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Il Biotestamento è legge: via al diritto di scegliere

14 Dicembre 2017
Il Biotestamento è legge: via al diritto di scegliere

Si al biotestamento. Vediamo cosa dispongono le norme sul fine vita

Nel nostro Paese la questione del “fine vita” soffriva, fino a qualche ora fa,  di un vuoto legislativo, i cui nodi fondamentali erano e (forse restano) ancorati più a questioni di coscienza che di mera politica, tanto che si credeva che una legge sul punto non avrebbe mai visto la luce. Proprio oggi, invece, il Senato ha approvato con 180 sì, 71 no e 6 astenuti il biotestamento.  A seguire un lungo applauso in aula.

In realtà, il dibattito sul tema è stato avviato già da molto tempo in Parlamento; ma per la delicatezza, per la tragicità e la difficoltà del tema ci sono voluti più di 10 anni  prima di giungere all’odierno risultato. Tale notizia ha immediatamente riacceso un dibattito mai sopito: grande soddisfazione è stata espressa dal premier Gentiloni che lo ha definito un passo avanti per la dignità della persona e da numerosi esponenti politici, della società civile e delle associazioni che da tempo si battono per il biotestamento, mentre insorgono il mondo cattolico e le associazioni pro-life.

Ciò premesso, vediamo cosa dice la nuova legge sul biotestamento e quali sono le novità più importanti sul tema.

Dat: cosa sono

Le Dat, vale a dire le dichiarazioni anticipate di trattamento servono ad esprimere, in previsione di una futura eventuale incapacità di autodeterminarsi, il consenso o il rifiuto rispetto a trattamenti sanitari, terapie ed esami diagnostici. Le Dat dovranno essere redatte per atto pubblico o scrittura privata autenticata. A tal fine, saranno istituiti appositi registri tenuti dalla Regione. Le Dat saranno esenti da imposte e bolli ed, in caso di urgenza, il medico potrà raccoglierle alla presenza di due testimoni.

Biotestamento: il diritto di scegliere

Ogni persona maggiorenne in previsione di una futura malattia che la renda incapace di autodeterminarsi può, attraverso le Dat, esprimere le proprie preferenze sui trattamenti sanitari, accettare o rifiutare terapie e trattamenti, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali,  che – come noto – sono le uniche forme di sostegno vitale in certi casi.  Queste scelte possono però essere modificate dall’interessato in qualsiasi momento, mentre per i minorenni decidono i genitori.

Biotestamento e obiezione di coscienza

Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. L’obiezione di coscienza sarà possibile, ma l’ospedale dovrà, comunque, garantire la tutela delle Dat. Il medico deve informare il paziente  delle conseguenze relative alle proprie scelte, fornendogli ogni sostegno e assistenza psicologica.

Accanimento terapeutico e terapia del dolore

In caso di prognosi infausta saranno vietate cure inutili ed irragionevoli. Il medico, tuttavia, sarà sempre chiamato ad alleviare il dolore e le sofferenze con cure palliative o mediante sedazione profonda

Biotestamento e minorenni

Come anticipato, nel caso di minori, il consenso informato è espresso dai genitori. Il minore va comunque ascoltato ed i conflitti saranno risolti dal giudice tutelare.



1 Commento

  1. Il diritto di scelta implica una alternativa tra almeno due cose: qua la scelta e solo una , quella di porre fine a tutto, considerando inoltre che idratazione e cibo non sono cure medicali , ma sostenimenti vitali. Qua bisogna stare attenti quando si entra in ospedale.

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