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Quanto guadagna un aiuto cuoco

3 Marzo 2019


Quanto guadagna un aiuto cuoco

> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 3 Marzo 2019



Prima di accettare un posto di lavoro è bene sapere a quanto ammonta lo stipendio previsto per quella figura professionale.

Hai letto un annuncio di lavoro come aiuto cuoco ma non sai bene quali sono le mansioni che corrispondono a questa figura professionale? Sei interessato a rispondere all’annuncio ma non sai quali responsabilità comporta? Ti piacerebbe fare l’aiuto cuoco ma non sai quali diritti ti verranno riconosciuti? In particolare, vuoi sapere quanto guadagna un aiuto cuoco? A tutte queste domande puoi rispondere, innanzitutto, rispondendo all’annuncio e aspettando di avere dei chiarimenti tramite un colloquio a voce. Se, poi, ti verrà detto quale contratto collettivo di lavoro verrà applicato al rapporto allora potrai avere la risposta a tutte le tue domande.

Che cos’è la retribuzione?

Quando leggiamo un annuncio di lavoro di solito veniamo attratti dalla figura professionale che l’azienda sta ricercando. E’ chiaro, infatti, che tutti noi sappiamo cosa siamo in grado di fare e cosa non siamo in grado di fare. Tutti noi abbiamo uno o più ambiti di specializzazione nei quali poter esprimere al meglio le nostre competenze e che derivano, spesso, dal percorso di studio e di formazione professionale che abbiamo seguito.

Se, ad esempio, hai seguito la scuola alberghiera, nella quale hai preso il relativo diploma, e t sei specializzato nell’ambito della cucina, di sicuro, una volta conclusi gli studi, sei interessato ad offerte di lavoro che ti permettano di mettere in pratica le conoscenze acquisite nel tuo ambito di specializzazione.

Un vecchio proverbio diceva “Impara l’arte e mettila da una parte”. Ciò significa che per diventare un bravo professionista, che conosce bene il suo mestiere, è fondamentale poter apprendere i trucchi della professione da una persona esperta, che ci possa insegnare  e far vedere con l’esperienza diretta come si fa un certo lavoro. Questo è vero anche nel settore della ristorazione e della cucina.

Una volta apprese le nozioni fondamentali all’interno di un istituto scolastico alberghiero, dunque, è evidente che per diventare un bravo cuoco devi affiancare uno chef già esperto, lavorare al suo fianco, seguire le sue direttive ed i suoi insegnamenti e fare tesoro di questa esperienza carpendo il maggior numero possibile di trucchi utili ad aprirti una tua strada alla professione di cuoco.

Per questo, i ragazzi che escono dall’istituto alberghiero e che si sono specializzati nel settore cucina cercano lavoro come aiuto cuoco.

Una delle prime domande che questi ragazzi si fanno è quanto guadagna un aiuto cuoco. In realtà non esiste, come vedremo, una regola che determina la retribuzione dell’aiuto cuoco.

In generale occorre premettere che, in Italia, la misura della retribuzione dipende essenzialmente da tre fattori:

  • sopra tutto c’è la Costituzione [1] che afferma che la retribuzione del dipendente deve essere proporzionata alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto e comunque sufficiente a garantire a sé ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa. E’ il principio della giusta retribuzione e ovviamente non è traducibile in un numero preciso;
  • al di sotto della Costituzione ci sono i contratti collettivi nazionali di lavoro che, tra le varie questioni di cui si occupano, hanno la funzione di stabilire la retribuzione minima spettante ai dipendenti del settore che disciplinano e che viene determinata tenendo conto del livello di inquadramento del dipendente e, dunque, della responsabilità e del tipo di mansioni che vengono richieste al dipendente stesso. I Ccnl fissano dunque i minimi tabellari o minimi stipendiali. Ciò significa che, nel contratto individuale di lavoro sottoscritto dal dipendente e dal datore di lavoro, non è possibile prevedere uno stipendio più basso di quello previsto, per quel livello di inquadramento dal Ccnl;
  • al di sotto di tutto ciò c’è il contratto individuale di lavoro sottoscritto dal dipendente e dal datore di lavoro. In questo documento le parti prevedono la retribuzione spettante al dipendente e le parti possono: prevedere una retribuzione pari ai minimi tabellari fissati dal Ccnl; prevedere una retribuzione a favore del dipendente superiore al minimo stipendiale previsto nel Ccnl. In questo caso, la fetta di stipendio in più che viene concessa al lavoratore e che supera il minimo fissato dal Ccnl viene detto superminimo individuale. Di solito il superminimo viene concesso ad un dipendente per le sue particolari qualità professionali che spingono l’azienda a dargli più di quello che, a norma di Ccnl, è obbligata a pagare.

La retribuzione dell’aiuto cuoco

La struttura della retribuzione, per come l’abbiamo descritta, è tale per cui non esiste una regola generale che ci consente di dire a quanto ammonta la retribuzione dell’aiuto cuoco. Ciò in quanto l’azienda è sempre libera di riconoscere ad un lavoratore che viene assunto come aiuto cuoco uno stipendio più alto del minimo stabilito dal Ccnl di riferimento.

Inoltre, i minimi stipendiali dipendono, come abbiamo detto, dal Ccnl applicato al rapporto di lavoro. Nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi non esiste solo un contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile ma più di uno.

In particolare, possiamo citare il Ccnl terziario, distribuzione e servizi firmato da Confcommercio; il Ccnl Pubblici esercizi firmato da Fipe – federazione italiana pubblici esercizi; il Ccnl Turismo firmato da Federturismo Confindustria e ancora molti altri Ccnl.

Per questo, quando si risponde ad un’offerta di lavoro come aiuto cuoco, se l’ammontare della retribuzione non è direttamente chiarito nell’annuncio, ma si fa riferimento al Ccnl ed al livello di inquadramento è bene chiarire subito quale Ccnl verrà impiegato.

A quel punto si deve consultare il Ccnl e verificare l’allegato relativo ai livelli retributivi ricercando il livello di inquadramento dell’aiuto cuoco.

Facciamo un esempio.

Nel Ccnl Pubblici esercizi firmato da FIPE – federazione italiana pubblici esercizi vengono inquadrati nel 5° livello i lavoratori che, in possesso di qualificate conoscenze e capacità tecnico-pratiche svolgono compiti esecutivi che richiedono preparazione e pratica di lavoro.

Tra le varie figure professionali elencate troviamo anche secondo cuoco mensa aziendale, intendendosi per tale colui che, in subordine ad un cuoco e/o in sua assenza, procede all’approntamento dei pasti sulla base del lavoro già predisposto.

Non c’è dubbio che ad un aiuto cuoco siano richiesti soprattutto compiti operativi e dunque ben potrebbe essere inquadrato nel 5° livello. Aprendo l’allegato al Ccnl relativo ai livelli retributivi possiamo constatare che ad un dipendente di 5° livello, a partire dal gennaio 2019, spettano:

  • paga base: euro 890,14;
  • contingenza euro 522,37;
  • totale euro: 1.412,51.

La somma spettante all’aiuto cuoco deve essere intesa al mese e lorda per un totale di 14 mensilità come previsto dal Ccnl Pubblici esercizi.

In realtà la retribuzione complessiva spettante al dipendente è maggiore in quanto:

  • sulla retribuzione erogata all’aiuto cuoco occorre considerare l’accantonamento annuo a titolo di trattamento di fine rapporto che deve essere calcolato dividendo la retribuzione annua per 13,5. Nel caso dell’aiuto cuoco a cui si applica il CCNL Pubblici esercizi l’ammontare della quota annua di TFR sarà pari a circa euro  1.464,82;
  • la retribuzione dell’aiuto cuoco potrebbe aumentare se lo stesso svolgesse lavoro straordinario, ossia prestazioni di lavoro oltre l’orario normale di lavoro. In tal caso, nei ristoranti è frequente che il lavoro straordinario sia svolto soprattutto durante i giorni di festa e in questi casi il Ccnl prevede una maggiorazione dello stipendio sia per prestazioni di lavoro svolte in giornate festive sia per prestazioni di lavoro svolte in regime di lavoro straordinario;
  • su tutte le somme erogate al dipendente l’azienda dovrà pagare i contributi previdenziali ed assistenziali che non fanno parte della retribuzione, ma costituiscono comunque una spesa sostenuta a favore del dipendente da parte del datore di lavoro.

La retribuzione dell’aiuto cuoco: l’accordo tra le parti

Quello che abbiamo illustrato è il possibile stipendio dell’aiuto cuoco in caso di applicazione del Ccnl Pubblici esercizi e, soprattutto, considerando che all’aiuto cuoco sia proposto l’inquadramento nel 5° livello del Ccnl stesso.

occorre tuttavia tenere presente che l’azienda potrebbe proporre al dipendente l’applicazione di un altro Ccnl. In questo caso occorre capire, per determinare l’ammontare del trattamento retributivo spettante all’aiuto cuoco, quale livello di inquadramento, nell’ambito della classificazione del personale propria del Ccnl applicato, viene proposto all’aiuto cuoco e, in secondo luogo, quale retribuzione prevede il Ccnl applicato per quel livello di inquadramento. Di solito gli scostamenti tra un Ccnl all’altro, a parità di livello, non sono molto significativi.

Occorre anche prestare attenzione al numero di mensilità attraverso le quali viene erogata la retribuzione annuale. Infatti, a prima vista il minimo stipendiale mensile potrebbe essere uguale o anche superiore ma in alcuni casi il Ccnl prevede 13 mensilità anziché 14. Per questo occorre sempre parametrare la retribuzione all’intero anno e non fermarsi a verificare la retribuzione mensile.

In ultima analisi, a stabilire la retribuzione dell’aiuto cuoco è sempre e comunque l’accordo tra le parti. Infatti, come abbiamo già evidenziato, il Ccnl si limita a fissare la soglia minima sotto la quale lo stipendio non può scendere, ma oltre tale soglia sono le parti a decidere e ciò dipende molto dalle qualità professionali offerte dal professionista.

Più si riesce ad acquisire professionalità e a farsi conoscere nel settore, più sarà semplice ottenere dall’azienda, in sede di negoziazione, un trattamento retributivo generoso, anche ben al di là del minimo stipendiale definito dal Ccnl. Per questo è davvero importante imparare l’arte e metterla da parte!

note

[1] Art. 36 Cost.


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