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Che succede se fumi quando sei incinta?

6 Marzo 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini


Che succede se fumi quando sei incinta?

> Salute e benessere Pubblicato il 6 Marzo 2019



Campagne di sensibilizzazione, decreti legislativi, testimonial di eccezione per ridurre il fumo in gravidanza, causa di danni pre e post parto.

Si chiama Ector e di “professione” fa il protector, cioè il protettore, ma di chi e contro che cosa? Se non hai la più pallida idea di cosa si stia parlando, continua a leggere. Ector è un orsetto con una missione ben specifica: proteggere i piccoli dal fumo dei grandi ed educare i grandi sui rischi legati al fumo passivo. L’orsetto è cioè il testimonial del progetto che porta pure il suo nome “Ector the Protector Bear”, che vede il patrocinio di W.a.l.c.e., acronimo di “Women against lung cancer in Europe”, vale a dire un’associazione di donne contro il tumore del polmone in Europa. Quindi dopo l’orsetto dalle pile inesauribili, ora è la volta di questo orsacchiotto di peluche che farà da vera e propria sentinella. Come? Semplice, in caso di esposizione al fumo di sigaretta, l’orsacchiotto tossisce. Un alert utile ad avvertire i genitori che il luogo è “inquinato” e ad educare anche i bambini magari già esperti conoscitori di pupazzi che piangono, parlano, gattonano, ma forse non poi così preparati a dei peluche presi da improvvisi colpi di tosse. Una campagna dunque che mira a ridurre i fumatori per una maggiore tutela della salute di grandi e piccini. Se ad essere fumatrici fossero le stesse mamme? Le statistiche parlano chiaro: sembra infatti che circa un neonato su cinque abbia una madre fumatrice. Se il fumo fosse una storia da retrodatarsi ancora prima della venuta al mondo dei bebè? Vale a dire, se tu mamma che sei in ascolto non fossi riuscita a smettere, o quantomeno interrompere di fumare, sai che succede se fumi quando sei incinta? Stando all’impietoso, ma necessario screening sul tema apparso giusto qualche anno fa nel Scientific World Journal [1]: “Il fumo è una delle cause evitabili più importanti di disabilità, mortalità e esiti avversi materni e fetali nei paesi occidentali”. Motivo più che sufficiente per fermarsi un attimo e fare il punto sui pesanti danni interni e invalidità prodotti dal fumo, volenti o nolenti.

Fumo in gravidanza: quali effetti?

Negli ultimi decenni, l’attenzione dei ricercatori sugli effetti negativi connessi al fumo di sigaretta è andata via via crescendo all’aumentare del numero di fumatori e fumatrici.

Il focus va dal momento del concepimento, alla gravidanza, alla salute del feto fino alla salute del bambino. Un monitoraggio che la dice lunga sui pesanti rischi specie per la mamma e il suo bambino.

Tra i risultati avversi associati al fumo passivo da parte del piccolo:

  • basso peso alla nascita (meno di due chili e mezzo);
  • ridotta crescita fetale;
  • placenta previa;
  • parto prematuro;
  • infezioni respiratorie;
  • asma;
  • sindrome da morte improvvisa infantile [3-6 mesi] o Sids;
  • disturbi ipercinetici [2].

Quanto alla placenta previa, viene considerata una delle emergenze ostetriche del terzo trimestre di gravidanza, soprattutto durante il parto. La placenta si dice previa (che vuol dire davanti) quando anatomicamente si presenta davanti al feto, con il conseguente rischio di gravi emorragie.

Quanto invece all’acronimo Sids, la provenienza è dall’inglese Sudden Infant Death Syndrome vale a dire il decesso improvviso e spesso inspiegabile dei neonati in culla.

Fumo in gravidanza: quali rilievi dell’Istituto superiore di sanità?

In base a recenti rilevazioni rese note dall’Iss (Istituto superiore di sanità) – organo tecnico scientifico del Servizio sanitario nazionale, che in Italia svolge funzioni varie tra cui anche ricerca, sperimentazione, consulenza, è stato appurato quanto segue.

Nei casi di mamme fumatrici:

  • il sangue del cordone ombelicale e le urine dei neonati contengono: tracce di cotinina, un metabolita della nicotina;
  • la placenta presenta percentuali variabili di monossido di carbonio di sigaretta con conseguente compromissione delle sue funzioni e riduzione nell’apporto di ossigeno al feto.

Il pre e il post parto per mamme fumatrici secondo l’OMS.

L’Organizzazione mondiale della sanità, (Oms, o World health organization, Who in inglese), è un’agenzia speciale per la salute, che insieme alle società scientifiche si occupa anche del problema del fumo in gravidanza. Oltre a quanto sopra esposto, il fumo delle puerpere può comportare quanto segue.

Prima della nascita:

  • un aumento del rischio di aborto;
  • gravidanza ectopica;
  • travaglio prematuro.

Dopo la nascita:

  • in ambiente di fumatori aumenta il rischio di un evento raro, ma gravissimo come la Sids, di cui sopra.

Questi rischi valgono, seppur in misura variabile, anche per le donne non fumatrici, ma comunque esposte a fenomeni ricorrenti di fumo passivo.

Fumo passivo e fumo di “terza mano”: quali differenze?

Se con buona approssimazione tutti, o quasi, si è più o meno a conoscenza di cosa sia il fumo passivo, (vale a dire il fumo respirato e prodotto da altri), lo stesso può non valere per l’espressione “fumo di terza mano”, coniata per l’appunto nel 2009 [3].

Il cosiddetto gruppo di Winickoff a cui va riconosciuta la paternità dell’espressione, ha così inteso rappresentare un concetto relativamente nuovo, riferito alla contaminazione da fumo di sigaretta che rimane nell’ambiente dopo che la sigaretta è stata spenta.

Questo “cocktail” di tossine, invisibile ma fortemente tossico, resta attaccato ai capelli e ai vestiti di chi fuma, oltre che ai rivestimenti, ai tappeti e tessuti in genere, e permane a lungo, anche quando il fumo passivo (ribattezzato come quello di “seconda mano”) non è più presente nell’ambiente.

Le persone possono quindi essere esposte al fumo di “terza mano” per:

  • inalazione;
  • ingestione;
  • o contatto con la pelle.

Fumo e allattamento al seno: un binomio possibile?

Appurato che nessuno minimizza i rischi connessi alla gravidanza combinata al fumo, sia esso attivo che passivo, è pur vero che le mamme sono umane e spesso possono non farcela a “smettere” nemmeno per quel lasso di tempo che portano in grembo il bambino. Quindi cosa fare? Dando la parola a chi si occupa quotidianamente di questioni legate alla salute di mamma e bambino, riportiamo l’opinione della dott.ssa Melissa Goist dell’Ohio State University Wexner Medical Center: “Sebbene il fumo durante l’allattamento è fortemente sconsigliato, nonostante il fatto che fumiate, vi incoraggiamo ad allattare al seno.”

In altri termini, lo status di fumatrice non deve indurre la mamma a rinunciare in toto all’allattamento al seno. Magari però nel rispetto di alcune accortezze come si vedrà nel prosieguo.

Quali accortezze in caso di allattamento della mamma fumatrice?

Cercare di non superare il tetto delle tre sigarette fumate al giorno. Questo consentirebbe di tenere “bassi” i livelli di nicotina, tabacco e tossine nel sangue e nel latte materno.

Non allattare subito dopo aver fumato una sigaretta, ma al contrario attendere il più a lungo possibile prima di portare il bambino al capezzolo al fine di consentire alla nicotina assunta di defluire.

Lavare le mani e il viso, coprirsi i capelli e cambiarsi d’abito (è sufficiente la maglia o camicia con cui il bambino entrerà a contatto) una volta spenta la sigaretta. Queste cautele eviteranno le conseguenze connesse al “fumo di terza mano” di cui sopra.

Se queste precauzioni consentono di ridurre, per quanto possibile, l’esposizione del bambino al fumo, va da sé che il traguardo auspicabile sarebbe di dare un taglio drastico alle sigarette.

Uno studio pilota per aiutare le mamme a smettere di fumare

L’input potrebbe venire dalla ricerca fatta da una scienziata britannica della Durham University. Il suo nome è Nadja Reissland e il primato che deve esserle riconosciuto è questo: insieme al suo gruppo di ricerca, ha portato avanti uno studio [4] con oggetto le immagini dei feti realizzate tramite mezzi ecografici in 4D.

Il campione di mamme fumatrici sottoposte all’esame e monitorate all’interno del James Cook University Hospital di Middlesbrough (Regno Unito) ha presentato movimento dei feti ben superiori alla media. Un segnale di “stress”, per dirla in parole estremamente povere, al quale si sono accompagnati ripetuti gesti con cui i piccolini si toccavano bocca e viso.

Da qui l’idea di produrre una sorta di “book fotografico” da mettere a disposizione delle puerpere per entrare ancor prima della nascita nel “mondo” dei piccini. Chissà che quei movimenti inquieti vogliano già comunicare qualcosa.

Quali novità normative in fatto di fumo di tabacco e tutela dei minori?

Divieto di fumo nelle pertinenze esterne delle strutture ospedaliere. Un altro significativo passo avanti nella sensibilizzazione e nella lotta contro il fumo viene dal Decreto legislativo n.6 del 2016 [5]. È stato così introdotto il divieto di fumo nelle pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, dei presidi ospedalieri e degli Irccs pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria delle strutture universitarie ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli Irccs.

Divieto di fumo in auto. Lo stesso Decreto legislativo n.6 del 2016 [6] ha fatto anche altro, ha cioè esteso il divieto di fumare al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza.

Il legislatore ha inteso tutelare così i minori e i nascituri dai pericoli insiti nel fumo passivo, intendendosi per tale sia il fumo prodotto dalla combustione della sigaretta, sia quello che è stato prima inalato e successivamente espirato dai fumatori.

Bambini contro le sigarette: sogno o realtà?

Realtà è la risposta. Specie a seguito dell’uscita del libro dal titolo molto significativo “Questa non me la fumo. Proviamo a vederci chiaro nei discorsi fumosi” [7] dove tra i protagonisti c’è anche Chiara, insieme agli amici Lisa, Federico e Filippo.

Se tutti si sentono paladini di una missione particolare: quella di smascherare le piccole grandi falsità legate al fumo, Chiara ha una situazione sua propria: è figlia di una mamma che fuma nonostante sia in dolce attesa e sa benissimo che ciò non consentirà alla sorellina di crescere come dovrebbe.

Una battaglia contro le sigarette dunque che vede tra i suoi promotori e attori dei ragazzi. Un messaggio che dalla carta stampata diventa poi anche una canzone rap. Bambini quindi che prendono la parola perché, citando letteralmente il titolo “vogliono vederci chiaro nei discorsi fumosi” sul fumo di sigarette e salute. E se lo vogliono loro che sono piccoli, noi non possiamo essere certo da meno.



Di Maria Teresa Biscarini

note

[1] Smoking Behaviour before, during, and after Pregnancy: The Effect of Breastfeeding di Laura Lauria, Anna Lamberti e Michele Grandolfo in Scientific World Journal Marzo 2012.

[2] Tratto da “Is maternal smoking during pregnancy a risk factor for hyperkinetic disorder?–Findings from a sibling design. Di Obel C, Olsen J, Henriksen TB, Rodriguez A, Järvelin MR, Moilanen I, Parner E, Linnet KM, Taanila A, Ebeling H, Heiervang E, Gissler M. Int J Epidemiol. 2011 Apr”.

[3] Si confronti il gruppo di Winickoff nel 2009 in “Beliefs about the health effects of “thitdhand” smoke and home smoking bans Pediatrics” 2009; 123(1): e74-9.

[4] Pubblicazione all’interno della rivista Acta Paediatrica.

[5] Art. 24 co. 1 D. Lgs. n. 6/2016 ha modificato l’art. 51 co. 1-bis L. n. 3 del 16.01.2003.

[6] Art. 24 co. 2 D. Lgs. n. 6 del 2016, ha introdotto un comma 1-ter all’art. 51 L. n. 3 del 16.01.2003.

[7] “Questa non me la fumo” di Sabina Colloredo, Chartusia Edizioni.


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9 Commenti

  1. Io sono una fumatrice incallita lo ammetto… Vorrei avere un figlio e questa è l’unica ragione che può spronarmi a smettere. So che i rischi per chi fuma ed è in gravidanza sono tanti… Chissà se con la sigaretta elettronica piano piano riesco a togliermi il vizio del fumo. La forza di volontà non mi manca.

    1. Che fumare sia dannoso alla salute non è più una novità, i più grandi luminari della medicina ce lo dicono già da tempo. È bene togliersi subito il vizio del fumo per evitare qualsiasi rischio per la tua salute e per quella del tuo bambino. E’ possibile utilizzare la e-cig per eliminare la cattiva abitudine? Sicuramente è un valido alleato ma tutto dipende da noi stessi. Usare un prodotto simile alla sigaretta tradizionale capace di produrre vapore, percepito alla vista come fumo, permette di ingannare la nostra mente e sostituire l’oggetto del desiderio. Molti sono i vantaggi dalla sostituzione della sigaretta tradizionale con la sigaretta elettronica, dalla salute personale e dei propri cari, costretti a respirare fumo passivo, al risparmio economico. Le conseguenze per la salute sono minori ma restano comunque alcuni rischi nel fumare la e-cig. Per saperne di più leggi https://www.laleggepertutti.it/257243_come-smettere-di-fumare-con-le-sigarette-elettroniche

    1. Che fumare sia dannoso alla salute non è più una novità, i più grandi luminari della medicina ce lo dicono già da tempo, ma perché nonostante questo, ancora tantissime persone continuano a fumare? Probabilmente hanno anche provato a smettere, ma non ci sono riuscite. Proviamo a capire se esiste un modo più giusto rispetto ad altri per poterci riuscire e quanto tempo ci vuole per smettere di fumare. Leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/225489_quanto-ci-vuole-per-smettere-di-fumare

  2. Quando ho scoperto di essere incinta, sapete che ho fatto? Ho buttato subito nel termocamino il mio pacchetto di sigarette. La vita vale molto di più di questa schifezza.

  3. Ho da poco scoperto che io ed il mio compagno avremo un figlio. Una bellissima sorpresa. Ovviamente, dovrò rinunciare al fumo, ma per salvaguardare la vita che porto con me farei qualsiasi cosa. Certo, un po’ di paure le ho. Chissà se sarò una brava mamma, chissà se siamo pronti davvero a diventare genitori. Sono sicura che in questo percorso di gravidanza e di maternità scoprirò tante cose meravigliose.

    1. Luciana l’arrivo di una nuova vita è sempre un momento carico di emozioni da affrontare con consapevolezza e serenità. Esistono percorsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità che possono aiutarti a vivere con tranquillità la gravidanza e stimolare le tue competenze genitoriali. Leggi il nostro articolo: Come prepararsi psicologicamente al parto https://www.laleggepertutti.it/260426_come-prepararsi-psicologicamente-al-parto Potrai trovare consigli utili per vivere serenamente il periodo della gravidanza e del parto.

  4. Avrò una bambina! Ho smesso da fumare da un bel po’ di tempo. Mi sono rivolta al mio medico di fiducia. Quando mi ha detto dei rischi del fumo in gravidanza ho subito smesso e da lì non ho mai più toccato una sigaretta. Praticamente da quando ho deciso che sarei voluta diventare mamma. Ecco, ora l’unica cosa che devo fare è rivolgermi ad un bravo nutrizionista che possa consigliarmi cosa posso mangiare e cosa devo evitare di mangiare durante la gravidanza.

    1. Ester è bene che la dieta in gravidanza, come qualsiasi altra terapia alimentare, sia prescritta da un medico specializzato. E’ assolutamente da evitare il “fai da te”. Leggi il nostro articolo: Dieta in gravidanza https://www.laleggepertutti.it/275658_dieta-in-gravidanza Ti spiegheremo cosa dice la legge a proposito delle figure professionali che possono elaborare una terapia alimentare e cosa rischia chi prescrive una dieta senza averne il titolo e le competenze. Inoltre, troverai l’intervista ad una nutrizionista specializzata che fornirà tutte le informazioni necessarie sulla corretta alimentazione in gravidanza e indicherà quali sono gli alimenti consigliati e sconsigliati durante la gravidanza.

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