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Va tassato il risarcimento del danno?

15 Dicembre 2017 | Autore:
Va tassato il risarcimento del danno?

Quali voci di danno costituiscono reddito e sono dunque soggette a tassazione?

Pensare che il fisco possa metter mano anche sulle somme ottenute a titolo di risarcimento sembra quasi un’assurdità, ma in alcuni è così. Se, infatti, un provvedimento dell’autorità giudiziaria, come ad esempio una sentenza, riconosce il diritto ad un risarcimento del danno non è da escludersi che quelle somme debbano necessariamente essere inserite nell’annuale dichiarazione dei redditi e, dunque, siano soggette al pagamento delle relative imposte. Sul punto, però, è fondamentale operare delle distinzioni. Infatti, la tassazione del risarcimento del danno dipende dalla ragione del risarcimento stesso: l’espressione risarcimento del danno fa riferimento a diverse forme di ristoro economico con natura diversa tra loro.  Ma vediamo nel dettaglio.

Risarcimento del danno: cosa comprende?

La legge e la giurisprudenza sono soliti distinguere varie voci all’interno del concetto di risarcimento del danno. Ad esempio, nel caso di un sinistro vanno risarcite le spese sostenute per le cure mediche, per l’acquisto di farmaci e per le terapie, ma anche le spese per la sofferenza fisica e la degenza in ospedale, quelle per essere rimasti un mese invalidi, senza poter lavorare e, quindi, senza percepire uno stipendio, ecc. Ma deve essere risarcita anche l’eventuale sofferenza psicologica patita a causa del danno. Il risarcimento del danno, infatti, si compone di:

  • danno patrimoniale: ossia il danno economico composto da danno emergente ossia le spese vive che concretamente sostenute a causa del danno ed il lucro cessante, ossia il mancato guadagno, la perdita di quel reddito che, verosimilmente, si sarebbe conseguito se non ci fosse stato il danno;
  • danno non patrimoniale: invece è il danno che coinvolge la sfera fisica e morale del soggetto e che, pertanto, non può essere quantificato in modo certo e matematico come, invece, il danno patrimoniale.

Risarcimento del danno: quando va tassato?

Da quanto detto sopra, emerge chiaramente che per stabilire se il risarcimento del danno va tassato o meno è necessario verificare a che titolo è stato riconosciuto il risarcimento del danno.  Di tutte le voci di risarcimento sopra illustrate, le tasse si pagano solo sul lucro cessante, ossia la voce di danno non patrimoniale relativa al mancato guadagno. Difatti questa voce del risarcimento va a ricompensare la perdita di un reddito che, altrimenti, sarebbe stato percepito. Il principio è logico: se quel reddito fosse stato percepito sarebbe stato tassato, quindi, non c’è ragione di non tassare anche tale voce di risarcimento. In buona sostanza, l’indennizzo per la perdita di guadagno ha natura reddituale e, come tale, costituisce base imponibile ai fini Irpef. Da ciò ne consegue che il risarcimento del danno patrimoniale a titolo di lucro cessante va inserito nella dichiarazione dei redditi e soggetto, dunque a tassazione. Al contrario tutte le altre voci hanno natura di ristoro e non vanno denunciate al fisco.


note

Autore immagina: Pixabay.com


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