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Carta reddito di cittadinanza: come funziona

3 Luglio 2020 | Autore:
Carta reddito di cittadinanza: come funziona
Che cosa si può fare con la carta Rdc: a quanto ammonta la ricarica mensile, prelievo contanti, acquisti, bonifici, divieti.
La carta Rdc è la carta acquisti nella quale viene accreditato il reddito di cittadinanza ogni mese. Si tratta di una carta Postepay, rilasciata dunque dalle Poste, caricata mensilmente con l’importo del reddito di cittadinanza spettante al nucleo familiare.
Le domande per la carta Rdc possono essere inviate ogni mese, presentando il modello di Domanda di reddito di cittadinanza.
Ma la carta reddito di cittadinanza come funziona? Risulta possibile prelevare contanti? A ricaricarla può essere soltanto l’Inps? Si possono eseguire dei bonifici? E gli acquisti online sono consentiti, nel caso in cui si tratti di beni o servizi di base? Si possono pagare le bollette, l’affitto o il mutuo?
Facciamo il punto della situazione sulla carta reddito di cittadinanza: che cosa si può pagare, a quanto ammontano gli accrediti, qual è l’importo minimo e massimo che può essere speso ogni mese, quali sono le operazioni vietate.

Come si chiede la carta Rdc?

Per ottenere la carta Rdc è sufficiente domandare il reddito di cittadinanza, non è necessaria una domanda a parte. Vuoi sapere come si chiede il reddito di cittadinanza? leggi la nostra guida alla Domanda di reddito di cittadinanza (che ti serve anche se devi comunicare delle variazioni di reddito, di patrimonio o della situazione della tua famiglia in generale).

Dove si ritira la carta Rdc?

Se la tua domanda di Reddito di cittadinanza è accolta, devi attendere una comunicazione (via sms o email) in cui ti viene indicato in quale ufficio postale ritirare la carta Rdc.
La carta viene consegnata attiva e ricaricata dell’importo relativo alla prima mensilità o alle mensilità maturate; contestualmente alla carta ti viene consegnato anche il codice pin.

Come funziona la carta reddito di cittadinanza?

Con la carta Rdc, le operazioni consentite sono diverse. Innanzitutto, è possibile acquistare gli stessi beni e servizi che, ad oggi, è possibile acquistare con la carta Rei (la carta nella quale è accreditato il reddito d’inclusione). Si tratta, per grandi linee, dei generi alimentari, dei beni acquistabili in farmacia, parafarmacia e nella grande distribuzione.
È vietato qualsiasi acquisto legato al gioco d’azzardo: no, dunque, ai gratta e vinci, alle scommesse, alle schedine del Lotto o del Super Enalotto, ed a qualsiasi concorso a premi.
Con la carta Rdc è possibile anche pagare le utenze, come la bolletta dell’elettricità, dell’acqua e del gas.

Quali sono gli acquisti vietati?

In base al decreto sulla carta Rdc [1] appena approvato,è vietato utilizzare la carta:

  • per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;
  • presso club privati;
  • presso gallerie d’arte e affini;
  • per acquisto, noleggio e leasing di navi e imbarcazioni da diporto, nonché servizi portuali;
  • per acquistare armi;
  • per acquistare materiale pornografico e beni e servizi per adulti;
  • inoltre, non si possono acquistare:
    • servizi finanziari;
    • servizi di trasferimento di denaro;
    • servizi assicurativi;
    • articoli di gioielleria;
    • articoli di pellicceria.

Non è inoltre possibile utilizzare la Carta Rdc all’estero e per gli acquisti on-line o mediante servizi di direct-marketing.

Si possono mandare bonifici con la carta Rdc?

La carta Rdc consente l’invio di un bonifico mensile, tramite le Poste, per il pagamento del mutuo o dell’affitto. In particolare, è possibile effettuare presso gli uffici postali un bonifico Sepa o un postagiro mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell’intermediario che ha concesso il mutuo.

La quota di Rdc relativa al mutuo o all’affitto può essere caricata anche se il nucleo familiare supera il limite reddituale (da 6mila a 13.200 euro annui per il reddito di cittadinanza, da 7.560 a 16.632 euro annui per la pensione di cittadinanza, a seconda del numero dei componenti del nucleo e della presenza di disabili gravi). Non deve però essere superato il limite Isee massimo, da 9.360 euro a 20.592 euro, secondo la composizione del nucleo.

Si possono ricevere fondi nella carta Rdc?

Nella carta reddito di cittadinanza non è possibile ricevere fondi se non dall’Inps, o eventualmente, in futuro, da altre istituzioni (ad esempio i Comuni) che potranno integrare il sussidio.

Non è quindi possibile chiedere a un parente, a un amico, a un committente o a un datore di lavoro di ricaricare la carta Rdc, che sarà una Postepay, come osservato.

Che cosa succede se non si spendono tutti i soldi dalla carta Rdc?

Peraltro, se fosse consentito effettuare una ricarica sulla carta Rdc, l’operazione apporterebbe più problemi che benefici: se tutti i fondi caricati mensilmente sulla carta non sono spesi entro il mese successivo all’accredito, difatti, l’importo risparmiato è decurtato dal reddito di cittadinanza nel mese successivo, sino a un massimo del 20% del sussidio, come disposto dal decreto in materia. Fanno eccezione i soli importi erogati a titolo di arretrati.

È prevista inoltre la decurtazione dalla carta Rdc degli importi complessivamente non spesi o non prelevati nei 6 mesi precedenti, ad eccezione di una mensilità.

In arrivo nuovi tagli alla carta Rdc

Con la pubblicazione del nuovo decreto sulle tempistiche di fruizione del Rdcreddito di cittadinanza [3] partiranno a breve le verifiche sull’utilizzo della Carta Rdc.

In particolare, se entro il mese successivo a quello della ricarica l’importo non viene speso, l’ammontare del sussidio residuo, ad eccezione di eventuali arretrati, viene sottratto:
• nei limiti del 20% del reddito di cittadinanza spettante;
• nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso.

Relativamente a ciascun semestre di erogazione, viene poi effettuata una verifica dell’eventuale ammontare complessivamente non speso.

In particolare, l’ammontare complessivo non speso oppure non prelevato nel semestre viene decurtato dalla disponibilità della carta, fatta eccezione per una mensilità di sussidio riconosciuto.

Si possono prelevare contanti con la carta Rdc?

Con la carta Rdc è possibile prelevare contanti sino a un massimo di 210 euro mensili (220 euro per i nuclei numerosi con disabili gravi o non autosufficienti), a seconda del numero dei componenti della famiglia.

Nel dettaglio, se il reddito di cittadinanza è percepito da un single, o più precisamente da un nucleo familiare con un solo componente, il prelievo consentito è pari a 100 euro. I 100 euro devono essere moltiplicati per la scala di equivalenza, ossia per le maggiorazioni previste, che sono pari a 0,4 per ogni componente adulto del nucleo familiare, ed a 0,2 per ogni minorenne: si può arrivare sino a un massimo di 2,1 (2,2 per le famiglie numerose con almeno un componente disabile grave o non autosufficiente) .

Osserviamo degli esempi per capire meglio:

  • se in un nucleo familiare ci sono solamente marito e moglie, il prelievo di contanti possibile è pari a 140 euro, ossia 100  euro più il 40%;
  • se in un nucleo familiare ci sono marito, moglie e due figli minorenni, è possibile prelevare 180 euro ogni mese (ossia 100 euro, più il 40% per la moglie ed il 20% per ciascuno dei figli);
  • in una famiglia numerosa, per la quale la scala di equivalenza è pari al massimo di 2,1, è possibile prelevare sino a 210 euro mensili;
  • si possono prelevare 220 euro al mese solo se nella famiglia numerosa è presente almeno un componente disabile grave o non autosufficiente.

A quanto ammonta l’importo caricato ogni mese nella carta Rdc?

L’importo caricato ogni mese è pari al reddito di cittadinanza spettante. Ricordiamo che l’importo del reddito di cittadinanza è determinato da due quote:

  • la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta,per il singolo componente, a una soglia massima pari a 6mila euro annui, 500 euro al mese; la soglia massima è pari a 630 euro al mese, 7.560 euro annui in caso di pensione di cittadinanza; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 12.600 euro annui, cioè a 1.050 euro al mese, 1.323 euro al mese per la pensione di cittadinanza, dato che il parametro massimo della scala di equivalenza è 2,1 (2,2 solo se si tratta di una famiglia numerosa con disabili gravi o non autosufficienti);
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a 280 euro al mese (150 euro al mese, 1.800 euro annui in caso di pensione di cittadinanza);
  • la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

Dall’importo mensile del reddito di cittadinanza è necessario sottrarre i redditi percepiti dai componenti della famiglia, con alcune eccezioni (trattamenti non più in godimento, accompagno, bonus bebè…). Per calcolare la seconda quota di Rdc, nel caso in cui si superi la soglia di reddito familiare, ma non la soglia di 9360 euro annui, da incrementare col parametro della scala di equivalenza, si utilizzano regole particolari. Per approfondire: Calcolo Rdc.

In ogni caso il beneficio economico:

  • non può superare la soglia di 9.360 euro annui (780 euro al mese) nel caso di nucleo familiare con un solo componente, ridotta del valore del reddito familiare; la misura massima in caso di più componenti può arrivare, teoricamente, a 1.638 euro al mese, 19.656 euro annui; nel concreto, al momento, può arrivare a 15.960 euro all’anno, 1.330 euro al mese, per il reddito di cittadinanza, ed a 1.473 euro per la pensione di cittadinanza;
  • non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

Sia il reddito che la pensione di cittadinanza sono esentasse. Per approfondire: Reddito di cittadinanza, a quanto ammonta.

Quando ricaricano la carta Rdc?

Normalmente, la ricarica della carta Rdc è effettuata dal 24 al 27 di ogni mese. La consegna delle nuove carte, già cariche, avviene a partire dal giorno 15 del mese successivo alla data di presentazione della domanda. Non sono ancora state annunciate, comunque, date predefinite.

Come sapere quanto è rimasto nella carta Rdc?

Per conoscere l’importo rimasto nella carta Rdc, è disponibile il servizio di lettura telefonica del saldo e della lista movimenti della Carta, al numero verde 800.666.888 raggiungibile dall’Italia, gratuito da telefono fisso e mobile.

Inoltre è possibile consultare il saldo dal postamat, o  accedendo al sito del Reddito di cittadinanza

Ho perso la carta Rdc

In caso di furto o smarrimento della carta Rdc, devi chiedere immediatamente il blocco della carta, telefonando dall’Italia al numero gratuito 800.666.888 oppure dall’estero al numero +39.02.82.44.33.33.
Devi fornire all’operatore gli elementi richiesti per procedere al blocco della carta: ti sarà poi comunicato il codice di blocco dall’operatore stesso.

Devi anche denunciare tempestivamente l’accaduto all’Autorità Giudiziaria o di Pubblica Sicurezza.

Una volta bloccata la carta Rdc puoi effettuare, presso qualsiasi ufficio postale, compilando e sottoscrivendo l’apposito modulo, la richiesta di una nuova carta.

L’ufficio postale, previa ricezione della denuncia presentata all’Autorità Giudiziaria o di Pubblica Sicurezza, ti consegnerà una carta sostitutiva. Ricorda di portare un valido documento di riconoscimento.

Sulla nuova carta Rdc verrà trasferito l’eventuale saldo residuo disponibile.
Se la tua carta è smagnetizzata o difettosa devi rivolgerti all’ufficio postale.

Lo Stato può controllare che cosa compro con la carta Rdc?

In base a un recente emendamento al decreto sul reddito di cittadinanza, lo Stato può controllare i soli importi complessivamente spesi o prelevati con la carta Rdc, per non violare i criteri fissati dal Garante della privacy.

Pensione di cittadinanza e carta Rdc

In base alla conversione in legge del decreto su reddito e pensione di cittadinanza, quest’ultimo sussidio può essere non solo erogato su carta Rdc, ma anche ritirato in contanti, in banca o alle poste.

Mantenimento dei figli con la carta Rdc

Grazie al reddito di cittadinanza si può pagare il mantenimento dei figli: in sostanza, al posto dell’assegno di mantenimento si può dare in uso all’ex ed ai figli la carta Rdc, perché sia utilizzata sino all’importo mensilmente dovuto. Lo ha chiarito il tribunale di Nuoro [2], stabilendo un importante principio sulle finalità della carta Rdc, quindi del sussidio: questo strumento di pagamento, che funziona come una carta acquisti ed è riconosciuto alle famiglie in difficoltà, può essere ceduto quando serve per soddisfare bisogni primari, anche se le necessità non riguardano direttamente il titolare, ma le persone che è obbligato ad assistere.

Rinuncia alla carta Rdc

Il beneficiario del reddito o della pensione di cittadinanza, se lo desidera, può rinunciare al sussidio, quindi anche alla carta Rdc.

La rinuncia può essere effettuata dal richiedente titolare della Carta Rdc/Pdc, che deve dichiarare che la domanda di rinuncia è presentata in nome e per conto del nucleo familiare, utilizzando il modulo SR183 e presentandolo alle strutture territoriali dell’Inps.

La rinuncia comporta la disattivazione della carta Rdc, con decorrenza dal momento della presentazione del modulo: eventuali importi residui ancora presenti nella carta non saranno più utilizzabili.

La rinuncia non comporta in alcun modo la riattivazione del Rei, nel caso in cui la famiglia ne fosse beneficiaria prima della richiesta di reddito di cittadinanza.

Aggiornamento carta Rdc

Si può modificare il titolare della carta Rdc?

La legge istitutiva del reddito di cittadinanza non disciplina espressamente la possibilità di modificare il titolare della prestazione o i dati anagrafici dichiarati in domanda.

Che cosa fare, allora, se sorge l’esigenza di aggiornare o modificare i dati anagrafici del richiedente la prestazione o del suo tutore, di inserire o eliminare un tutore o modificarlo, oppure di modificare il titolare della carta Rdc, attribuendola – in casi di stretta necessità – a un altro membro del nucleo beneficiario?

E se sorge la necessità di aggiornare i dati relativi alla residenza del nucleo beneficiario?

Per far fronte a queste esigenze, è stata rilasciata un’apposita utility che consente alle sedi Inps di aggiornare i dati autodichiarati in domanda, purché questa sia in corso di istruttoria e non sia stata oggetto di revoca o decadenza e purché non sia esaurita la durata (18 mesi) della prestazione di RdC/PdC.

Le variazioni possibili sono le seguenti:

  • la variazione delle generalità, dei dati anagrafici del richiedente la carta e del tutore, se presente;
  • la variazione dello stato di cittadinanza e del luogo di residenza del richiedente;
  • la variazione degli estremi del documento di riconoscimento, ovvero dei dati del documento di riconoscimento del richiedente e/o del tutore, ove presente;
  • la variazione dei recapiti per le comunicazioni (dati di domicilio, e-mail e telefono cellulare).

Come chiarito nel messaggio Inps 1983/2020, le variazioni comportano la generazione e il rilascio di una nuova carta da parte di Poste Italiane se si tratta:

  • dell’aggiornamento dei dati anagrafici del richiedente o del tutore;
  • dell’indicazione di un nuovo titolare della carta (richiedente) tra i membri del nucleo;
  • della sostituzione (o la nomina o il venir meno) di un tutore.

Tutte le modifiche possono essere richieste presso le sedo territoriali Inps, anche tramite Pec, previo possesso di idonea documentazione, cioè di un documento di identità in corso di validità, del codice fiscale e di ogni altro documento che attesti la necessità di modifica dei dati (ad esempio, provvedimento di nomina di un tutore), sia dichiarati all’atto della domanda che intervenuti successivamente (ad esempio, modifica del codice fiscale e/o del nome e cognome del richiedente).

note

[1] D.I. Rep. 40/2019.

[2] Sentenza del Tribunale di Nuoro n.382/2019 del 19 giugno 2019.

[3] DM 2 marzo 2020.


114 Commenti

  1. Salve , volevo chiedere è possibile pagare le bollette luce e gas on line dal sito delle poste ?? Poiché questa cosa non mi è molto chiara non vorrei incorrere in problemi che possano farmi perdere diritto al reddito .
    Grazie in anticipo per ogni eventuale risposta

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