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Imposta di registro: nullo l’avviso senza sentenza

15 Dicembre 2017 | Autore:
Imposta di registro: nullo l’avviso senza sentenza

L’avviso di liquidazione è nullo se indica solo data e numero della sentenza, senza allegarla

Come abbiamo avuto modo di precisare in Sentenza: chi paga l’imposta di registro? il provvedimento con cui viene definito un procedimento giudiziario è soggetto a registrazione. Pensiamo ad esempio ad una sentenza o ad un decreto ingiuntivo: a seguito della loro emanazione l’atto viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate al fine della determinazione dell’ammontare dell’imposta di registro.  La registrazione ed il pagamento della relativa imposta devono avvenire entro termini fissi. Se ciò non accade l’Agenzia procede di sua iniziativa al recupero delle imposte dovute. Infatti, in caso di mancato pagamento dell’imposta di registrazione della sentenza, l’Agenzia delle Entrate notifica apposito avviso di liquidazione [1] al soggetto o ad uno dei soggetti obbligati al pagamento, con invito ad effettuare entro il termine di sessanta giorni il versamento dell’imposta e, se dallo stesso dovuta, della pena pecuniaria irrogata per omessa richiesta di registrazione.

Avviso di liquidazione: i contenuti

Nell’avviso devono essere indicati gli estremi dell’atto da registrare e la somma da pagare. Tuttavia, secondo la Cassazione, pronunciatasi sul punto con una recente ordinanza [2], l’avviso di liquidazione che indichi soltanto la data e il numero della sentenza civile oggetto della registrazione, senza allegarla, è illegittimo, per difetto di motivazione, in quanto l’obbligo di allegazione [3], previsto dalla legge, mira a garantire al contribuente il pieno ed immediato esercizio delle sue facoltà difensive. In mancanza di allegazione della sentenza, il contribuente sarebbe costretto ad un’attività di ricerca, presso gli uffici o presso terzi, che comprimerebbe illegittimamente il termine a sua disposizione per impugnare. L’avviso di liquidazione, dunque, è illegittimo se si limita ad indicare solo la data e il numero della sentenza, senza allegarla. Si configura in questa ipotesi un difetto di motivazione, con conseguente nullità dell’avviso di liquidazione.

Avviso di liquidazione: entro che termine va versata l’imposta di registro?

Al fine di evitare l’emissione dell’avviso di liquidazione è bene procedere a registrare gli atti dell’autorità giudiziaria entro il termine fisso previsto dalla legge. Ciò significa che la registrazione deve essere obbligatoriamente richiesta entro un preciso termine decorrente dalla data di formazione dell’atto. In particolare gli atti dell’autorità giudiziaria ordinaria e speciale in materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio devono essere registrati decorsi 10 giorni dalla loro pubblicazione o emanazione ma al massimo entro i 30 giorni successivi. I decreti di trasferimento e gli atti nei quali il cancelliere interviene come ufficiale rogante, invece, vanno registrati entro 60 giorni. Vanno, invece, registrati entro 30 giorni da quando sono divenuti definitivi, le sentenze e gli altri atti recanti condanna al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato.


note

[1] emesso ai sensi delle art. 54 comma 5 DPR n. 131/1986.

[2] Cass. ord. n. 29402 del 07.12.2017.

[3] previsto dall’ art. 7 L. n. 212 del 2000.

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