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Chi è il giudice monocratico

9 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Marzo 2019



Giudice monocratico: chi è e cosa fa? Qual è la differenza tra tribunale in composizione monocratica e tribunale in composizione collegiale?

Ti sei mai chiesto come mai, in tribunale, ci sono aule di udienza in cui vi sono più giudici “in cattedra” ed altre, invece, in cui il giudice è solamente uno? Anche nei processi trasmessi in televisione possiamo assistere a cause ove v’è un collegio di giudicanti e altri, invece, in cui c’è solamente una persona con toga e martelletto. Perché? A cosa è dovuta la differenza? Tecnicamente, la distinzione si ricollega alla differenza che passa tra tribunale in composizione monocratica e tribunale in composizione collegiale: come già i nomi suggeriscono, mentre nel primo caso v’è solamente un magistrato, nell’altro ve ne sono di più (in genere, tre). Addirittura, nei processi in cui si discute di reati molto gravi, quando la celebrazione è rimessa alla corte d’assise, i giudici sono otto, due togati e sei popolari. Perché questa scelta? Perché la legge prevede che il tribunale possa essere composto di uno o di più magistrati? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: risponderò a queste domande e ti spiegherò chi è il giudice monocratico.

Giudice monocratico: chi è?

Nel diritto italiano, quando si parla di giudice monocratico ci si riferisce a quel giudice che è chiamato a decidere da solo, senza la collaborazione di altri colleghi. Il giudice monocratico, quindi, non si distingue dagli altri per i suoi poteri o per altre caratteristiche: la sua peculiarità sta semplicemente nel fatto di non far parte di un consesso. L’opposto del giudice monocratico è il giudice collegiale che, al contrario, è composto di più magistrati e, pertanto, ogni decisione che emette è assunta insieme agli altri membri.

Giudice monocratico: cosa fa?

Come appena detto, il giudice monocratico si caratterizza per la “composizione” dell’organo giudicante, il quale è costituito solamente da una persona che, secondo la legge, decide con una sentenza vincolante per le parti. Il giudice monocratico, pertanto, non si differenzia da quello collegiale per le funzioni svolte: entrambi decidono sui casi loro sottoposti, emanando esattamente gli stessi provvedimenti. Al giudice unico sono affidati i medesimi poteri attribuiti al collegio che, nel processo civile, è composto da un presidente e due giudici, uno dei quali assume la funzione di giudice istruttore.

Il giudice monocratico, poi, esercita tanto la giurisdizione contenziosa, caratterizzata dalla controversia insorta tra le parti che il giudice è chiamato a dirimere, che la giurisdizione volontaria, cioè quella posta a tutela delle decisioni che riguardano i soggetti più deboli, come i minorenni e gli incapaci. Anzi: di norma, la giurisdizione volontaria è prerogativa del giudice monocratico.

Giudice monocratico: quali cause decide?

Il giudice monocratico decide esattamente come qualsiasi altro giudice; questo l’abbiamo già detto. Mi corre l’obbligo di precisarti, però, che di norma al giudice monocratico la legge affida materie meno delicate di quelle che solitamente tratta il giudice collegiale. Classico esempio di giudice monocratico è il giudice di pace: si tratta di un magistrato onorario che è chiamato a decidere sulle controversie, civili e penali, di scarso valore. Ma il giudice di pace non è l’unico esempio di giudice monocratico: anche il tribunale può decidere in composizione singola. In questa ipotesi, le controversie affidategli sono di rilevanza sicuramente maggiore rispetto al quelle normalmente attribuite al giudice di pace ma, allo stesso tempo, sono meno importanti a confronto di quelle che tratta il tribunale in composizione collegiale.

Possiamo quindi affermare che, sia nel settore civile che in quello penale, la legge ha preferito accordare un ruolo di maggiore rilievo alla composizione collegiale la quale, facendo perno sulla valutazione di più persone (i giudici sono almeno tre), garantisce una maggiore ponderazione della decisione. Mi basta fare un paio di esempi per farti rendere conto di ciò: le corti d’appello sono tutte a composizione collegiale (tre giudici); la corte d’assise, che giudica dei reati più gravi, è composta addirittura di otto giudici (sebbene solamente solo due siano togati, cioè magistrati, mentre gli altri sono i cosiddetti giudici popolari).

Giudice monocratico e tribunale in composizione monocratica

Sinora ti ho spiegato chi è il giudice monocratico e cosa fa; vediamo ora di fare qualche esempio. Come già anticipato, il giudice monocratico per eccellenza è il giudice di pace, il quale ha competenza, civile e penale, solamente in determinate materie di scarsa rilevanza. Giudice monocratico può essere anche il tribunale: si parla in tal caso di tribunale in composizione monocratica, che giudica, appunto, nella persona di un solo giudice.

Il tribunale in composizione monocratica giudica delle controversie di valore superiore a quelle spettanti al giudice di pace e possiamo dire che, in effetti, nel giudizio civile esso costituisce la norma, visto che la composizione collegiale è prevista solamente in casi molto più sporadici. Nel processo penale, il tribunale in composizione monocratica decide dei reati che destano un moderato allarme sociale, come il furto, lo spaccio, le lesioni, la ricettazione, mentre sono di competenza del tribunale in composizione collegiale i reati maggiormente gravi (rapina aggravata, peculato, estorsione aggravata, abuso d’ufficio, ecc.).

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Autore immagine: Unsplash.com


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