremmo di saldare i debiti anzichè arrivare al pignoramento, anche con il pagamento di importi minimi rateali che eviterebbero l’addebito delle spese di recupero

  4. come pensano di migliorare l’italia se mi porti via l’intera pensione o stipendio come dovrei vivere ?? con cosa pensano che la gente paghi l’affitto o la spesa poi si lamentano se uno dopo va a rubare o dicono perchè si è ammazzato come mai ???

  5. in risposta a giovanna ferrari è vero che in italia abbiamo una visione un po strana delle tasse ma se io non riesco a pagarle perchè i miei creditori non mi pagano e purtroppo grazie a gente disonesta che non paga i lavori fatti io mi sono trovato a dover fallire e tornare a fare il dipendente e a riorganizzare la mia vita e però anche se non incassi ma emetti fattura tu paghi le tasse su quello che fatturi e cosi ti trovi in difficoltà e cominci a non pagare qualcosa e il tuo debito diventa sempre piu grande poi un paio d’anni fa hanno messo una legge che obbliga le imprese a fornire un documento di regolarità contributiva per poter lavorare
    e quindi se non sei totalmente in regola con i pagamenti non puoi più lavorare e non puoi pagare i tuoi debiti con banche fisco ecc ecc
    questa è la storia di tanti imprenditori che sono caduti in rovina in poco tempo in questo periodo

  6. Buonasera a Tutti,
    avrei una curiosita’in merito…cosa cambia rispetto a prima?ovvero, anche prima era possibile pignorare il conto….con tutto quello che esso conteneva.
    O sbaglio?
    con i conti cointestati come funziona?(suppongo le somme siano indivise, ma il cointestatario non pignorato potrebbe opporsi?)
    Come e’eludibile la non pignorabilita’ uno potrebbe anche versare lo stipendio/pensione sul conto di un familiare?(costringendo il creditore ad un pignoramento del quinto)
    Scusate le tante domande, ma e’una materia di mio interesse e sui manuali non si trovano queste delucidazioni e internet e un mare troppo vasto in cui navigare, nel senso che le risposte che trovo sono contrastanti…Mi sono quindi permessa di approfittare della Vostra professionalita’e delle Vostre competenze…Ringrazio anticipatamente

  7. consideriamo anche che trovare un conto da pignorare non e’ un’ impresa da poco..purtroppo o per fortuna…diciamo che sono ormai quasi tre anni che lavoro nel settore contenzioso e di ppt non infruttuosi non ne ho visti molti…occorre prima di tutto individuare il conto del debitore (cosa assai difficile..) e poi sperare anche che sia un conto con una giacenza almeno soddisfacente …a volte sono piu’le spese…che dire…io sto ancora studiando (sono una studentessa lavoratrice)e qui vedo solo un grosso caos normativo e dei grossi ostacoli…cioe’a volte mi pare quasi che ci si debba affidare alla sorte (sia per recuperare i crediti che per evitare i creditori!!!e’un vero e proprio paradosso!)
    certo e’, diciamocelo, che coi tempi che corrono aumentano debitori e creditori , ma diminuisce anche cio’che si recupera…d’altronde, Vogliate scusare il mio linguaggio terra-terra, “non si puo’cavare il sangue dalle rape”…il lavoro di chi recupera i crediti aumenta, ma diminuisce il ricavato..quindi anche qui:abbiamo tanto lavoro , ma poca stabilita’lavorativa…il lavoro cé’, ma i soldi per pagare i lavoratori no.quello che non tutti hanno capito e’che la gente di soldi non ne ha!inutile accanirsi sul regolamentare, a casaccio e in modo incostituzionale , sul come recuperare qualcosa che non cé’!!questo paese e’assurdo!

  8. Vorrei approfondire tale aspetto, in quanto mi pare che una tale interpretazione della legge sia anticostituzionale, sia per illogicita ripetto alle noeme codicistiche sia rispetto al principio di equità e dignità sociale

  9. ma chi percepisce meno di mille euro al mese di pensione, pure è soggetto al pignoramento del quinto? mi sembra di aver capito di si…Ma insomma come si fa a difendersi da questi attacchi? ma quando la smettano di perseguire i deboli e i poveri di questa specie di nazione????
    Il decreto “salva italia”, ammazza l’Italia!!!

  10. mio padre di 84 anni invalido al 100 x100 titolare di pensione INPS di1034,00 decurtata di 800,00€ alla fonte( assegno divorzile ) e titolare di pensione INAIL e di accompagnamento, SI E VISTO DA POCHI GIORNI RECAPITARE UN ATTO DI PIGNORAMENTO VERSO TERZI PROPRIO DALL’EX MOGLIE. DIRETTAMENTE ALL’INPS DA DOVE E STATO DECURTATO IL QUINTO DI TUTTE LE PENSIONI, LA BEFFA E IL PIGNORAMENTO E STATO FATTO ANCHE IN BANCA DOVE VIENE ACCREDITATO IL RESTO.
    OGGI SI TROVA AL VERDE E NON PUO’ AQUISTARE IL MANGIARE, PAGARE LE BOLLETTE E NEANCHE CHI PRESTAVA ASSISTENZA, CONSIDERATO CHE NECESSITA 24 SU 24, NON PUO AQUISTARE LE MEDICINE NON MUTUABILI, COME DIRE …DEVE MORIRE!!!!! E PROPRIO UNA VERGOGNA!!!! E POSSIBILE CHE SIANO PERMESSE CERTE PORCHERIE!!??

  11. Sono un avvocato specializzato nel recupero dei crediti. Ogni giorno ho a che fare con situazioni del genere che leggo sopra tra i Vostri commenti. La verità, purtroppo, è che dietro ai tanti pensionati e lavoratori che sono costretti a subire “dolorosi” pignoramenti del quinto si nascondono i cd “debitori professionali” (come da me simpaticamente denominati), soggetti che proprio facendo leva sul minimo vitale impignorabile continua da anni a fare danni in giro, non pagando i conti, gli affitti, gli acquisti di ogni genere e tipo….tanto i miei 500 euro non me li toglie nessuno. Lo sapete che gente che percepisce 1500 euro nette di pensione con il quinto pignorato e decine e decine di creditori in fila con i pignoramenti di crediti che non potranno mai recuperare perchè non si può chiedere al debitore di vivere 400 anni?

  12. con il conto cointestato con mia moglie(in comunione dei beni) se uno dei due ha debiti non con lo stato,la somma sul conto corrente è sequestrabile solo del 50% oppure l’itera somma?

    1. Questa è una risposta automatica.
      La ringraziamo per la Sua richiesta.
      L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale e in tempi certi.
      Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi a un pagina qualsiasi del nostro portale https://www.laleggepertutti.it. In calce ad ogni articolo, o subito prima della prima parola, troverà un banner con scritto: “Richiedi una consulenza”. Quindi dovrà effettuare il pagamento attraverso Paypal. Per maggiori informazioni ci telefoni o chieda l’IBAN dello Studio Associato.
      Si tratta di un’operazione molto semplice (euro 28.00 iva compresa o, per le consulenze telefoniche, 50 euro iva compresa) che ci consente così di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

  13. “Dopo l’approvazione del decreto legge “Salva Italia” [1], i pensionati che subiscono un pignoramento della pensione ”
    Sarebbe il caso di precisare che NON si tratta del pignoramento della pensione/stipendio ma del pignoramento del saldo del conto corrente, dove è ANCHE accreditata la pensione/stipendio. Sono cose ben diverse e non trovo giusto mettere ansia alla gente. Mi pare più che chiaro che se viene pignorato il saldo del conto “si fregano un accredito di pensione/stipendio” se pignorano il quinto, quest’ultimo se lo prendono tutti i santi mesi

  14. Io ho una testimonianza in merito ….sono pensionata INPS e la pensione di 1000 Euro circa è la mia unica fonte di reddito ,sono vedova ed ho 70 anni.Da qualche anno ho ottenuto una cessione del quinto sulla quota cedibile certificata dall’INPS e che sto pagando mensilmente .Recentemente dopo aver subìto una sentenza negativa,nonostante le probanti mie ragioni addotte, contro la commercialista di mio marito defunto per una cospicua somma ,oltre il danno anche la beffa ,non avendo la possibilita’ di pagare le spese legali mi sono vista pignorare la pensione di ulteriori 85 euro mensili, superando la soglia della quota cedibile relativa alla cessione del quinto già ottenuta.
    Vi chiedo se tutto ciò è legale grazie

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