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Editoriali L’Amministratore di Unicredit: Giusto confiscare i risparmi degli italiani

Editoriali Pubblicato il 8 aprile 2013

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> Editoriali Pubblicato il 8 aprile 2013

Prelevare dai conti correnti degli italiani per salvare le banche: questa la “ricetta” dell’AD di Unicredit per l’Italia: una soluzione alla “Cipro” che non fa che aumentare l’odio sociale per gli istituti di credito.

Dimostrano poca lucidità le ultime dichiarazioni di Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, gruppo bancario tra i più forti in Europa. Il manager avrebbe affermato ieri a Vienna che “far partecipare i risparmi non assicurati degli italiani al piano di salvataggio delle banche è accettabile” a condizione che ciò avvenga sotto l’egida dell’Europa, con leggi uguali per tutti gli Stati Membri. Insomma, Ghizzoni ritiene fattibile, anche per l’Italia, un’ipotesi – come quella prospettata per Cipro – di prelievo forzoso dai conti correnti dei risparmiatori al fine di salvare gli istituti di credito e le casse erariali. Il riferimento dell’AD di Unicredit è, comunque, ai soli depositi superiori ai 100 mila euro.

L’esternazione del manager bancario dimostra scarsa consapevolezza della situazione di disagio che vive il popolo: un disagio che, oltre ad acuire il già storico divario tra cittadino e istituzioni (ivi compresi gli organismi privati a rilievo pubblico come le banche), sta comportando una pressione sociale senza precedenti.

Il candido Ghizzoni dimentica probabilmente (o forse ne è del tutto ignaro) la forte contrapposizione tra cittadini e istituti di credito, visti questi ultimi come una delle principali cause dell’attuale crisi. Una contrapposizione che gli imporrebbe di astenersi dal manifestare pubblicamente convinzioni economiche di parte. Scelte e valutazioni di tale portata non possono provenire da soggetti privati, peraltro cointeressati a simili manovre, ma unicamente dagli organi pubblici.

Soprattutto l’A.D. risulta addirittura comico laddove chiama gli italiani “risparmiatori”, quando ormai è noto che il popolo non ha più di che risparmiare: anche senza bisogno dell’Istat, è facile verificare come gli italiani stiano intaccando le riserve familiari “storiche”, le buone uscite, le tredicesime e i piccoli investimenti in titoli di Stato pur di pagare solo la bolletta.

Tassati dallo Stato, dunque, e ora anche dalle banche. Fin dove arriverà la pazienza degli italiani?


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1 Commento

  1. quanto viene pagato questo signore? Se incominciasse lui a farsi tagliare gli extra-stipendio, anche la sua banda andrebbe meglio……………………………forse!

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