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Scivolo per la pensione

1 Gennaio 2021 | Autore:
Scivolo per la pensione

Isopensione, assegno straordinario, Ape sociale, contratto di espansione, Rita, staffetta generazionale: come funziona il prepensionamento.

Si sente spesso parlare dello scivolo per la pensione: di che cosa si tratta? Sono chiamati scivoli per la pensione quei trattamenti, come l’assegno straordinario, l’Ape sociale e l’Isopensione, che offrono un sostegno economico al lavoratore sino alla data in cui matura i requisiti per la pensione.

Con lo scivolo per la pensione, in pratica, l’interessato può uscire dal lavoro in anticipo, senza per questo ritrovarsi senza redditi. In alcuni casi, come avviene per il cosiddetto prepensionamento Quota 100 o per l’Isopensione, ci si può “pensionare” anche 7 anni prima (l’isopensione, infatti, può essere erogata a coloro ai quali mancano non più di 7 anni per la pensione anticipata o di vecchiaia ordinaria) ; anche l’assegno straordinario, ma solo in alcune ipotesi, può consentire di uscire dal lavoro con 7 anni di anticipo, con un importo molto vicino alla pensione spettante. Il contratto di espansione può anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 5 anni. Grazie alla Rita, addirittura, si può ottenere un assegno 10 anni prima di maturare i requisiti per la pensione, anche se la possibilità è riservata soltanto agli iscritti alla previdenza complementare.

Ma quali sono, nel dettaglio, gli scivoli pensionistici, chi può accedervi e come funzionano?  Proviamo a fare chiarezza.

Isopensione

L’isopensione è uno scivolo pensionistico istituito dalla Legge Fornero nel 2012 [1], recentemente modificato,  che consente ai dipendenti di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 7 anni senza perdere la retribuzione. In particolare, l’anticipo di 7 anni riguarda chi accede alla misura sino al 2023, in base alle recenti previsioni della legge di Bilancio. Per chi ha effettuato l’accesso alla misura sino al 2017 e per chi lo effettuerà dal 2024 (salvo proroghe del beneficio), l’anticipo consentito è di 4 anni.

Non si tratta di un vero e proprio pensionamento anticipato, anche se la prestazione a cui il lavoratore ha diritto è vicina al trattamento di pensione spettante: si tratta, invece, di una prestazione previdenziale a sostegno del reddito, come la disoccupazione e la mobilità.

Possono beneficiare dell’Isopensione i lavoratori in esubero che:

  • sono occupati presso aziende che hanno mediamente più di 15 dipendenti, ai quali manchino non più di 7 anni (o 4 anni) al raggiungimento dei requisiti per la pensione;
  • sono oggetto di un accordo sindacale aziendale per l’uscita volontaria degli esuberi (con le organizzazioni comparativamente più rappresentative);
  • concludono un ulteriore accordo con l’impresa, con cui si fornisce il consenso alla cessazione del rapporto (il consenso non è necessario solo in caso di licenziamenti collettivi).

Oltre all’Isopensione, erogata mensilmente, al lavoratore sono anche accreditati i contributi previdenziali spettanti sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione anticipata o di vecchiaia (a seconda del trattamento che il lavoratore può ottenere per primo).

Assegno straordinario di prepensionamento

Per i lavoratori di alcune imprese che aderiscono ai fondi bilaterali (ad oggi, aziende destinatarie dei fondi di Credito ordinario, Credito cooperativo, Esattoriali, Poste Italiane, Ferrovie dello Stato, imprese assicuratrici, società di assistenza e del Trentino, coinvolte in processi di ristrutturazione o riorganizzazione) può essere erogato, se previsto dagli accordi di costituzione del fondo, un assegno straordinario per il sostegno al reddito: la prestazione, meglio nota come prepensionamento, è riconosciuta nelle procedure di agevolazione all’esodo dei dipendenti.

L’assegno straordinario, come l’Isopensione, può essere ottenuto dai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 7 anni, entro 4 anni dal 2021, salvo proroghe. Alcuni fondi riconoscono degli assegni straordinari che consentono l’accesso al prepensionamento per un massimo di 5 anni.

L’assegno straordinario è normalmente pari all’importo della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base della contribuzione mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia.

Ape volontario

Un altro scivolo introdotto negli ultimi anni è l’anticipo pensionistico volontario, o Ape volontario: questo strumento consente l’uscita dal lavoro sino a 3 anni e 7 mesi prima rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

L’Ape volontario è ottenuto grazie a un prestito bancario, il cosiddetto prestito pensionistico, un finanziamento che deve essere restituito in 20 anni, una volta perfezionati i requisiti per la pensione.

Il trattamento è esentasse: ciò significa che l’assegno ricevuto mensilmente a titolo di Ape non ha trattenute tributarie, non essendo gravato dalle imposte.

L’Ape volontario, per quanto riguarda l’importo dell’assegno, può arrivare:

  • al 75% dell’importo mensile della pensione, se la durata di erogazione dell’Ape è superiore a 36 mesi;
  • all’80% dell’importo mensile della pensione, se la durata di erogazione dell’Ape è superiore a 24 e pari o inferiore a 36 mesi;
  • all’85% dell’importo mensile della pensione, se la durata di erogazione dell’Ape è compresa tra 12 e 24 mesi;
  • al 90% dell’importo mensile della pensione, se la durata di erogazione dell’Ape è inferiore a 12 mesi.

L’Ape volontario determina un taglio della futura pensione: la penalizzazione non è soltanto dovuta ai costi di restituzione di prestito pensionistico, ma anche all’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza e al contributo per il fondo di garanzia.

Al momento, l’Ape volontario non è più accessibile, in quanto la misura non è stata prorogata al 2020. Chi ha ottenuto l’accesso continua, comunque, a goderne.

Ape aziendale

L’Ape aziendale consiste nella possibilità, per il datore di lavoro, di incentivare l’esodo dei dipendenti ai quali non mancano più di 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia, offrendo un contributo che serva ad abbassare i costi dell’Ape volontario.

Nello specifico, il datore di lavoro può, con il consenso del lavoratore dipendente interessato dall’esodo, incrementare la somma dei contributi accreditati a quest’ultimo, versando un contributo all’Inps in un’unica soluzione al momento della richiesta dell’Ape.

Il contributo non deve essere inferiore, per ciascun anno o sua frazione di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, all’importo della contribuzione volontaria basata sulla retribuzione percepita dal lavoratore prima del pensionamento (per approfondire: Come calcolare i contributi volontari).

Il contributo aggiuntivo serve ad incrementare la misura della pensione che il lavoratore riceve una volta terminata la fruizione dell’Ape, abbassando in questo modo l’incidenza sulla prestazione delle rate di restituzione del prestito finanziario.

Anche questa misura non è stata prorogata al 2020. Chi ha ottenuto l’accesso continua, comunque, a goderne.

Ape sociale

L’Ape sociale ha un meccanismo molto simile all’Ape volontario, in quanto accompagna il lavoratore dai 63 anni di età sino all’età per la pensione di vecchiaia: il costo dell’anticipo pensionistico, però, è a carico dello Stato, e l’importo dell’assegno è uguale a quello della futura pensione, con un massimo di 1500 euro mensili.

Le categorie beneficiarie dell’Ape sociale sono i disoccupati di lungo corso, i caregiver, gli invalidi dal 74% e gli addetti ai lavori gravosi: disoccupati, caregiver e invalidi dal 74% ottengono l’anticipo con almeno 30 anni di contributi, mentre per gli addetti ai lavori gravosi ne occorrono 36. Le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo di un anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

L’Ape sociale è stata prorogata al 2020, e lo sarà anche al 2021, in base alle previsioni dell’ultima manovra: potranno cioè richiederla coloro che maturano i requisiti utili sino al 31 dicembre 2021.

Rita

La Rita,  rendita integrativa anticipata, è una prestazione di previdenza complementare, che affianca la pensione principale e ne integra l’importo, e può essere erogata sino a 10 anni prima della data di maturazione della pensione principale.

Ne hanno diritto gli iscritti alla previdenza complementare che risultano disoccupati da almeno 24 mesi, possiedono almeno 20 anni di contributi e maturano entro 5 anni i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Inoltre, la rendita può essere richiesta con un anticipo di 10 anni rispetto alla data di maturazione dei requisiti della pensione principale, nell’ipotesi in cui l’anticipo decennale sia previsto dallo statuto o dal regolamento del fondo di previdenza complementare a cui il lavoratore aderisce.

La pensione integrativa è finanziata attraverso il conferimento del Tfr (trattamento di fine rapporto) al fondo di previdenza complementare e attraverso il versamento di contributi supplementari.

Prepensionamento quota 100

Il prepensionamento quota 100 offre la possibilità di uscire dal lavoro immediatamente, ai dipendenti in esubero che maturano, in prospettiva, i requisiti per la pensione con quota 100 entro il 31 dicembre 2021 [2].

Con questa prestazione si ottiene non una vera e propria pensione, ma un assegno di prepensionamento, molto simile all’Isopensione e all’assegno straordinario: in pratica, si tratta di una prestazione di accompagnamento alla pensione, d’importo pari, o molto vicino, al futuro trattamento spettante.

Il nuovo assegno di prepensionamento può essere richiesto dai lavoratori appartenenti a un’azienda che aderisce ad un ente bilaterale e che ha sottoscritto appositi accordi sindacali.

Il pensionamento anticipato è finanziato sia dall’azienda che dal fondo interprofessionale a cui aderisce; ad ogni prepensionamento deve poi seguire un’assunzione incentivata: il provvedimento della pensione quota 100 3 anni prima (così è stato chiamato in quanto i primi accessi hanno consentito il pensionamento con un massimo di 3 anni di anticipo rispetto a quota 100), per questo motivo, è stato ribattezzato “staffetta generazionale”.

Possono prepensionare i lavoratori senza assumerne di nuovi, comunque, le aziende in crisi.

Contratto di espansione

Operativa di recente, con la conversione in legge del decreto Crescita, ma in via sperimentale, una nuova possibilità di pensionamento 5 anni prima: si tratta del Contratto di espansione, che può essere attivato dalle aziende con almeno mille dipendenti (con almeno 500 dipendenti per il solo anno 2021, in casi particolari con 250 unità complessive) che devono riorganizzare l’attività. Per compensare le cessazioni, sono richieste nuove assunzioni a tempo indeterminato o con contratto professionalizzante.

La misura non è fruibile  dalle aziende che non rientrano nel campo della Cigs che assicurano ai lavoratori tutele attraverso i Fondi di solidarietà bilaterali. I lavoratori di queste aziende possono però fruire di un’indennità mensile – erogata dal datore di lavoro – eventualmente integrata dall’indennità Naspi, commisurata alla pensione lorda maturata dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Il contratto di espansione, che consente, oltre al prepensionamento dei lavoratori più anziani, l’accesso alla cassa integrazione straordinaria Cigs ai lavoratori esclusi dallo scivolo pensionistico, presenta diversi vantaggi. Tra questi, l’esonero dal contributo per la Cigs.

Nel dettaglio, il datore di lavoro non è tenuto a versare il contributo addizionale del 9, 12, 15%, come precisato dall’Inps [3].


note

[1] L. 92/2012.

[2] DL 4/2019.

[3] Circolare Inps 143/2020, basata sulle nuove indicazioni del ministero del lavoro, che rettificano le precedenti istruzioni: circolare ministero del Lavoro 98/2020.

Autore immagine: pixabay.com


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3 Commenti

  1. Buongiorno Noemi, non erano diventati 5 gli anni previsti dal contratto di espansione? Vedo che fai riferimento alla vecchia ipotesi dei 7. Grazie.

  2. Buonasera,compiendo 62 anni il prossimo 7 Novembre 2020,posso usufruire dello scivolo dei 5 anni o contratto di espansione? Grazie

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