Diritto e Fisco | Articoli

Violazioni fiscali: come evitare le sanzioni

13 Febbraio 2019


Violazioni fiscali: come evitare le sanzioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Febbraio 2019



Dal significato oscuro al contrasto di giurisprudenza, dalle informazioni contraddittorie alla mancanza di prassi fino alla disputa in dottrina: le dieci ipotesi in cui scatta lo stop alle sanzioni.

La legge non ammette ignoranza: una massima che abbiamo ripetuto spesso a memoria e che tuttavia, nel nostro ordinamento, trova una consacrazione scritta solo all’interno del diritto penale. «Nessuno può invocare, a propria scusa, l’ignoranza della legge penale» recita l’articolo 5 del Codice. Ma il principio è valido per ogni ambito del diritto, da quello civile a quello tributario. Fermiamoci proprio al settore fiscale dove, di solito, anche gli avvocati hanno difficoltà a raccapezzarsi. Non importa che la legge sia tecnica, difficile da comprendere e che necessiti puntualmente di un professionista che la spieghi: chi sbaglia, subisce le sanzioni dell’Agenzia delle Entrate. E non solo: paga anche quando l’errore è del proprio commercialista. Ma se l’incertezza coinvolge anche la magistratura, in bilico tra differenti posizioni interpretative, il contribuente in buona fede può essere perdonato. A dirlo è una recente ordinanza della Cassazione [1]. 

Ne avevamo già parlato in Come non pagare sanzioni fiscali, ma la nuova pronuncia della Corte è un vero e proprio decalogo che spiega in quali casi l’incertezza normativa salva il cittadino dalla punizione del fisco. Procediamo dunque con ordine e vediamo, in caso di violazioni fiscali, come evitare le sanzioni.

Errori scusabili del contribuente in materia fiscale

La legge elenca [2] una serie di casi in cui il contribuente, che in buona fede non ha pagato le imposte o le ha versate in misura ridotta o ha usufruito di sgravi ed agevolazioni a cui non aveva diritto, può evitare le sanzioni. Si tratta delle seguenti ipotesi:

  • incertezza normativa ossia sulla portata, interpretazione e applicazione della norma tributaria;
  • errore che non abbia comportato alcun debito d’imposta con l’erario (si pensi a un codice tributo errato se l’importo versato è tuttavia corretto nel suo ammontare);
  • errore determinato da un comportamento dell’amministrazione finanziaria o quando il contribuente si è conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione stessa successivamente modificate;
  • errore sul fatto non determinato da colpa (ad esempio l’erede che esclude dalla dichiarazione di successione un conto corrente che non gli era stato comunicato dalla banca e di cui quindi non aveva alcuna contezza);
  • quando il pagamento non è stato dovuto per dolo del commercialista prontamente denunciato alle autorità (si pensi al responsabile della contabilità che si renda irreperibile senza consegnare i documenti al cliente e senza effettuare le dichiarazioni dei redditi previste dalla legge);
  • fatto commesso per forza maggiore (si pensi al contribuente che non può presentare la dichiarazione dei redditi perché, qualche giorno prima, ha subito un grave incidente con conseguente ricovero in ospedale oppure a quello che non può fare il versamento con l’F24 perché i computer delle poste sono fuori uso).

In tutti questi casi il contribuente non viene esonerato dal restituire allo Stato le imposte che non ha versato e che avrebbe invece dovuto pagare, ma solo dalle sanzioni, proprio perché viene esclusa la sua malafede. L’errore è giustificato da una situazione eccezionale, non imputabile né alla volontà, né alla leggerezza del cittadino, per cui viene perdonato dall’ordinamento.

Incertezza normativa: cosa significa?

Quando si parla di incertezza normativa ci si riferisce, sostanzialmente, a una norma la cui interpretazione è oscura non solo per il cittadino o per il suo consulente fiscale, ma anche per i giudici. Quindi essa deve essere accertata dal tribunale tramite il confronto con gli indirizzi giurisprudenziali tra loro discordanti. 

Dunque, per «incertezza normativa tributaria» si intende una situazione di oggettiva impossibilità di individuare con sicurezza ed in modo univoco la portata e l’applicazione della norma giuridica da applicare al caso concreto. 

Secondo alcuni chiarimenti della giurisprudenza, l’incertezza normativa può essere desunta se ricorrono alcune ipotesi come:

  • difficoltà di individuare le disposizioni normative, magari per difetto delle previsioni di legge;
  • difficoltà di confezione della formula dichiarativa della norma giuridica;
  • difficoltà di determinazione del significato della formula dichiarativa;
  • mancanza di informazioni amministrative o la loro contraddittorietà;
  • mancanza di una prassi amministrativa o prassi amministrative contrastanti;
  • mancanza di precedenti giurisprudenziali;
  • formazione di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, soprattutto se sia stata sollevata in passato qualche questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale;
  • contrasto tra prassi amministrativa e orientamenti dei giudici;
  • contrasto tra opinioni della dottrina;
  • adozione di norme di interpretazione autentica o esplicative della norma implicita preesistente.

Come detto, non è il cittadino a stabilire quando c’è una situazione di incertezza normativa, ma il giudice cui questi si rivolge nel contestare l’eventuale accertamento fiscale. In buona sostanza, il magistrato verificherà se la situazione di incertezza è davvero oggettiva, ossia ha riguardato la magistratura. Tuttavia è il ricorrente che deve dimostrare la ricorrenza degli elementi che giustificano l’esenzione dalle sanzioni per incertezza normativa oggettiva. 

L’incertezza normativa secondo la Cassazione

Nella pronuncia odierna la Cassazione fa un ulteriore passo in avanti nel cercare di definire cosa si intende per incertezza normativa e, in definitiva, come evitare le sanzioni in caso di violazioni fiscali.

L’incertezza normativa oggettiva – si legge nell’ordinanza in commento – ricorre nell’ipotesi di incertezza inevitabile sul contenuto, sull’oggetto e sui destinatari della disposizione tributaria, anche all’esito dell’interpretazione della stessa da parte del giudice [3].

In particolare l’incertezza normativa oggettiva è caratterizzata dall’impossibilità di individuare con sicurezza ed in modo univoco, al termine di un procedimento interpretativo, la norma nel cui ambito il caso di specie è catalogabile. Il che si può verificare ad esempio quando la difficoltà sta nel modo in cui risulta scritta la legge. Ma anche quando le informazioni date dall’Agenzia delle Entrate e dalle altre amministrazioni mancano o sono contrastanti. Oppure se il conflitto sorge nelle stesse prassi degli uffici o tra queste ultime e l’orientamento dei tribunali. Lo stesso vale quando sul punto esistono diversi indirizzi interpretativi dei giudici e, magari, risulta sollevata una questione di legittimità costituzionale. Niente “punizione” da parte del fisco nel caso in cui è stato necessario l’intervento del legislatore per sciogliere i dubbi con l’adozione di norme di interpretazione autentica o meramente esplicative di disposizioni implicite preesistenti. 

Non rileva quindi la soggettiva ignoranza incolpevole del contribuente.

Dunque, non è solo il significato oscuro della norma che può far scattare lo stop alle sanzioni: l’esonero va riconosciuto, ad esempio, anche in caso di contrasto in giurisprudenza o in dottrina oppure quando non c’è una vera e propria prassi amministrativa in materia oltre che in una serie di ipotesi tipiche. 

note

[1] Cass. ord. n. 4047/2019 del 12.02.2019.

[2] Art. 10 d.lgs n. 212/2000 – Statuto sui diritti dei contribuenti; art. 6 d.lgs. n. 472/1997; art. 8 d.lgs. n. 546/1992.

[3] Cass. sent. n. 18718/2018.

Autore immagine: 123rf com


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

2 Commenti

  1. Consigli ultilissimi. grazie a voi La legge per tutti riesco sempre a trovare info utili. scusate potete anche dirmi in quali casi vanno in prescrizione le cartelle esattoriali?

    1. Grazie Tonino! Leggi il nostro articolo Prescrizione cartelle esattoriali: soluzioni a problemi quotidiani https://www.laleggepertutti.it/273428_prescrizione-cartelle-esattoriali-soluzioni-a-problemi-quotidiani Ti spiegheremo dopo quanto tempo scade una cartella di pagamento, come fare per ottenerne l’annullamento, a quale giudice ricorrere ed entro quanto tempo, come non perdere la causa. Ti indicheremo poi un modello con il facsimile di ricorso contro la cartella prescritta.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA