Nuova legge sul sovraindebitamento

14 Febbraio 2019
Nuova legge sul sovraindebitamento

Riforma della legge salvasuicidi: il nuovo codice della crisi di impresa contiene sia la vecchia legge fallimentare che la legge n. 3/2012 modificata.

Viene riformata la famosa legge salvasuicidi, più tecnicamente chiamata legge sul sovraindebitamento. La vecchia Legge n. 3 del 2012, che fino a ieri costituiva un autonomo corpo normativo, ora è stata trasfusa nel nuovo codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, pubblicato da stamattina sulla Gazzetta Ufficiale (trovi il testo integrale qui). Cosa cambia rispetto al passato? Molto.

Anche se resta inalterata la struttura e la finalità della procedura – volta, come noto, a sottrarre famiglie ed imprese dall’insolvenza, agevolandone la ripresa – la nuova legge sul sovraindebitamento prevede ora un meccanismo di cancellazione dei debiti anche senza pagamento dei creditori. Potrà ottenere l’esdebitazione “a zero incassi” chi non ha nulla da offrire ossia chi non può far fronte ai pagamenti neanche in parte. Maggiori dettagli nell’articolo Come liberarsi dai debiti senza pagare i creditori. Chiaramente si tratta di un’ipotesi residuale, che si può sfruttare una sola volta nell’arco della propria vita, ma che senza dubbio attirerà l’attenzione di tutti coloro che, sino ad oggi, non hanno potuto accedere al beneficio del sovraindebitamento proprio per l’assenza di redditi o beni intestati da vendere o cedere ai creditori – anche solo in garanzia – pur di vedersi cancellare le passività. 

La nuova legge sul sovaindebitamento

Restano immutate le tre procedure per ottenere l’esdebitazione dei soggetti esclusi dalla liquidazione giudiziale (imprenditori commerciali privi dei requisiti dimensionali per poter esservi sottoposti, imprenditori non commerciali, comuni cittadini):

  • il piano del consumatore: riservato a chi ha debiti di natura privata, estranei cioè all’attività di impresa. In tale ipotesi, al di là dell’entità del debito e del numero dei creditori (potendo essere anche uno soltanto, come l’Agente della Riscossione esattoriale), il debitore presenta tribunale – coadiuvato da un Organismo di Composizione della Crisi (Occ) – il proprio programma di pagamento e liquidazione. Il nulla osta passa solo dall’autorizzazione del giudice che non tiene conto del parere dei creditori;
  • accordo con i creditori: riservato ai casi in cui il debito – o gran parte di esso – deriva dall’esercizio di attività d’impresa, professionale o comunque lavorativa. In tale ipotesi, il programma – redatto sempre con l’aiuto di un Occ – deve ottenere il consenso dei creditori che costituiscono il 60% dei crediti complessivi 
  • liquidazione del patrimonio: è un’alternativa alla proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento. È il debitore in stato di crisi che chiede, sempre tramite l’Occ, non più la ristrutturazione dei debiti attraverso l’accordo o il piano, ma attraverso l’integrale liquidazione del proprio patrimonio.

Le disposizioni del codice della crisi che assorbono la vecchia legge salvasuicidi iniziano a partire dall’articolo 65.

Quanto alla possibilità di cancellare i debiti, la normativa dispone che: «Il consumatore sovraindebitato, con l’ausilio dell’Occ, può proporre ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti che indichi in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento. La proposta ha contenuto libero e può prevedere il soddisfacimento, anche parziale, dei crediti in qualsiasi forma».

Viene meno la necessità di pagare integralmente i creditori con privilegio, pegni o ipoteche. Dispone la normativa: 

«E’ possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possano essere soddisfatti non integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti oggetto della causa di prelazione, come attestato dall’OCC».

Resta la possibilità di stralciare i debiti chirografari (ovvero i debiti senza ipoteca).

La novità è nelle norme sul sovraindebitamento è la esdebitazione senza utilità, consistente in una forma di liberazione del debitore dai suoi debiti anche in assenza di pagamenti a favore dei creditori. La ratio di questa novità, come spiega la relazione, non è solo quella di restituire il debitore alla piena vita, liberandolo dai debiti, ma anche quella di «reimmettere nel mercato soggetti potenzialmente produttivi». Il che significa guardare alla crisi del debitore non solo come alla crisi personale di un soggetto, ma come alla crisi di un centro di interessi intorno al quale ruotano altri interessi diffusi, diversi da quelli puri e semplici dei creditori.

In pratica, al debitore incapiente e meritevole si concede l’ulteriore possibilità di ottenere il beneficio dell’esdebitazione anche se non è in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, tenuto ovviamente conto della prevalente necessità di assicurare il mantenimento della propria famiglia.

Non si possono cancellare i debiti che derivano da:

  • obblighi di mantenimento e alimentari;
  • risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.

Ulteriore novità contenuta nella riforma consiste nell’estensione della procedura di sovraindebitamento non solo ai debiti privati ma anche a quelli dei soci illimitatamente responsabili per debiti estranei a quelli sociali.  

Infine si dà l possibilità ai «membri di una stessa famiglia» la facoltà di presentare «un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento», e cioè di invocare l’applicazione di un’unica procedura.  

Le altre novità sul fallimento

Il nuovo codice della crisi di impresa e dell’insolvenza sostituisce anche la vecchia legge fallimentare. Sparisce la parola fallimento, sostituito con l’espressione «liquidazione giudiziale» in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola «fallito». 

Viene introdotto un sistema di allerta volto a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori. 

Il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità, spiega la presidenza del Consiglio dei ministri: consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze. 

Si prevede la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali; si istituisce presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione.



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5 Commenti

    1. Salve. Ho cercato di usufruire della L. 3/2012 così detta legge salvasuicidi nel 2017. Mi sono avvalso dell’assistenza dell’OCC (organismo di composizione della crisi). A tal proposito rispondo anche al sig. Fabio che aveva chiesto se fosse a pagamento il servizio. La risposta è si. In pratica l’O.C.C. viene nominato dall’ODCEC della città di competenza, ovvero l’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Si tratta di ordini con avvocati, commercialisti e figure professionali nominate dal tribunale della città di competenza. Il costo è piuttosto esoso (dipende anche dall’ammontare del debito). In ogni caso non muovono un dito se prima non vengono versati 200 euro di acconto per le spese vive di avvio delle pratiche. Nel mio caso avrei poi dovuto pagare ulteriori 848 euro come anticipo del compenso previsto, in due rate da 424 euro ciascuna. Poi oltre questi 848 euro il restante compenso, calcolato in una determinata percentuale rispetto al totale del debito, sarebbe stato spalmato sulle rate di resituzione del saldo e stralcio accordato con i creditori. Nel mio caso si era arrivato ad un taglio di circa l’80% causa situazione economica disastrosa, che poi si è ulteriormente aggravata in seguito al licenziamento. Alla fine il tutto è stato bloccato perchè l’ufficio cui mi ero rivolto si è accorto solo dopo tutto l’avvio delle pratiche e dei bonifici che l’ufficio di competenza era quello della zona nord della mia città (dipendeva dalla residenza tutto ciò, quindi è bene informarsi in base a dove si risiede, a quale ufficio ODCEC rivolgersi. Nel mio caso trattandosi di una città metropolitana gli uffici competenti erano due). Per cui è stato annullato tutto, mi sono stati resi gli 848 euro, i 200 euro non potevano essere restituiti, nonostante fosse stato un errore loro e non mio, e mi sarei dovuto quindi rivolgere all’uff. territoriale della zona nord della città. Nel frattempo che questi avvenimenti accadevano, sono stato licenziato e ho mandato tutto a quel paese, non potendo contare più nemmeno su quel minimo di stipendio che percepivo. Per cui l’ufficio territoriale della zona nord mi comunicava che senza un lavoro le possibilità di approvazione del piano da parte del giudice erano pressochè nulle senza un minimo di entrata economica. Alla fine sono ancora sovraindebitato. Ora devo ricominciare tutto d’accapo, ma voglio farlo appena riesco a raccimolare almeno 1000 euro per avviare le pratiche, sapendo già le spese cui vado incontro. Tuttavia il risparmio sul debito è davvero enorme e si può tornare a respirare un pò. Spero di riuscirci, anche perchè oramai gli incubi sono ricorrenti e non vivo tranquillo più oramai.Questo sempre grazie alla maledetta economia, chi è povero sarà sempre più povero, chi è ricco lo sarà sempre di più.

      1. Questo non è detto, bisogna vedere come si imposta la pratica.

        A noi è successo di ottenere omologhe anche senza stipendi.

        Se ha qualcuno che le offre una provvista esterna è probabile che il piano del consumatore passi se viene impostato correttamente.

        Bisogna piuttosto verificare che sia veramente quella la strada da seguire nel suo caso. (la legge 3/2012 offre anche la liquidazione come extrema ratio)

        Non demorda, e si ricordi che questo tipo di pratica si può fare solo una volta quindi la imposti bene e, soprattutto, si faccia seguire da persone competenti in materia OLTRE ALL’OCC.

        1. Grazie per la risposta dott.ssa Bigolin. Suggerimenti in merito a chi rivolgermi quindi oltre agli OCC? Se ne occupa forse anche lei? 🙂

  1. Buongiorno e grazie per l’articolo, mi sono rivolto all’OCC del mio comune e mi ha detto che non posso aderire alla piano del consumatore perchè ho un solo creditore (mutuo) mentre la legge parla di pluralità, ovvero almeno 2 creditori. Vi risulta?

Rispondi a dott.ssa Bigolin Valentina Annulla risposta

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